capture 052 11012020 002145Nuovo terremoto in casa Movimento 5 Stelle. I senatori hanno prodotto un documento che si articola in 5 punti e chiede una nuova organizzazione interna. La premessa è che il documento non rappresenta un atto di sfiducia verso nessuno e non muta il sostegno incondizionato all'alleanza giallorossa, ma è innegabile che le richieste mettono ancora di più in discussione Luigi Di Maio e soprattutto Davide Casaleggio. A quest'ultimo i senatori vorrebbero togliere la gestione della piattaforma Rousseau, che percepiscono come "una realtà esterna, un corpo estraneo al Movimento stesso. La gestione deve essere posta sotto il controllo del M5s ed effettuata con metodo democratico".Di Maio sulla carta incassa la fiducia, ma allo stesso tempo arriva la richiesta di "netta separazione tra le cariche interne al Movimento e quelle di governo. La loro sovrapposizione - scrivono i senatori a 5 Stelle - sta determinando concentrazione di potere e criticità ormai incomprensibili sia per la nostra base che per i cittadini in generale. Per questo, fin da subito, dobbiamo cominciare a pensare ad un organo dirigente del M5s che sia rappresentativo delle tante sensibilità politiche che compongono e animano il Movimento stesso".

Ciò per i grillini può avvenire solo "fissando regole interne diverse e attraverso democratiche elezioni, metodologia da estendere anche agli altri organismi di ogni livello del Movimento". In pratica i senatori pentastellati non chiedono lo stop né al ruolo del garante né a quello del capo politico, ma di fatto mettono pressione a Di Maio e compagnia perché vorrebbero arrestare la deriva accentratrice e tornare all'identità originaria del M5s. 

 

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