
"Abbiamo perso, ma io sono un combattente. L'unica strada possibile è quella delle riforme e dei nervi saldi". E' il primo commento del premier Silvio Berlusconi ai risultati dei ballottaggi.
I RISULTATI Milano, Napoli, Cagliari, Trieste, ma non solo. La vittoria clamorosa del centrosinistra alle amministrative non si ferma ai nuovi sindaci Pisapia, De Magistris, Zedda e Cosolini. Con la sola eccezione di Rovigo, dove il candidato sindaco di centrodestra è in testa, il centrosinistra registra un'avanzata generalizzata in tutti i Comuni impegnati nei ballottaggi. Si tratta, di risultati definitivi: Novara, Trieste, Grosseto, Cagliari, Pordenone, Trieste, Crotone, per citare i Comuni maggiori a Nord come a Sud, segnalano i candidati di centrosinistra in netto vantaggio. L'avanzata del centrosinistra è netta e appare destinata a rafforzarsi con il progredire dello spoglio. Per converso, è forte l'amarezza dei candidati del centrodestra costretti, come nel caso di Gianni Lettieri a Napoli, ad accusare una sconfitta di proporzioni difficilmente prevedibili alla vigilia. Non foss'altro perchè Lettieri si presentava forte del vantaggio conseguito al primo turno.
NAPOLITANO TELEFONA A DE MAGISTRIS Telefonata tra il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il neo sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. Nel corso del breve colloquio telefonico, de Magistris ha ribadito il suo impegno per la città di Napoli.
BERSANI: NUOVA FASE, PREMIER SI DIMETTA Bersani, dopo la vittoria del centrosinistra alle elezioni amministrative, ha chiesto le dimissioni del governo. «Lancio un appello estremo a Berlusconi ed al centrodestra: riflettano e non impediscano una nuova fase politica», ha detto Bersani in conferenza stampa rivolgendosi al premier e aggiungendo che «da queste elezioni emerge che il centrodestra non ha più la maggioranza nel Paese». «Una nuova fase politica si apre con le dimissioni del governo e dopo le dimissioni la strada maestra sono le elezioni. Noi però siamo pronti a considerare percorsi per fare una nuova legge elettorale con la quale sarebbe meglio andare al voto».
FINI: BERLUSCONISMO E' ARCHIVIATO Con i risultati dei ballottaggi « è successo quello che paventavo: non sono soddisfatto ma dico a Berlusconi che non può prendersela con nessun altro se non con sè stesso e i suoi cattivi consiglieri». Lo ha detto il leader di Fli, Gianfranco Fini, in occasione di un suo intervento al festival della felicità. «Anche se il governo non cade il berlusconismo è archiviato», ha detto in un suo intervento sul sito del Futurista, aggiungendo che «la sfida del Terzo polo è costruire la casa comune dei moderati». «Il risultato elettorale dimostra che chi semina vento raccoglie tempesta», ha detto ancora a Pesaro, «da uomo del centrodestra sono tutt'altro che felice del risultato ma ho la coscienza a posto perchè quando, 15 mesi fa, misi in guardia il Presidente dalla deriva che si stava prendendo, fui messo alla porta».
DI PIETRO: BERLUSCONI LASCI IL GOVERNO «Berlusconi deve lasciare il Governo perchè ha perso la fiducia dei cittadini e la perderà definitivamente con il referendum del 12 e 13 giugno». Lo ha detto in conferenza stampa, a Napoli, il leader dell'idv, Antonio Di Pietro. «Il venditore dei tappeti deve andare via», ha aggiunto. «A Napoli come in altre città - ha concluso - dobbiamo ripartire dalle macerie per governare i comuni che dobbiamo amministrare».
PRODI: PD AL LAVORO PER GOVERNARE IL PAESE «Quando arrivano cambiamenti così grandi aumentano le responsabilità: quindi mezz'ora per gioire e poi cominciare subito un lavoro di organizzazione, di compattamento, di programmi per il cambiamento del Paese». Così Romano Prodi, a margine di un convegno della fondazione Italianieuropei, esorta il Pd dopo il successo ai ballottaggi. «Il Paese va cambiato a fondo - ha detto l'ex premier ai cronisti - va cambiato con una operazione di grande respiro che non può essere improvvisata in un giorno, altrimenti questo vento diventa tempesta». «Se fosse stata la vittoria in un'unica città - ha proseguito - poteva essere un momento di esitazione; invece un successo così generale, soprattutto al nord, è segno di una grande stanchezza ed insoddisfazione per quello che c'è. Questo non vuol dire che sia immediata la possibilità di cambiamento. Occorre un cambiamento robusto e su linee di azione ben precise, quindi è oggi il momento di cominciare a lavorare». «Occorre aver chiara - ha spiegato ancora Prodi - una idea del Paese. Il voto contrario al Governo non è locale: c'è angoscia per i ragazzi, per il futuro. Ma, attenzione, perchè dare sicurezza su questi temi non è mica facile. E quindi il lavoro che deve cominciare deve essere un lavoro collettivo di impegno, un'idea che riguardi non solo gli aspetti del governo centrale, ma di quella che deve essere l'organizzazione della società, un'idea di ripresa della fiducia dei giovani. Se non rispondiamo a questo tra cinque anni gioiranno gli altri». I cronisti hanno domandato quale dovrebbe essere a suo giudizio l'assetto delle alleanze del Pd: «Di queste cose - ha replicato Prodi - non mi occupo. Più che alla tattica politica cerco di riflettere sul lungo periodo. Il problema nostro non è tattico, bensì capire quali sono le soluzioni per un paese che ormai ha paura del suo futuro, che non riesce a prendere decisioni sui fatti più elementari, in cui ognuno è capace di bloccare gli altri ma nessuno è capace di far correre gli altri. Quello che io voglio è che l'opposizione di oggi, che può essere al governo domani, si presenti con delle concrete soluzioni». Insomma, ha concluso Prodi, l'odierna vittoria «è una premessa, perchè al governo ci si va quando si è preparati per andare al governo».
IL PRIMO TURNO NELLE DUE CITTA' CHIAVE Al primo turno, Pisapia aveva ottenuto il 48,04% dei consensi, superando il sindaco uscente, Letizia Moratti, che si era fermata al 41,58%. La rimonta di De Magistris a Napoli sarebbe ancora più forte: alle elezioni del 15 e 16 maggio scorsi l'ex pm aveva ottenuto il 27,50% dei consensi, contro il candidato del centrodestra, Gianni Lettieri, per il quale avevano votato il 38,53% degli aventi diritto.
PISAPIA: MILANO LIBERA «Mi sembra che Milano l'abbiamo già liberata. Ora questa città la cambieremo e un pensiero va anche a Napoli visto che mio padre era napoletano». Così Giuliano Pisapia ha risposto ai cori dei suoi sostenitori al teatro dell'Elfo.
DE MAGISTRIS: SONO COMMOSSO «Sono particolarmente commosso al commentare il risultato che mi ha profondamente colpito ed ha contributo a scrivere una pagina senza precedenti nel modo di fare politica». Sono le prime dichiarazioni del neo sindaco di Napoli, Luigi De Magistris. «Napoli è stata liberata. Sarò il sindaco di tutti anche di tutti coloro che hanno votato Gianni Lettieri. Mi auguro che i consiglieri eletti nell'opposizione lavorino per la rinascita della città». Lo dice Luigi De Magistris.
AFFLUENZA IN FORTE CALO A metà circa delle rilevazioni (236 comuni su 500) pervenute al Viminale, la percentuale di affluenza alle urne rilevata alla chiusura definitiva dei seggi per le provinciali va attestandosi intorno al 45,47%, in forte calo, pari a quasi 14 punti percentuali, rispetto al primo turno di votazione che si èsvolto due settimane fa, quando a votare furono il 59,57% degli aventi diritto.. Quando mancano circa 200 sezioni, il dato di palazzo Marino indica un'affluenza al 67%, in linea con quella del primo turno (67,5%).