capture 017 26062020 175930Cancellata in Commissione la delibera del 2018. Crimi: "Schiaffo al Paese"

La Commissione contenziosa del Senato ha votato per l'annullamento della delibera che aveva deciso il taglio dei vitalizi agli ex parlamentari. La delibera del Consiglio di presidenza sui tagli risale al 16 ottobre 2018. Secondo fonti parlamentari, riportate dall'agenzia Agi, nella Commissione sarebbero stati tre i voti a favore e due quelli contrari. Per il «no» si sono espressi i due senatori della Lega, Simone Pillon e Alessandra Riccardi, ex cinquestelle passata al gruppo di Matteo Salvini.

Indignata la reazione di Vito Crimi, capo politico del Movimento 5 Stelle: «Ci provavano da mesi: lo hanno fatto di notte, di nascosto. È uno schiaffo a un Paese che soffre. La casta si tiene il malloppo, noi non molleremo mai per ripristinare lo stato di diritto e il principio di uguaglianza. Chi dobbiamo ringraziare per questa operazione, la presidenza del Senato?».

Parlando alla trasmissione Diritto e rovescio, su Rete4, Matteo Salvini ha annunciato che il suo partito cercherà di intervenire sull'annullamento in Senato: «Come Lega cercheremo di cambiare questa decisione», ha detto.

 

Il documento approvato spiega che la Commissione, di cui è presidente Giacomo Caliendo (FI) e nella quale sono presenti anche due membri non senatori (nominati dalla Presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati), «accoglie parzialmente i ricorsi esaminati e per l'effetto annulla le disposizioni della deliberazione del Consiglio di presidenza del Senato della Repubblica numero 6 del 16 ottobre 2018 nella parte in cui prevedono una totale rimozione dei provvedimenti di liquidazione a suo tempo legittimamente adottati e impongono una nuova liquidazione che introduce criteri totalmente diversi». Annullata la delibera anche nella parte in cui si «prevedono il ricalcolo dell'ammontare degli importi mediante la moltiplicazione del montante contributivo individuale per il coefficiente relativo all'età anagrafica del senatore alla data della decorrenza dell'assegno vitalizio o del trattamento previdenziale pro rata, anziché alla data dell'entrata in vigore» del taglio dei vitalizi.

Il documento cita le ordinanze delle sezioni unite della corte di Cassazione dell'8 luglio del 2019 che «hanno riconosciuto sostanzialmente la natura giuridica di pensione all'assegno vitalizio percepito dagli ex parlamentari» e richiama la sentenza della Corte costituzionale del 5 giugno 2013 che ha «dettato diversi requisiti di legittimità per gli interventi riduttivi sulle pensioni».

di per www.ilgiornale.it