Purtroppo avevamo ragione, e la conferma è arrivata da un nostro arcinemico, il sindaco di Napoli ed ex pm Luigi De Magistris. Intervistato da Giletti a Non è l'Arena, De Magistris ha candidamente ammesso, con colpevole e ingiustificato ritardo: «Fin quando indagavo su Berlusconi mi facevano l'applauso, come cominciai a indagare a sinistra mi dissero: ma che fai, indaghi pure a sinistra?», e fa i nomi dell'allora presidente della Repubblica Napolitano e di Nicola Mancino, all'epoca vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura.

Purtroppo, dicevamo, la magistratura ha inquinato, barato e tradito la Costituzione per fini prettamente politici con lo scopo di fare fuori Silvio Berlusconi e avvantaggiare la sinistra. Quello che sospettavamo, ma mancavano le prove, è che tutto questo è avvenuto con la complicità del presidente della Repubblica, che oggi andrebbe per questo processato per alto tradimento. Per qualche strano motivo il vaso di Pandora che ha permesso alla sinistra di tenere in scacco questo Paese si è rotto e i miasmi che ne escono sono nauseanti. La regola «Salvini è innocente ma dobbiamo attaccarlo» non se l'è inventata quel mezzo figuro di Luca Palamara, già capo dell'Associazione nazionale magistrati, ma è la regola che ha indirizzato l'attività della magistratura negli ultimi trent'anni, da quando cioè il centrodestra a guida Berlusconi è stato in grado di competere e vincere con la sinistra (ma probabilmente anche prima, Mani Pulite è stata una truffa giudiziaria).

 

Capisco che in tempi di Coronavirus e di difficoltà economiche questo tema poco appassioni. Ma qui stiamo parlando di libertà fondamentali, di una magistratura marcia e corrotta, di un presidente della Repubblica disonesto. Altro che P2, la loggia segreta che dicono condizionò il Paese negli anni Settanta. Quella che si sta delineando è una vera e propria associazione a delinquere ben ramificata tra procure, tribunali, giornali, Quirinale e Parlamento. E fa specie trovare nelle intercettazioni e negli intrighi anche il nome di Marco Minniti, già ministro dell'Interno e ben addentro ai nostri servizi segreti.

La vera storia della defenestrazione di Silvio Berlusconi pensavamo di leggerla un giorno, non così presto. Adesso aspettiamo che non ci siano più ostacoli a scrivere quella della sua riabilitazione.

di Alessandro Sallusti per www.ilgiornale.it