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ISTRUZIONE - Secondaria

Sono ben 23 milioni di euro di spese che in 5 anni il Ministero dell'istruzione non ha ancora restituito a 38 scuole bolognesi. I presidi, i genitori e gli studenti, già preoccupati per la deleteria legge Gelmini, si ritrovano senza i soldi necessari per fare degli investimenti minimi.
Marcello Limina, direttore dell'ufficio didattico regionale, ha mandato una circolare riservata ai presidi delle scuole superiori dell'Emilia Romagna in cui chiede ai presidi di segnalare al dirigente competente se ci siano dichiarazioni del personale ai giornalisti. E soprattutto, richiama l’articolo 494 del d.l 297/1994, che prevede la possibilità di sanzioni disciplinari per atti non conformi alla responsabilità, ai doveri e alla correttezza inerenti alla funzione del docente. La circolare intimidatoria di Limina, già protagonista di episodi simili nel recente passato, ha fatto scoppiare la protesta a Modena. Il 19 maggio scorso c'è stato un partecipato corteo di oltre 500 insegnanti, ausiliari e genitori dal quale è stata redatta una mozione per chiedere le dimissioni di Limina: “che gia’ lo scorso anno invito’ i docenti e i dirigenti scolastici ‘a non fare politica’, ovvero a non avanzare critiche alle direttive del governo, e che ora minaccia addirittura sanzioni per i ‘non allineati’”. I lavoratori delle scuole modenesi replicano che non si faranno intimidire e sottolineano “lo spirito antidemocratico della circolare che cerca di reprimere le legittime proteste del mondo della scuola. La reazione scomposta e illiberale del dirigente regionale è un segno evidente dell’efficacia e della diffusione dell’opposizione ai provvedimenti del governo in materia scolastica”. Proprio oggi, intanto, Limina ha dovuto fare i conti con il coordinamento dei presidenti dei Consigli d’istituto di Bologna. Dopo numerose (e vane) richieste di incontro, ieri pomeriggio i genitori lo hanno aspettato ed accerchiato nel cortile della Facolta’ di Scienze della formazione, in via Zamboni, dove era atteso ad un convegno sulla scuola e lo hanno costretto ad un incontro improvvisato per parlare dei quasi 23 milioni di euro di crediti che gli istituti bolognesi avanzano nei confronti dello Stato. Limina da parte sua a liquidato con superficialità la vicenda affermando: “Se escludiamo i supplenti che ancora devono essere pagati, non ci sono altri creditori se non i docenti interni alla scuola” d'altronde per Limina queste sono "polemiche inutili. Non si può pretendere che i servizi siano erogati al 100%,come ai tempi di vacche grasse". Sgomento e stupore da parte dei Presidi: "sostanza finche’ le scuole hanno il bilancio in pareggio, i soldi pagati in passato non verranno restituiti. L’unica soluzione e’ fare andare in rosso le scuole".

da radiocittafujiko.it

 
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