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Silvio Berlusconi, tessera n.1816 della loggia massonica deviata Propaganda 2 (P2) sta portando a compimento quello che il suo "venerabile maestro" Licio Gelli ha provato a realizzare. Il tutto con la fattiva collaborazione, cosciente o meno, di quello che si fa chiamare "centrosinistra".
La P2 non era un'organizzazione eversiva e non voleva rovesciare nessun ordine. Essa era nata e agiva per conservare e stabilizzare l'ordine costituito. Spiega Marco Travaglio: “Era una loggia ‘atlantica’, cioè di fedelissimi dell'alleanza atlantica e quindi molto gradita agli Stati Uniti: Gelli presenziò ai festeggiamenti per l'elezione di Carter, quindi dell'elezione di un Presidente del Partito Democratico, era molto legato ai generali argentini e ai dittatori del Sudamerica”.
Il cosiddetto Piano di rinascita democratica, parte essenziale del programma piduista, consisteva in un “assorbimento degli apparati democratici della società italiana dentro le spire di un autoritarismo legale che avrebbe avuto al suo centro l'informazione”.
A che punto siamo?
Secondo il piano di Licio Gelli, nei confronti del mondo politico occorre "selezionare gli uomini - anzitutto - ai quali puo' essere affidato il compito di promuovere la rivitalizzazione di ciascuna rispettiva parte politica”
E’ cosa fatta. La legge elettorale attualmente in vigore (dicembre 2005, governo Berlusconi), quella che il firmatario Roberto Calderoli ha definito con estrema sintesi “una porcata”, cosa prevede? Liste bloccate, i cittadini non possono esprimere preferenze. Sono le segreterie dei partiti in pratica a scegliere chi verrà eletto, posizionandolo in cima o ai piedi della lista elettorale.
“In secondo luogo valutare se le attuali formazioni politiche sono in grado di avere ancora la necessaria credibilita' esterna per ridiventare validi strumenti di azione politica”
“In caso di risposta affermativa, affidare ai prescelti gli strumenti finanziari sufficienti - con i dovuti controlli - a permettere loro di acquisire il predominio nei rispettivi partiti”
“In caso di risposta negativa usare gli strumenti finanziari stessi per l'immediata nascita di due movimenti: l'uno, sulla sinistra (a cavallo fra PSI-PSDI-PRI-Liberali di sinistra e DC di sinistra), e l'altro sulla destra (a cavallo fra DC conservatori, liberali, e democratici della Destra Nazionale). Tali movimenti dovrebbero essere fondati da altrettanti clubs promotori composti da uomini politici ed esponenti della societa’ civile...”
Il famoso bipolarismo in Italia, tanto caro al centro-destra quanto al centro-sinistra, non era altro che un’idea di Licio Gelli. La nascita del Pdl (nel quale confluiscono ex Dc conservatori, sedicenti liberali e la “destra” formata da gli ex An, prima ancora ex Msi) e del Pd (Dc di “sinistra”, vale a dire la Margherita, ed ex comunisti oggi tanto sbiaditi da sembrare socialisti vecchio stampo) dice niente?. E com’è nata Forza Italia? Con quei “clubs promotori” sui quali insisteva il “venerabile maestro” della P2.
2) “Nei confronti della stampa (o, meglio, dei giornalisti) l'impiego degli strumenti finanziari non puo', in questa fase, essere previsto.... Occorrerà redigere un elenco di almeno 2 o 3 elementi, per ciascun quotidiano o periodico in modo tale che nessuno sappia dell'altro. L'azione dovrà essere condotta a macchia d'olio, o, meglio, a catena, da non piu' di 3 o 4 elementi che conoscono l'ambiente. Ai giornalisti acquisti dovrà essere affidato il compito di "simpatizzare" per gli esponenti politici come sopra prescelti...” “...In un secondo tempo occorrerà acquisire alcuni settimanali di battaglia”
Altro punto realizzato. Chi non ricorda la “guerra di Segrate” fra Silvio Berlusconi e Carlo De Benedetti combattuta fra il 1989 e il 1991? In palio c’è l’impero Mondadori, editrice di Panorama, Espresso e Repubblica. La guerra viene vinta da Berlusconi grazie, sentenze alla mano, a Cesare Previti che corrompe il giudice chiamato a decidere in merito. Dopo la “vittoria”, Berlusconi viene costretto dalla politica (Andreotti) a cedere Repubblica e l’Espresso a De Benedetti e i giornali locali, perchè la politica (Andreotti) temeva l’ingrossamento delle fila dei craxiani, di cui Berlusconi era il “portabandiera”. La Fininvest (la holding finanziaria all’interno della quale vi sono Mediaset e Mondadori) deve pagare 750 milioni di euro alla Cir di De Benedetti come risarcimento per lo scippo dell’impero editoriale.
b)“...coordinare tutta la stampa provinciale e locale attraverso un’agenzia centralizzata...”
Il “coordinamento di certa stampa provinciale e locale” (e nazionale) è sotto gli occhi di tutti. Basti pensare a Francesco Gaetano Caltagirone (proprietario del Messaggero di Roma, del Mattino di Napoli, notoriamente su posizioni per così dire “non distanti” dal centrodestra), a Giuseppe Ciarrapico (fascista dichiarato, oggi senatore del Pdl, editore di diverse testate locali nel Lazio e in Molise: Ciociaria Oggi, Latina Oggi, Nuovo Oggi Molise), a Italo Bocchino (editore del Roma). Senza dimenticare Giampaolo Angelucci (editore di Libero e Il Riformista, giornali non locali e schierati apparentemente su posizioni diverse. Il padre di Giampaolo, Antonio, è deputato del Pdl).
c) “...coordinare molte TV via cavo con l'agenzia per la stampa locale...”
Si può dire che sia cosa fatta, anche se in termini leggermente diversi da quelli messi nero su bianco da Gelli. E’ difficile essere smentiti quando si afferma che Mediaset (che non è via cavo) sia “coordinata” con quotidiani e settimanli di proprietà di Silvio Berlusconi, o a lui direttamente riconducibili (Il Giornale, Il Foglio) o a lui “vicini” politicamente.
d) “... dissovere la RAI-TV in nome della liberta' di antenna ex art. 21 Costit. ...”
A questo ci ha pensato il duo Berlusconi – Craxi ben prima che il Cavaliere entrasse in politica. Nel 1984 e nel 1985 Rete4, Canale 5 e Italia 1 non potevano trasmettere in contemporanea su tutto il territorio nazionale. “Tra il 13 e il 16 ottobre 1984 i pretori di Torino, Pescara e Roma ingiunsero alle tre emittenti del Gruppo Fininvest Canale 5, Italia 1 e Rete 4 di sospendere l'interconnessione dei loro ripetitori, almeno limitatamente alle tre regioni d'Italia di loro competenza . Secondo i tre pretori, che si erano mossi a seguito delle denunce della RAI e dell'ANTI (Associazione Nazionale Teleradio Indipendenti), il sistema di interconnessione simultanea regionale, attraverso l'utilizzo di videocassette, violava l'articolo 195 del Codice Postale, che sanciva il monopolio sulla trasmissione nazionale da parte della TV pubblica. Il sistema della «cassettizzazione» utilizzato dalle TV private permetteva di aggirare questo limite trasmettendo contemporaneamente gli stessi programmi (opportunamente preregistrati su videocassetta) sulle frequenze locali in tutte le 20 regioni italiane”.
Interviene il governo Craxi che vara due decreti subito ribattezzati “decreti Berlusconi” che legalizzano il sistema usato dal Cavaliere. Come sottolinea Marco Travaglio: “Al tempo le leggi prendevano il nome del beneficiario. Oggi prendono il nome del beneficiario e del promotore della legge”.
La “dissoluzione della Rai-Tv” prosegue, giorno dopo giorno....Si eliminano o si mettono i bastoni fra le ruote a quasi tutti i programmi che fanno concorrenza a Mediaset. Le casse della Rai, perennemente in rosso, parlano chiaro.
3) “Per quanto concerne i sindacati la scelta prioritaria è fra la sollecitazione alla rottura, seguendo cioè le linee già esistenti dei gruppi minoritari della CISL e maggioritari dell'UIL, per poi agevolare la fusione con gli autonomi, acquisire con strumenti finanziari di pari entità i più disponibili fra gli attuali confederati allo scopo di rovesciare i rapporti di forza all'interno dell'attuale trimurti...”
Da quanto tempo si legge sui giornali di accordi firmati da Cisl e Uil, ma non dalla Cgil?
4) Governo, Magistratura e Parlamento
“E' evidente che si tratta di obiettivi nei confronti dei quali i procedimenti divengono alternativi in varia misura a seconda delle circostanze . E' comunque intuitivo che, ove non si verifichi la favorevole circostanza di cui in prosieguo, i tempi brevi sono - salvo che per la Magistratura - da escludere essendo i procedimenti subordinati allo sviluppo di quelli relativi ai partiti, alla stampa e ai sindacati, con la riserva di una più rapida azione nei confronti del Parlamento ai cui componenti è facile estendere lo stesso modus operandi già previsto per i partiti politici. Per la Magistratura e' da rilevare che esiste già una forza interna (la corrente di magistratura indipendente della Ass. Naz. Mag.) che raggruppa oltre il 40% dei magistrati italiani su posizioni moderate. E' sufficiente stabilire un accordo sul piano morale e programmatico ed elaborare una intesa diretta a concreti aiuti materiali per poter contare su un prezioso strumento, già operativo nell'interno del corpo anche al fine di taluni rapidi aggiustamenti legislativi che riconducano la giustizia alla sua tradizionale funzione di elementi di equilibrio della società e non gia' di eversione... Qualora invece le circostanze permettessero di contare sull'ascesa al Governo di un uomo politico (o di un'equipe) già in sintonia con lo spirito del club e con le sue idee "ripresa democratica", è chiaro che i tempi dei procedimenti riceverebbero una forte accelerazione anche per la possibilità di attuare subito il programma di emergenza e quello a breve termine in modo contestuale all'attuazione dei procedimenti sopra descritti...”
E chi è l’uomo politico in ascesa al Governo “già in sintonia” con lo sprito del club e con le sue idee?
“Detti programmi possono essere esecutivi - occorrendo - con normativa d'urgenza (decreti legge)...”
L’ultimo governo Berlusconi ha proceduto quasi sempre tramite decreto, nonostante ampie maggioranze alla Camera e al Senato.
“Emergenza a breve termine . Il programma urgente comprende, al pari degli altri provvedimenti istituzionali (rivolti cioè a "registrare" le istituzioni) e provvedimenti di indole economico-sociale....”
“Ordinamento giudiziario: le modifiche piu' urgenti investono: la responsabilità civile (per colpa) dei magistrati” ( presente nella bozza di riforma della Giustizia Alfano, recentemente riproposta dal Presidente del Consiglio); il divieto di nomina sulla stampa i magistrati comunque investiti di procedimenti giudiziari; (presente nella leggesulle intercettazioni recentemente approvata dal Senato) la normativa per l'accesso in carriera (esami psicoattitudinali preliminari, (già presente nella riforma dell’ordinamento giudiziario Castelli del 2005 e presente nella bozza di riforma della Giustizia Alfano, recentemente riproposta dal Presidente del Consiglio)”
“...Provvedimenti istituzionali...Ordinnamento Giudiziario...Responsabilità del Guardasigilli verso il Parlamento sull'operato del P.M.(riforma Castelli 2005); riforma del Consiglio Superiore della Magistratura che deve essere responsabile verso il Parlamento (Nella riforma della Giustizia Alfano si vogliono aumentare i membri laici, eletti dal Parlamento, che siederebbero nel Csm. Attualmente sono un terzo dei 24 che vengono eletti); Riforma dell'ordinamento giudiziario per ristabilire criteri di selezione per merito delle promozioni dei magistrati, imporre limiti di età per le funzioni di accusa, separare le arriere requirente e giudicante, ridurre a giudicante la funzione pretorile (Quante volte si è sentito il premier Berlusconi e il centrodestra, talune volte anche il centrosinistra, parlare di separazione delle carriere?)...”
“....Ordinamento del Parlamento... ripartizione di fatto, di competenze fra le due Camere, funzione politica alla Camera e funzione economica al Senato (fine del Bicameralismo perfetto, presente in molte bozze presentate dal governo e nella famigerata Bozza Violante, presentata dall’attuale responsabile per le riforme del Pd) abolizione della validita' legale dei titoli di studio (presente nel programma di Forza Italia del 1994)
« Io non ho mai fatto parte della P2. E comunque, stando alle sentenze dei tribunali della Repubblica, essere piduista non è un titolo di demerito. (...) Ho letto dopo, di questi progetti. Una montatura: la P2 è stata uno scoop che ha fatto la fortuna di Repubblica e dell' Espresso, è stata una strumentalizzazione che purtroppo ha distrutto molti protagonisti della vita politica, culturale e giornalistica del nostro Paese» (Silvio Berlusconi, condannato e successivamente amnistiato per falsa testimonianza sulla P2)
«Ho una vecchiaia serena. Tutte le mattine parlo con le voci della mia coscienza, ed è un dialogo che mi quieta. Guardo il Paese, leggo i giornali e penso: ecco qua che tutto si realizza poco a poco, pezzo a pezzo. Forse sì, dovrei avere i diritti d'autore. La giustizia, la tv, l'ordine pubblico. Ho scritto tutto trent'anni fa» (Licio Gelli, 23 settembre 2003)
CLAUDIO FORLEO
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Il boom, c’è da giurarlo, questa volta lo hanno sentito anche al Quirinale. Ma se il boom sarà sufficiente per risollevare le sorti del Paese è cosa ancora tutta da dimostrare. A oggi si può solo dire che il Movimento 5 Stelle è ormai artefice del suo destino. E in parte anche di quello degli italiani. Se, a cominciare da Parma, il Movimento riuscirà ben governare, i cittadini avranno davanti a loro una valida alternativa al disastrato e disastroso sistema dei partiti. O almeno si ritroveranno tra le mani un pungolo per tentare di spingere finalmente all’azione quel poco che c’è da salvare nei nostri movimenti politici.
La circolare del ministero dell'Economia sull'Imu conferma una interpretazione molto restrittiva dei criteri per l'individuazione della prima casa, sulla quale l'aliquota è più leggera e si beneficia delle detrazioni. Viene del resto confermata l'impostazione del decreto Salva-Italia che non solo ha istituito la nuova imposta sugli immobili a valere anche sulla casa di abitazione, ma ha anche fissato precisi paletti antielusione rispetto alla vecchia Ici, dalla quale erano appunto esenti, dal 2008, tutti gli immobili che risultavano prime case, circa il 60% del totale. Tipico l'esempio dei genitori che davano in comodato d'uso (affitto gratuito) un secondo appartamento al figlio o alla figlia. In questo caso gli stessi genitori non pagavano l'Ici su nessuna delle due abitazioni, né quella dove vivevano né quella concessa in uso. L'Imu, invece, sarà dovuta su entrambe: con aliquota agevolata sulla loro casa e con l'aliquota base più alta su quella data al figlio, perché appunto considerata una seconda casa.
Le polizze vita e i versamenti nei fondi pensione possono rappresentare uno strumento di difesa del debitore nei confronti dei propri creditori, anche a seguito del fallimento dello stesso. Queste, tuttavia, devono rispettare due specifiche condizioni: 1) devono assolvere a reali finalità di tipo previdenziale; 2) non devono essere oggetto di riscatto anticipato.



La nuova legge elettorale? Bloccata. Quella per tagliare il finanziamento ai partiti? Non pervenuta. Tutte le altre riforme? Impantanate. L'azione del governo? Già finita. Da noi è il Palazzo che ci sta portando verso la Grecia. Se Atene fallisce l'Italia rischia un contagio economico ma soprattutto politico. Aumenterebbero le spinte populiste a uscire dall'euro. Con conseguenze disastrose.










