capture 173 29112019 124643La riforma del Mes, il cosiddetto fondo salva-stati, ha scatenato una polemica furibonda tra governo e opposizioni, le quali accusano il premier Giuseppe Conte di aver firmato l'accordo senza consultare il parlamento (e il premier, ora, minaccia di querela Matteo Salvini, che da par suo ha invocato l'intervento di Sergio Mattarella). Ieri - mercoledì 27 novembre - in Commissione finanza e politiche europee del Senato, il ministro dell'economia, Roberto Gualtieri, aveva minimizzato la vicenda sostenendo che l'Italia non avrà bisogno del fondo salva-stati e che comunque il testo, nelle sue parti principali, non è più emendabile. Tuttavia è emerso un documento, redatto al termine dell' Eurogruppo del 7 novembre, che potrebbe rivelarsi compromettente per la stabilità finanziaria del nostro Paese.

Si tratterebbe di un meccanismo automatico, non ancora ufficiale e di cui non si conoscono i dettagli, che stabilisce precisi criteri per valutare la sostenibilità del debito pubblico degli Stati e la loro solvibilità. Tale meccanismo, se inserito nella riforma, rappresenterebbe una pistola fumante puntata alla tempia dell'Italia (il secondo Paese della zona euro con il debito più alto), poiché i mercati farebbero presto a declassare i nostri titoli di Stato. Uno strumento nelle mani dei mercati per speculare sul nostro Paese, insomma. Nonostante la proposta (avanzata dai Paesi del Nord) di ristrutturazione automatica del debito pubblico - la quale potrebbe condurre ad una riduzione del valore dei nostri titoli di Stato- è stata evitata, non c'è da stare tranquilli.

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