capture 016 07042020 191502Il contagio totale arriva a 135.586, con un aumento di 3.039 in un giorno. Dato in calo rispetto al +3.599 di ieri.

I morti salgono a 17.127, altri 604 in 24 ore. In calo rispetto ai 636 di ieri.

Almeno questi sono i dati ufficiali. Che mentre giustificano la chiusura delle zone più colpite come la Lombardia, tranne la provincia di Sondrio, non giustificano la clausura in casa di tutta l’Italia.

Mascherine e tamponi. Il ‘restate a casa’ è una follia che oltre ad avere avuto alcun effetto sulla diffusione del virus, sta causando danni enormi alla salute dei cittadini. Anche a quella futura.

Sono comunque numeri che non giustificano il blocco di un intero Paese, vista l’incubazione media di 6 giorni del virus.

Dopo un mese chiusi in casa, abbiamo ancora più casi giornalieri di quelli che avevamo all’inizio dell’epidemia, prima di chiuderci in casa. La quarantena ha frenato il contagio? Probabile. Ma il risultato è molto molto molto più basso delle aspettative.

 

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Il motivo è semplice: non puoi rinchiudere tutti, qualcuno deve uscire per fare la spesa e per i lavori necessari, per questo il contagio si diffonde e sarebbe invece stato fermato come in Corea del Sud se avessimo preso una strada diversa. Quella delle mascherine e dei tamponi.

Il 12 marzo, quando è iniziata la quarantena totale, col ridicolo slogan “restate a casa”, avevamo 2.313 contagi giornalieri. Oggi, il 7 aprile, quasi 1 mese dopo, ne abbiamo più di tremila.

Detto che il numero dei tamponi può ovviamente inquinare la statistica, è comunque un dato di fatto.

Cosa avremmo fatto noi? Intanto avremmo chiuso fuori i cinesi e messi in quarantena gli italiani dalla Cina all’inizio di gennaio, e quindi non si sarebbe nemmeno posto il problema. Anzi, noi con la Cina non avremmo avuto nulla a che fare da anni, con il problema quindi nemmeno proponibile.

Ma, una volta esploso, si sarebbe dovuto chiudere tutto in Lombardia a febbraio al tempo della zona rossa di Codogno. E chiusi tutti i luoghi di aggregazione a livello nazionale. Con una massiccia diffusione di mascherine.

Oggi avremmo ‘solo’ centinaia di morti. E domani avremmo avuto milioni di disoccupati in meno. E no, non è il “senno di poi”, lo abbiamo scritto subito.

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