• capture 090 13042020 110739Giuseppe Calicchio è accusato di epidemia e omicidio colposi. La tragedia in realtà riguarda tutta Italia. Ma questo caso viene strumentalizzato per attaccare il governatore Fontana. E di conseguenza la Lega.

Giuseppe Conte ha appena annunciato la fase 2: i primi e tenui allentamenti nella lunga rincorsa alla normalità. Intanto, c'è già l'indagine simbolo di questa orribile stagione: quella sul Pio Albergo Trivulzio di Milano. La casa di riposo più famosa d'Italia. Ancor più celebre perché, quasi 30 anni fa, qui venne scoperta la tangente all'ex presidente Mario Chiesa.

Giuseppe Conte ha appena annunciato la fase 2: i primi e tenui allentamenti nella lunga rincorsa alla normalità. Intanto, c'è già l'indagine simbolo di questa orribile stagione: quella sul Pio Albergo Trivulzio di Milano. La casa di riposo più famosa d'Italia. Ancor più celebre perché, quasi 30 anni fa, qui venne scoperta la tangente all'ex presidente Mario Chiesa.

Fu la miccia nell'inchiesta delle inchieste: Tangentopoli. Certo, stavolta non si cercano mazzette, ma responsabilità sanitarie. Il fascicolo aperto dalla Procura di Milano per epidemia colposa e omicidio colposo riguarda la morte di 100 anziani, dall'inizio di marzo a oggi. C'è il primo indagato eccellente: il direttore generale Giuseppe Calicchio. E se all'epoca l'humus era il socialismo milanese, adesso è il leghismo lombardo.

 

Il Trivulzio, insomma, è già l'emblema dell'incedere giudiziario ai tempi del coronavirus. I corrotti di allora sarebbero gli odierni carnefici. Eppure, esperti e virologi ce l'hanno detto fin dall'inizio: i più a rischio erano, sono e saranno gli anziani. Purtroppo. Le statistiche lo confermano, giorno dopo giorno. Le Rsa, di conseguenza, rischiano di diventare obitori. Sono morti ovunque, non solo alla Baggina. Nella case di riposo lombarde sono scomparsi quasi 2.000 ospiti. Ma la situazione peggiore, denunciano i sindacati di categoria, è in provincia di Bergamo: soltanto a marzo, nelle Rsa orobiche sarebbero morti oltre 1.100 ospiti, il 21%. E nella struttura di Nembro, in val Seriana, ci sono 32 vittime: più di un terzo degli ospiti. Fino a oggi, però, la Procura orobica sta concentrando i suoi sforzi investigativi sue altri due fronti: l'ospedale di Alzano Lombardo, dove il 23 febbraio si registrò il primo caso di Covid-19, e la mancata zona rossa proprio in quell'area.

A Milano, invece, sulle morti nelle Rsa della provincia lavora il pool dedicato alla salute pubblica. Lo guida il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano. I pm continuano ad acquisire cartelle cliniche, esposti di familiari, denunce di sindacati. Quella sul Trivulzio è l'inchiesta più roboante e ben avviata. Il fascicolo comprende già numerose segnalazioni. I Nas, due giorni fa, hanno sequestrato una buona mole di documenti alla Baggina. E a breve, oltre al direttore generale, potrebbero venire iscritti nel registro degli indagati altri dirigenti. Intanto Calicchio è stato sentito venerdì sera in videoconferenza, assieme ad altri medici del Trivulzio, dagli ispettori del ministero della Salute affiancati dai carabinieri delegati della Procura. Il direttore generale ha spiegato di aver rispettato le procedure e i protocolli interni. Ma anche le direttive della regione e quelle ministeriali. «È a disposizione per qualsiasi chiarimento» aggiunge il suo legale, l'avvocato Vinicio Nardo.

Ma quello sul Trivulzio è solo il più mediatico dei fascicoli aperti dai pm milanesi. Le inchieste sarebbero una quindicina. Tutte nate da denunce di lavoratori e parenti di anziani scomparsi. Adesso cominceranno le verifiche: eventuali carenze nei protocolli interni, uso dei dispositivi di sicurezza, gestione di pazienti infettati trasferiti dagli ospedali. Tra le Rsa sotto indagine ci sono l'istituto Palazzolo Don Gnocchi, il Golgi Radaelli e la casa di riposo di Mediglia, la prima in cui si registrò un aumento di decessi tra gli anziani.

Anche nelle case di riposo del Piemonte si contano le vittime sospette. Sono già 450. La mortalità, rispetto alla media, è tre volte più alta. Pure qui, le Procure hanno avviato indagini praticamente in ogni provincia. Il sospetto è sempre lo stesso: è stato fatto troppo poco per evitare questa silenziosa strage.

Ma il coronavirus ha lasciato la stessa scia in Liguria: 240 decessi sarebbero correlati al Covid-19. I magistrati cominciano a raccogliere dati. Il procuratore di Genova, Francesco Cozzi, resta però cauto: «È un terreno molto delicato. Stiamo parlando di un'emergenza generale e, pare di capire, non esistono protocolli univoci per le Rsa».

La Procura di Milano, invece, procede speditamente. I giornalisti hanno trovato i rei non confessi. Trent'anni dopo Tangentopoli, il Trivulzio è ancora il bersaglio preferito dei colpevolisti d'Italia...

di Giacomo Amadori per www.laverita.info