capture 197 01122019 193419È stato il primo grillino, poi il primo dissidente M5s. Oggi Giovanni Favia, ex consigliere comunale a Bologna e organizzatore del Vaffa-Day 2007 con Beppe Grillo, è forse il più acerrimo critico dei 5 Stelle. E intervistato dal Tempo ne decreta la morte."Il Movimento 5 Stelle è ormai senza gambe, solo salotti romani, giochi di Palazzo e intrighi interni, non può avere un futuro". Di più, l'accusa peggiore per il partito del popolo: "È diventato un postificio, un ufficio di collocamento per i mediocri". Fari puntati sul prossimo test elettorale, le regionali in Emilia Romagna. E Favia è il termometro giusto: "Andranno molto male. Non possono che andare così perché il M5s non c'è più". Dagli attivisti, spiega, si è passati a "eletti, portaborse, aspiranti politici". E la base, gli attivisti, oggi sono "pochissimi".

Le dinamiche al vertice sono più complesse di quelle dei normali partiti. "Di Maio e Di Battista sono sempre stati d'accordo - spiega Favia -. L'idea di puntare su Di Maio è stata proprio di Di Battista, fu lui a mandare una mail in tal senso a Gianroberto Casaleggio. Di Battista voleva fare il furbo, intendeva tenersi libero per il secondo mandato, non era fiducioso di poter vincere a questa tornata ma a quella successiva". Sbagliato. "Ha fatto male i conti, perché Di Maio un po' lo ha fregato facendo l'accordo con Matteo Salvini ed andando al governo". Poi provoca: "Penso che tra Di Maio e Salvini quello più a destra sia Di Maio. Il leader della Lega era un comunista padano, fa il truce nella narrazione ma preferisco avere a che fare con un lupotto piuttosto che con un lupo travestito da agnello qual è Di Maio".

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