capture 085 12042020 212549Ancora una volta dovrà essere Sergio Mattarella a salvare Giuseppe Conte. Il pasticcio stavolta è internazionale, e il presidente della Repubblica dovrà intercedere con Emmanuel Macron per far sì che il cartello di carte del premier non salti per aria insieme all'Italia. La partita, come noto, è quella a Bruxelles: Conte si è giocato tutto sugli eurobond, Angela Merkel l'ha fregato aprendo solo al Mes. Il 23 aprile alla riunione dei capi di Stato il redde rationem: sul tavolo ci sarà la "vera" posta in gioco, quella del Recovery fund che dovrebbe secondo i piani italiani garantire un aiuto economico concreto per l'emergenza coronavirus. Ma senza una accelerazione, quei soldi arriveranno - forse - non prima del 2021.Il problema è che finora la cordata che affianca Conte è di secondo se non terzo piano: Grecia e Portogallo. Nemmeno la Spagna appoggia la battaglia del premier, che contava sulla virata di Macron. La Francia, furbescamente, non vuole fare battaglia contro la Germania. Dunque? Secondo Dagospia, Mattarella potrebbe riallacciare i rapporti con l'Eliseo e convincerlo a diventare partner di Palazzo Chigi. Ma Macron potrebbe accettare, spiega Dago, "solo se, in cambio, l’Italia si dichiara alleato sicuro, cioè un paese prono alla grandeur de la France". Se non andrà così, Conte avrà le ore contate e a maggio ci potrebbe essere già il suo successore: guarda caso, proprio quel Vittorio Colao nominato commissario alla Fase 2 nonostante le ritrosie del premier e voluto espressamente proprio dal Quirinale. 

 

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