Clemente Mastella non tramonta mai e si impone al ballottaggio a Benevento riconfermandosi sindaco contro il candidato del centrosinistra. Mastella si presenta alle telecamere di Enrico Mentana su La7 con tutta la famiglia, con tutti i nipotini schierati in prima fila.
"Sono contento così, faremo belle cose per Benevento nei prossimi cinque anni", dice Mastella commentando la vittoria che gli ha consegnato con oltre i 52% dei voti, il secondo mandato di sindaco del capoluogo sannita. Una coalizione di dieci liste, ma tutte di ispirazione civica o espressione di gruppi politici che si sono discostati dalle posizioni ufficiali dei rispettivi partiti. "Dall’altra parte c’era l’arca di Noe, un’armata brancaleone - rileva Mastella - io ero da solo, ma con il popolo di Benevento. Da una parte una squadra che andava da destra all’estrema sinistra ma la gente ha sconfitto questa logica".
Grazie Trieste, in faccia allo snobismo dei salotti mainstream
Trieste, manifestanti e solito snobismo dei media mainstream. Se si volesse sintetizzare in qualche modo quanto osservato stamattina, lo si potrebbe fare in questo modo. Mentre portuali e comuni cittadini tentavano disperatamente di resistere all’arrivo della polizia nel porto della città, su La7 e Sky ci si permetteva di guardare con sufficienza all’accaduto.
I manifestanti di Trieste e il mainstream
Da stamattina, la pressione della polizia, dei camion e degli idranti è stata via via più forte. Si parte con Stefano Puzzer e altri al seguito che si siedono sull’asfalto, quasi in lacrime, chiedendo soltanto di essere ascoltati.
Gli agenti in piena tenuta antisommossa non schiodano. Uno stallo che dura alcune ore, dalla primissima mattina fino alle 9.30 circa.
SkyTg24 segue gli avvenimenti, ma praticamente mai dà voce ai manifestanti. Solo narrazione sugli eventi, mentre dai video in diretta diffusi su Facebook si possono ascoltare gridi di disperazione: “Toglietevi i caschi, avete dei figli anche voi” dice un signore ai poliziotti. Non verrà ascoltato.
La Lega mugugna, Borghi: «È mancato il voto d’opinione, il governo col Pd ha demotivato i nostri»
«Questo voto con affluenza minima indica che molti elettori del centrodestra nelle grandi città sono stati a casa indipendentemente dal candidato». È la riflessione con l’AdnKronos di Claudio Borghi, deputato della Lega, a ridosso della chiusura dei seggi nelle città al ballottaggio. «Bene mantenere Trieste, anche in altri centri importanti di minori dimensioni, da Desio a Sansepolcro a Lanciano, il centrodestra cresce», aggiunge.
Borghi: «È mancato il voto d’opinione»
«La mia interpretazione – conclude l’economista del partito di Matteo Salvini – è che sia mancato il voto di opinione, quella carica rivoluzionaria che ha sempre accompagnato la crescita della Lega e che, forse, la presenza al governo con il Pd e la conseguente continua ricerca di compromessi ha demotivato».
Nel derby di centrodestra ad Afragola vince Pannone, il candidato indicato da Fratelli d’Italia
Antonio Pannone è il nuovo sindaco di Afragola con il 51,35% (10.56 voti). Il nuovo primo cittadino, candidato con nove liste di centrodestra (tra cui FdI e Lega), è stato premiato nelle urne con un distacco di 553 voti sul candidato di centro, nelle cui liste però figurava anche la lista ufficiale di Forza Italia, Gennaro Giustino, fermo al 48,65% (9.953 voti). Un ballottaggio tirato fino all’ultimo minuto, al termine di un mese di campagna elettorale durissima, contrassegnata da episodi di violenza, da denunce per voto di scambio e con l’ombra delle infiltrazioni di camorra.
Il ringraziamento di Pannone agli elettori di Afragola
Il silenzio della sinistra sulle violenze degli anarchici a Milano: 2 arresti e 8 denunce tra i no green pass
La sinistra batta un colpo. Sono due le persone arrestate e otto quelle denunciate, a vario titolo per interruzione di servizio pubblico, violenza privata, istigazione a disobbedire alle leggi e per manifestazione non preavvisata, per il tredicesimo corteo No Green pass che si è svolto sabato pomeriggio per le vie di Milano. Lo comunica la questura di Milano. Degli oltre 100 manifestanti identificati, la Polizia di Stato sta valutando la posizione di circa 40 esponenti dell’area anarchica milanese e varesina per il deferimento all’autorità giudiziaria. Durante il corteo il drappello di anarchici ha più volte tentato di far deviare il percorso della manifestazione cercando di raggiungere «obiettivi sensibili» come Palazzo Lombardia, la stazione Centrale e la Camera del Lavoro (palazzo dei Sindacati).
Una centinaio di esponenti dell’area anarchica, in particolare quelli del Telos di Saronno (Varese), hanno cercato di prendere la testa del corteo No Green pass di Milano che ha contato la presenza di migliaia di persone. Gli anarchici hanno tentato sui bastioni di Porta Volta di far deviare tutto il serpentone verso la stazione Centrale ma non sono stati seguiti dal resto dei manifestanti. Dopo essere rientrati nella pancia del corteo hanno effettuato un secondo tentativo di far deviare il percorso. Una squadra di pronto intervento della Polizia è riuscita a sbarrare la strada ai manifestanti in via Moscova prima di largo La Foppa. Si sono registrati per alcuni minuti di tensione tra le prime file del serpentone e le forze dell’ordine in assetto antisommossa. E in tutto ciò la sinistra? Totalmente muta dopo le decine di dichiarazioni della scorsa settimana per quanto successo alla Cgil.
Ballottaggi, affluenza in calo rispetto al primo turno. Alle 19 ha votato il 26,71% rispetto al 31,65%
Non tocca il 10% alle 12 l’affluenza al voto per i ballottaggi. Secondo i dati del portale del Viminale Eligendo (63 Comuni su 63), alle 12 ha votato il 9,73% degli aventi diritto contro il 12,18% del primo turno. L’affluenza è in ulteriore calo rispetto al primo turno, (il dato diffuso dal Viminale non tiene conto delle comunali in corso in Friuli Venezia Giulia).
Sono cinque milioni gli elettori chiamati alle urne oggi e domani: 65, le città che devono rinnovare sindaci e consigli comunali. Le urne sono aperte fino alle 23, e ancora domani dalle 7 alle 15.
Ballottaggi, ecco i dati sull’affluenza a Roma
Roma: alle ore 12 ha votato il 9,36% (11,83% al primo turno). Nella Capitale si vota il ballottaggio tra Enrico Michetti del centrodestra e Roberto Gualtieri del centrosinistra. I due sfidanti hanno votato stamattina. Per entrambi il seggio era a Monteverde anche se in due scuole diverse. Il candidato di centrodestra Michetti, jeans, giubbotto e mascherina nera, ha votato presso il seggio di via Giovanni De Calvi e, ai cronisti che gli chiedevano una battuta, ha risposto “c’è il silenzio, non parlo”. Gualtieri, piumino smanicato sopra la giacca e mascherina chirurgica bianca e azzurra “tradizionale”, ha invece votato presso il seggio 1427 dell’istituto Federico Caffè in via Fonteiana 111. Anche per lui qualche foto ma nessuna dichiarazione.
Un altro rave party a Viterbo, alla faccia della Lamorgese. Ma ormai i “festini” selvaggi impazzano
La Polizia di Stato interrompe e sgombera un rave party ad Ancarano, nel viterbese, a poca distanza dal luogo nel quale, a Ferragosto, la ministra Lamorgese consentì lo svolgimento di una mega “festa” a base di droga e alcol (e un morto)facendo “accompagnare” i manifestanti all’autostrada al termine dell’evento senza nulla fare per ripristinare la legalità.
Confortati da quel precedente, gli organizzatori del rave ci hanno riprovato, ma stavolta a intervenire sono stati gli uomini del Commissariato di Tarquinia, con la Digos e i Carabinieri della Compagnia di Tuscania, che stamattina hanno avuto notizia dell’allestimento di una rave party abusivo nell’agro tra i Comuni di Tarquinia e Tuscania. Gli agenti hanno smontato le attrezzature musicali e allontanato i partecipanti all’iniziativa che sono stati tutti identificati. Si tratta di 56 italiani e 3 stranieri. Sono 19 le autovetture e 3 i camper trovati sul posto. Sono in corso accertamenti per risalire alla proprietà del terreno. Un approccio all’insegna della legalità, a differenza di quanto accadde ad agosto, sempre a Viterbo.
Trieste, Puzzer si dimette dal Coordinamento portuali. “Ma la protesta va avanti”
Stefano Puzzer si è dimesso dal Coordinamento dei portuali di Trieste. Lo ha reso noto attraverso un post pubblicato sul proprio profilo Facebook. «In data odierna ho rassegnato le dimissioni dal Clpt di Trieste poiché è giusto che io mi assuma le mie responsabilità — ha fatto sapere — Una di queste, è la decisione di proseguire il presidio fino al 20 di Ottobre. La decisione è soltanto mia, non è stata forzata da nessuno, anzi non volevano accettarle ma io le ho pretese», conclude.
Ita è appena nata ma, a bordo, non c’è posto per tutti. Il taglio degli slot, vale a dire gli orari di partenza e di arrivo nei vari scali, si traduce in un altrettanto drastico taglio sugli aeromobili (ne restano solo 52) e sul personale (2.800 dipendenti quando prima erano oltre 10mila).
Giorgia Meloni le canta come si deve a Maurizio Landini. Perché è davvero incredibile il “ringraziamento” del segretario della Cgil al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. “A seguito delle devastazioni nella sede della Cgil di sabato scorso, a opera di Forza Nuova, la Confederazione ha annunciato una manifestazione per oggi, alla quale ha aderito la triplice sindacale. Titolo della manifestazione ’mai più fascismi’ per richiamare la matrice dell’aggressione di sabato”. Ma non solo.
Da una parte c’è l’ideologia («mai più fascismi»), e dall’altra c’è la realtà. Una realtà che ci dice che, saltate le trattative tra le parti e il governo, Whirlpool ha confermato che intende procedere con i
La vaccinazione in Italia prosegue bene, resta da convincere solo quella parte di popolazione che non si immunizza "per paura", spaventata da tutte queste fake news che circolano sul vaccino. "È vero che siamo l'unico Paese in Europa e tra i pochissimi al mondo ad avere il Green pass obbligatorio per chiunque debba lavorare. Ma siamo il Paese che ha sofferto di più sommando lo spaventoso numero di 130mila morti con le conseguenze devastanti per l'economia e la società", premette Bruno Vespa nel suo editoriale su Il Giorno.
Il premier nel 2011 ha ricevuto un finanziamento di sponsorizzazione da Lottomatica e Sisal
Pugni chiusi, Avanti popolo, bandiere rosse e l’immancabile Bella Ciao, che ha chiuso il comizio. Pardon, la manifestazione. A piazza San Giovanni oggi ha fatto sfoggio di sé tutto l’armamentario tipico della sinistra più a sinistra, ma a sentire gli organizzatori in piazza c’era «l’Italia». Si badi bene, però, non un’Italia qualsiasi, ma «l’Italia migliore» come non ha mancato di rivendicare la capogruppo di Leu al Senato, Loredana De Petris. Insomma, tutto come da copione, compreso l’immancabile vizio della sinistra di mettersi su un piedistallo, che in questo caso aveva la forma di un palco. Il palco antifascista.
«Nulla di peggio del fascismo degli antifascisti» scriveva Pier Paolo Pasolini sulle pagine del Corriere della Sera, nell’ormai lontano 16 luglio 1974, in Scritti Corsari.
“Non capiscono che noi sindaci facciamo la differenza. Si ricordano di noi solo alle amministrative per poi dimenticarsi di noi alle politiche”. È l’accusa che serpeggia tra i primi cittadini della sinistra all’indirizzo dei vertici del partito. Tra i più arrabbiati il presidente dell’Anci, Antonio Decaro, che è anche sindaco a Bari. Che si sfoga con Repubblica e manda a dire a Letta che i sindaci non ci stanno a farsi mettere i piedi in testa. E che potrebbero anche decidere di contarsi al prossimo congresso.
Un’enorme stupidaggine”. Matteo Bassetti, Direttore Clinica Malattie Infettive Policlinico San Martino di Genova, non usa mezzi termini nel commentare la proposta di chi chiede di spostare a 72 ore il limite per la validità per avere il green pass per chi si sottopone ad un tampone rapido. L’infettivologo, ai microfoni di Un Giorno da Pecora su Rai Radio1, si arrabbia sull’argomento: “È la più grossa stupidaggine che abbia sentito in un anno e mezzo. Il tampone ha senso se fatto a fresco. Se oggi faccio un tampone, secondo le regole vale fino a lunedì, quando rientro al lavoro. Se vogliamo avere delle sicurezze relative al fatto che ai non vaccinati non siano portatori di virus bisogna stringere di molto la finestra a 24 ore, non allargarla a 72”.
"Il pericolo 'fascista' è realistico come l’entrata di un’astronave in un buco nero": Massimo Cacciari smonta l'allarmismo che si è diffuso dopo la protesta No-Green pass a Roma, poi degenerata con l'assalto alla sede della Cgil e con scontri violenti tra polizia e manifestanti. Per il filosofo, è sbagliato paragonare i due momenti storici: "Le condizioni storiche, sociali, culturali di quel caratteristico fenomeno totalitario non hanno alcun remoto riscontro nella realtà attuale di nessun Paese". Basti pensare che un secolo fa, scrive Cacciari su La Stampa, il fascismo trovò l’appoggio di settori decisivi dell’industria, della finanza e di importanti apparati dello Stato. Cosa che adesso non avviene.
C’è un libro di Leonardo Sciascia, “Nero su Nero”, uscito nel 1979 e recentemente riproposto da Adelphi, che nelle sue ultime pagine contiene un annuncio clamoroso:
Scrittori, giornalisti e artisti: erano molti quelli che volevano collaborare alla rivista fondata nel 1940 da Giuseppe Bottai, gerarca illuminato ma anche il più feroce sostenitore delle leggi razziali
Il deputato conservatore britannico David Amess è morto dopo essere stato accoltellato più volte. Lo ha reso noto la polizia dell’Essex su Twitter. «Quando siamo intervenuti lo abbiamo trovato ferito. È stato curato sai servizi di emergenza, ma purtroppo è morto sul luogo», ha detto la polizia.
Per il M5S non è più tempo di post come quello apparso sul Blog di Beppe Grillo nel 2010, dal titolo: “Di vaccino si può morire”. Ed è stato lo stesso leader del Movimento Giuseppe Conte, ospite a ‘Di Martedì’, a ribadire l’attuale linea del M5S: favorevole al vaccino anti-Covid e al Green Pass. L’ex premier in quella occasione aveva affermato che “in passato” qualche “dubbio sui vaccini” è stato espresso da persone. Che poi “hanno abbandonato il Movimento”. Oggi il cambio di scena: nel giorno in cui entra in vigore l’obbligo sui luoghi di lavoro dal corpaccione parlamentare pentastellato trapela una certa insofferenza verso la misura. Mai del tutto amata dai grillini o almeno da una parte di loro.