capture 032 05042020 195452Dopo il tweet di Trump sull'idrossiclorochina qualcosa è cambiato. Qualcuno parla addirittura di "cura Trump" e nel giro di poco tempo il farmaco è diventato irreperibile, anche in Italia. In verità, senza andare fino negli Stati Uniti, da noi Roberto Burioni, celebre virologo del San Raffaele di Milano, ha spiegato che se c'è una cura per battere il Coronavirus, si può dire che passi proprio dall'antimalarico di cui ora si parla tanto. Ovviamente Burioni mette anche in guardia sui possibili effetti collaterali e sconsiglia chiunque dal prenderlo senza autorizzazione medica perché servono nuovi studi clinici, ma i risultati ottenuti con la sperimentazione attuata dal laboratorio del San Raffaele, dicono che la molecola alla base del Plaquenil, somministrata sia prima che dopo l'infezione, ha fatto da scudo contro il Covid.

Tradotto: il virus non è riuscito a replicarsi all interno delle cellule umane. Del resto, l'efficacia di tale molecola è stata già testata nel 2005 per combattere la Sars e oggi, associata all'antibiotico Azitromicina, rappresenta una risposta importante contro la pandemia. Risultati favorevoli sono arrivati in questi giorni in diverse città tra cui Alessandria, Novara, Piacenza: in meno di una settimana tanti pazienti curati con il Plaquenil sono sfebbrati.

 

SCATOLE IN ARRIVO
E oggi il farmaco scarseggia. La Sanofi, gruppo farmaceutico francese, il 24 marzo ha rassicurato tutti, ufficializzando una donazione di 200mila scatole di Plaquenil (idrossiclorochina) per il Sistema Sanitario Nazionale, calmierando la percezione di carenza che stava dilagando ovunque. Sono passati alcuni giorni dalla comunicazione della donazione, fatta all'Aifa, che potrebbe alleggerire la tensione insidiosa di una presunta irreperibilità. Ma per ora nulla sembra cambiato.

Perché? Dal 24 marzo, ci spiegano da Sanofi, «noi siamo pronti, ma per ora la donazione è in corso di perfezionamento». Insomma: la solita burocrazia italiana. Eppure, la tempestività è un fattore cruciale in questo momento. Fatto sta che ci dovrà essere una risposta di "accettazione donazione", una pianificazione delle modalità di distribuzione agli ospedali, la predisposizione di un elenco di soggetti autorizzati. Tutto giusto, certo. Speriamo che l'operazione si chiuda quanto prima, confidiamo nella reattività delle istituzioni, per sopperire alla carenza del farmaco.

A DOMICILIO
 Va anche ricordato, che nella seconda metà di marzo, Aifa ha autorizzato l'uso off label della clorochina e dell'idrossiclorochina per trattamento Covid-19, anche in regime di somministrazione domiciliare. Eppure, l'onda anomala ha travolto anche le farmacie territoriali, quelle che abbiamo sotto casa, che non dovrebbero entrarci nulla, visto che il farmaco può essere acquistato solo sotto prescrizione medica. «Va ricordato», sostiene Pina Onotri, del Sindacato Medici Italiani, «che tali farmaci sono somministrati a pazienti Covid ma anche a pazienti con altre patologie autoimmuni, i quali hanno difficoltà a reperire il farmaco».

D'altronde, che qualcosa sia successo è evidente: secondo la Sanofi le richieste dell'idrossiclorochina sono triplicate. L'azienda produttrice, attraverso il direttore relazioni istituzionali, Fulvia Filippini, rassicura però tutti coloro che usano il farmaco per patologie autoimmuni, garantendo «che non c'è nessuna carenza» e che sono «state attivate vie preferenziali per chi usa abitualmente il farmaco per curare il lupus, o l'artrite reumatoide». Il farmaco si può avere solo se prescritto da un medico, quindi è inutile andare in farmacia per acquistarlo. Sanofi in accordo con l'Aifa, ha ribadito a tutti gli operatori sanitari che, «Plaquenil 200 mg compresse non è allo stato attuale carente né sul canale ospedaliero, né sul canale pubblico». A darci conferma di un quadro delicato, c'è anche il Presidente dell'Ordine dei farmacisti, Andrea Mandelli: «La fornitura di idrossiclorochina è contingentata, ma è assicurata in tutto il Paese».

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