capture 307 12022020 174441 «Il suo nome è Mila Orriols ed è una ragazza omosessuale di 16 anni francese costretta a vivere nascosta, senza nemmeno poter andare a scuola. La sua colpa? Aver osato criticare l’islam sui social dopo aver ricevuto delle avance sgradite da un uomo musulmano». La denuncia arriva da Giorgia Meloni che sulla sua pagina Facebook ha scritto un lungo post in difesa della ragazza vittima di minacce di morte e di stupro per aver criticato l’islam. «Dopo il video pubblicato su Instagram – scrive la presidente di FdI – infatti la giovane ha ricevuto (e continua a ricevere) insulti e minacce di morte di ogni tipo. Il tutto nel silenzio della sinistra, delle varie associazioni LGBT, del femminismo. E anche di alcuni esponenti del governo francese, che addirittura in alcuni casi hanno accusato lei di aver usato toni sbagliati. Pochissimo anche in Italia si è parlato della sua storia, per questo ci tengo a mandare un grande abbraccio a Mila. In un’Europa in cui si parla tanto di libertà e rispetto, è inaccettabile che una 16enne, colpevole semplicemente di avere espresso opinioni non in linea col pensiero unico dominante, venga lasciata sola. #SiamoTuttiMila».

 

Meloni e le reazioni del web

Tantissimi i commenti alla storia pubblicata dalla presidente di Fratelli d’Italia. Scrive un utente: «Tutti ipocriti. Non hanno la visuale moderna e libera. Tutti parlano di uguaglianza di democrazia di libertà. Questo è un esempio che non è vero niente, sono tutti ipocriti». E un altro aggiunge: «E dov’è Rula la consigliori di Macron?». Osserva Giuseppe: «Le femministe son troppo occupate ad aizzare le donne contro gli uomini occidentali…». Un altro utente scrive: «Si confermo: sono francese e devo riconoscere che abbiamo un governo di vili e tradittori !!! #JesuisMila E preferisco non parlare della sinistra». Un altro ancora suggerisce: «Diamole la cittadinanza italiana e facciamola venire qui. In Francia gli islamici sono troppi e ormai la conoscono tutti. Qui sono molti meno e lei è sconosciuta: può andare in una scuola internazionale a Roma o altrove… In Francia il Ministro stesso ha riconosciuto che sistemarla è un problema. Perché è troppo nota e non ci sono scuole senza islamici…».

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di Giorgia Castelli per www.secoloditalia.it