capture 175 29112019 153108Tar e Consiglio di Stato hanno condannato il professore e suo fratello a demolire un piano dell'abitazione. Ma la casa è ancora lì. Proprio ieri il docente dell'Unical ha sciolto la riserva accettando di correre come governatore. Di Maio: "Aspetto chiarimenti"

Sciolta positivamente la riserva, il docente Unical Francesco Aiello è ufficialmente il candidato pentastellato alla presidenza della Regione Calabria. Ma alla campagna di trasparenza, tutela e rilancio del territorio promessa, potrebbe esserci un ostacolo grande quanto una casa. Per la precisione, la sua casa.

La villetta di Aiello è stata dichiarata parzialmente abusiva e in parte da abbattere, ma svetta ancora orgogliosa a Carlopoli, in provincia di Catanzaro, nonostante Tar e Consiglio di Stato abbiano condannato il professore e il fratello a demolire un piano. "Ho letto la notizia e aspetto chiarimenti", commenta in merito il capo politico del M5s Luigi Di Maio. E il suo candidato governatore ci prova a fornire una spiegazione, professando "serenità" ma senza dimenticare di gridare - ovviamente - allo sciacallaggio. "A distanza di quasi 40 anni e proprio quando decido di mettermi a servizio della mia gente e della mia terra, mi viene dunque attribuita una responsabilità che non ho". Pur abitando lì, in quella villetta, non si sarebbe mai accorto o interessato a vent'anni di contenzioso con il Comune e di ripetuti esposti dei vicini. Eppure nel 1995 proprio lui e il fratello Domenico hanno presentato una richiesta di sanatoria per quella villetta. Ma evidentemente Aiello non lo ricorda e sostiene: "Cominciai a occuparmi del caso nel 2012. All'epoca - ci tiene a sottolineare - mio padre soffriva di Parkinson e io dovetti assisterlo nel suo drammatico declino, successivo alla scomparsa prematura di mio fratello Domenico. Da allora ad oggi, da figlio mi sono trovato mio malgrado davanti a questo problema, che tutti i tecnici interessati avevano suggerito di risolvere utilizzando il terreno comprato da mio padre per asservirlo alla casa esistente". Insomma con un trucco. E poi, afferma, se la villetta sta ancora in piedi è colpa dell'amministrazione perché "le sentenze della magistratura amministrativa dicono che è il Comune di Carlopoli a dover indicare la strada alternativa. Nel merito l'ente non si è ancora pronunciato, benché sollecitato dal Tar della Calabria" quindi "nel merito ho agito correttamente: non ho imposto nulla, non ho condizionato nessuno e sto pazientemente aspettando di conoscere la decisione per un fatto che non ho commesso io".

di ALESSIA CANDITO per www.repubblica.it