capture 071 07042020 110735Prosegue ogni giorno il tirassegno. Bersaglio prediletto è Regione Lombardia, accusata di varie nefandezze, quando invece ha compiuto soltanto miracoli. I suoi nemici, politici senza giudizio e giornali specialisti nello spargimento di sterco, affermano che Fontana e i suoi più stretti collaboratori abbiano inanellato una serie di cazzate tali da creare a Milano e dintorni un immenso cimitero. Il che è semplicemente falso visto che i successori di Roberto Formigoni, non avendone tradito lo spirito, hanno dato seguito e incrementato l'efficienza della sanità, considerata la migliore del Paese. Ne è prova il fatto inequivocabile che lo scorso anno negli ospedali meneghini sono stati curati 165 mila pazienti provenienti da tutto il Paese, per una spesa totale di 700 milioni.

Se una massa di gente sceglie per guarire di rivolgersi alle strutture lombarde significa che si fida di esse più che di altre. Mi appare logico. Purtroppo in certe teste di cavolo non c'è posto per le ovvietà ma solamente per il pregiudizio. In un paio di settimane in zona Fiera è stato eretto un nosocomio coi soldi dei privati, pronto per partire. Peccato che manchino i medici, pertanto sia difficile avviare l'attività. Perché c'è penuria di camici bianchi? Elementare. Le università di medicina sono a numero chiuso e se ne ignora il motivo. Quei pochi che si laureano, dopo un paio di anni di intenso tirocinio, preferiscono trasferirsi all'estero dove ricevono uno stipendio quadruplo rispetto a quello percepito in patria. Cosicché Attilio Fontana è costretto a cercare personale dove presume di trovarlo.

 

Concetti semplici. Non credo che in Lombardia le faccende sanitarie si svolgano peggio che in Calabria, altrimenti non si spiegherebbe come mai un malato di Cosenza corra a Milano per salvarsi la pelle. Di conseguenza le punzecchiature al Governatore della nostra regione sono il prodotto di miserabili manovre politiche prive di sostanza. Probabilmente è in atto un tentativo idiota di nazionalizzare ciò che attiene la salute, togliendolo alle autonomie locali. La centralizzazione dei poteri piace ai politicanti affamati di stecche e vogliosi di trasformare l'intero settore quale orto di casa.

Inoltre, traspare il desiderio di sottrarre alla più importante regione nazionale un meccanismo perfetto capace di recuperare consenso elettorale, considerato che i cittadini guardano alle evidenze più che alle chiacchiere dispersive dei tribuni del popolazzo. Andare addosso al presidente lombardo risponde a un disegno fetente gradito ai moribondi grillini nonché a Conte che ama impartire ordini come tutti gli inetti al comando. Aspettiamo a trarre conclusioni definitive, tuttavia non si illudano i satrapi del virus di venire qui dalle nostre parti col miraggio di rendere la nostra amata terra una specie di succursale di Foggia.

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