capture 071 13012020 120206Alla stregua di quelli che ogni giorno definivano “pidioti” – per non usare il linguaggio di Paola Taverna – tirarono giù, per giustificare l’atto parlamentare, l’articolo 2 della Costituzione sui diritti inviolabili dell’uomo. E poi l’articolo 10 della Carta sui “diritti inviolabili dello straniero”. Per finire l’articolo 32 sulla tutela del diritto alla salute.

Le cronache registrano anche un alterco durissimo sulla rete tra Fabio Fazio e Salvini. Il conduttore di Che Tempo che fa scrisse su Twitter: “È un’ulteriore prova di disumanità e incoerenza. Cancellare ogni tentativo di integrazione aumenta l’insicurezza. E soprattutto aumenta disperazione e ingiustizia”. Gli replicò a tomo il ministro dell’epoca: “Il milionario (a carico degli italiani) dice che sono disumano. Più si arricchiscono, più perdono il contatto con la realtà. Incassa che ti passa, io vado avanti nel nome del buon senso e del rispetto delle regole. Bacioni”.

 

Ma il governo “buono” rivendica l’azione di Salvini

Adesso che è arrivato il governo “buono” con le quattro sinistre di governo, quell’azione viene però rivendicata. Lo sgombero del Cara di Castelnuovo di Porto non provocò il disastro annunciato. E’ proprio il sottosegretario Crimi a metterlo nero su bianco nella risposta all’interrogazione del senatore Crucioli e altri suoi colleghi Cinquestelle, recapitata in questi giorni e che il Secolo ha visionato. “Le operazioni di sgombero – scrive l’esponente del Viminale – non hanno determinato alcun pregiudizio nei confronti di persone vulnerabili, fragili o bisognose diassistenza, né gruppi di persone sono stati lasciati per strada o in stato di abbandono”.

Ovvero, lo Stato fece la sua parte, con fermezza e umanità. “Per il trasferimento si è tenuto conto, attraverso le valutazioni degli psicologi ed assistenti sociali in servizio presso il Cara, delle situazioni individuali degli ospiti, e sono state fornite loro idonee informazioni mediante colloqui individuali con il personale e i mediatori del centro”: altro?

Chissà se di fronte alle parole che arrivano dal governo che sostengono, i signori del Pd parleranno ancora della “deportazione” di Castelnuovo di Porto. Oppure faranno finta di niente, perché quando le carte danno loro torto, preferiscono nasconderle o nascondersi. Come faranno per il caso Gregoretti.

Magari un domani sarà un altro esponente di governo da loro sostenuto a smentirli. Se ne fregheranno. Perché quello che conta è demonizzare il nemico. Magari saranno quelli di Leu a chiedere a Crimi di sloggiare dal Viminale.Raccontatelo al Pd che sugli sgomberi dei migranti il grillino sta con Salvini. E che ci vorrebbe davvero una grande faccia tosta a volere il processo per la Gregoretti quando, ora e non allora, si continua ad apprezzare da parte pentastellata l’azione del ministro del primo governo Conte.Tocca al sottosegretario agli Interni, Crimi, la difesa dell’ex titolare del Viminale. Ricordate lo sgombero del Cara di Castelnuovo di Porto, a due passi dalla Capitale? Ebbene, ci fu un gran baccano da sinistra, il Pd arrivò a parlare di deportazione. E persino un gruppetto di senatori Cinquestelle presentò un’interrogazione alla fine di gennaio del 2019.

Quei grillini preoccupati per Castelnuovo di Porto…

Erano preoccupatissimi i grillini. Chiesero all’allora alleato di governo le “modalità di trasferimento degli ospiti del CARA (segnatamente per quanto riguarda i soggetti minori, i nuclei familiari e i soggetti in condizione di disagio fisico o psichico) che potrebbero essere ritenute non rispettose dei principi costituzionali”.Alla stregua di quelli che ogni giorno definivano “pidioti” – per non usare il linguaggio di Paola Taverna – tirarono giù, per giustificare l’atto parlamentare, l’articolo 2 della Costituzione sui diritti inviolabili dell’uomo. E poi l’articolo 10 della Carta sui “diritti inviolabili dello straniero”. Per finire l’articolo 32 sulla tutela del diritto alla salute.

Le cronache registrano anche un alterco durissimo sulla rete tra Fabio Fazio e Salvini. Il conduttore di Che Tempo che fa scrisse su Twitter: “È un’ulteriore prova di disumanità e incoerenza. Cancellare ogni tentativo di integrazione aumenta l’insicurezza. E soprattutto aumenta disperazione e ingiustizia”. Gli replicò a tomo il ministro dell’epoca: “Il milionario (a carico degli italiani) dice che sono disumano. Più si arricchiscono, più perdono il contatto con la realtà. Incassa che ti passa, io vado avanti nel nome del buon senso e del rispetto delle regole. Bacioni”.

Ma il governo “buono” rivendica l’azione di Salvini

Adesso che è arrivato il governo “buono” con le quattro sinistre di governo, quell’azione viene però rivendicata. Lo sgombero del Cara di Castelnuovo di Porto non provocò il disastro annunciato. E’ proprio il sottosegretario Crimi a metterlo nero su bianco nella risposta all’interrogazione del senatore Crucioli e altri suoi colleghi Cinquestelle, recapitata in questi giorni e che il Secolo ha visionato. “Le operazioni di sgombero – scrive l’esponente del Viminale – non hanno determinato alcun pregiudizio nei confronti di persone vulnerabili, fragili o bisognose diassistenza, né gruppi di persone sono stati lasciati per strada o in stato di abbandono”.

Ovvero, lo Stato fece la sua parte, con fermezza e umanità. “Per il trasferimento si è tenuto conto, attraverso le valutazioni degli psicologi ed assistenti sociali in servizio presso il Cara, delle situazioni individuali degli ospiti, e sono state fornite loro idonee informazioni mediante colloqui individuali con il personale e i mediatori del centro”: altro?

Chissà se di fronte alle parole che arrivano dal governo che sostengono, i signori del Pd parleranno ancora della “deportazione” di Castelnuovo di Porto. Oppure faranno finta di niente, perché quando le carte danno loro torto, preferiscono nasconderle o nascondersi. Come faranno per il caso Gregoretti.

Magari un domani sarà un altro esponente di governo da loro sostenuto a smentirli. Se ne fregheranno. Perché quello che conta è demonizzare il nemico. Magari saranno quelli di Leu a chiedere a Crimi di sloggiare dal Viminale.

di Francesco Storace per www.secoloditalia.it