| POLITICA - Politica Italiana |
Testo dell'interrogazione: Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'economia e delle finanze e del lavoro e delle politiche sociali. - Premesso che: il decreto-legge 6 dicembre 2011, n.201, recante "Disposizioni urgenti per la crescita, l'equità ed il consolidamento dei conti pubblici", a giudizio dell'interrogante contiene misure inique e di smaccato favore alle banche ed ai tecnocrati, tra i maggiori artefici della crisi sistemica;
nell'articolo 21, «Soppressione enti e organismi», al comma 9, si legge: «Per assicurare il conseguimento degli obiettivi di efficienza e di efficacia (...) di razionalizzazione dell'organizzazione amministrativa (...) nonché la riduzione dei costi (...) il Presidente dell'Inps, la cui durata in carica, a tal fine, è differita al 31 dicembre 2014, promuove le più adeguate iniziative, ne verifica l'attuazione, predispone rapporti, con cadenza quadrimestrale, in ordine allo stato di avanzamento del processo di riordino (...) e redige alla fine del mandato una relazione conclusiva»;
il Presidente dell'Inps, come è noto, risponde al nome di Antonio Mastrapasqua, definito dalla stampa mister previdenza a testata multipla con il dono dell'ubiquità, con 24 incarichi ed una serie di poltrone contemporaneamente occupate da Guinness dei primati;
in un articolo pubblicato su "Il Corriere della Sera" in data 12 dicembre 2011, Sergio Rizzo scrive: «Impresa titanica, il Super Inps. Così da aver finora messo in crisi chiunque. Ci aveva già provato il governo di Romano Prodi, ma la decisione di fondere Inpdap (l'istituto che paga le pensioni agli statali), Enpals (l'ente dello spettacolo) e Inail (che si occupa di assistenza) nell'Inps si era ben presto arenata. Né il suo esecutivo, né quello di Silvio Berlusconi che l'aveva seguito, avevano mai esercitato la delega prevista dalla legge. Lasciando così sfumare una razionalizzazione che secondo i calcoli avrebbe dovuto garantire risparmi di 3 miliardi e mezzo in un decennio. Adesso ci riprova il governo di Mario Monti.
Con una differenza: stavolta l'Inail non sarà coinvolto nella mega aggregazione. Che resta comunque una missione da far tremare le vene ai polsi. L'impegno è tale che il decreto "salva Italia", pur di raggiungere l'obiettivo, regala ad Antonio Mastrapasqua, che diversamente sarebbe scaduto il prossimo mese di luglio, la bellezza di due anni e mezzo di mandato (...). Non è uno scherzo. Bisogna cancellare decine di poltrone, spostare centinaia di burocrati, probabilmente vaporizzare migliaia stipendi: improvvisamente ancora più inutili. E per fare tutto questo ci vuole certamente tempo. Molto tempo. Tanto da giustificare il prolungamento di ben 30 mesi dell'incarico di Mastrapasqua, collocato nel 2008 al vertice dell'Inps dal governo di Silvio Berlusconi con i buoni uffici di Gianni Letta, e mai, proprio mai, oggetto di critiche né da destra né da sinistra, di altri due anni e mezzo.
Oltre 18 mesi la possibile naturale durata del governo Monti. Un record assoluto di proroga per una poltrona pubblica che, in una situazione di normalità, farebbe almeno sorgere qualche interrogativo. Ma siamo in un momento eccezionale, e i provvedimenti non possono che essere eccezionali. Una domanda, tuttavia, è doveroso porsi. Come sarà possibile per Mastrapasqua portare a termine un compito tanto gravoso con tutto quello che ha da fare? Quando venne nominato, nel 2008, aveva una cinquantina di incarichi in società pubbliche o private. Oggi ne ha conservati "soltanto" 24.
Quattro nel gruppo Equitalia, di cui l'Inps è azionista insieme all'Agenzia delle entrate: vicepresidente di Equitalia, Equitalia Centro ed Equitalia Nord, nonché presidente di Equitalia Sud. Sei nel gruppo Telecom Italia: presidente del collegio sindacale di Telecontactcenter (società di call center), Emsa servizi in liquidazione e Telenergia; sindaco effettivo di Loquendo; sindaco supplente di Telecom Italia Audit e Telecom Italia Media (società a cui fa capo la rete televisiva La7). Cinque nel gruppo Eur spa, controllato dal Tesoro e partecipato dal Comune di Roma: presidente del collegio sindacale di Eur spa, Aquadrome (società di cui è azionista anche Condotte), Eur Tel (della quale è partner della società pubblica Uriele Silvestri, qualificato nel 2005 da Flavio Haver sul Corriere della sera «imprenditore da sempre legato al presidente della Regione Lazio Francesco Storace»), Eur power ed Euro congressi.
Mastrapasqua figura inoltre presidente del collegio sindacale di Adr engineering del gruppo aeroporti di Roma, di Quadrifoglio srl, Fintecna immobiliare (cioè il Tesoro) e Rete autostrade mediterranee (ancora il Tesoro). Nonché sindaco della casa cinematografica Fandango, del Consorzio Elis «per la formazione professionale superiore» (di cui fanno parte aziende come Eni, Telecom, Finmeccanica, Anas, Nokia, Acea, Trenitalia, Poste...), di Coni Servizi e perfino di Autostrade per l'Italia. Dulcis in fundo, è amministratore delegato di Italia previdenza e presidente del collegio sindacale di Groma srl, società che appartiene alla Cassa previdenziale dei geometri (il presidente dell'Inps a capo dei controllori della Cassa geometri?).
Sono circostanze che inevitabilmente possono esporre qualunque amministratore pubblico, qual è Mastrapasqua, al rischio di potenziali conflitti d'interessi a testata multipla. C'è chi dirà che vanno contestualizzate. D'accordo. Sappiamo che nel governo precedente non si dava troppo peso al conflitto d'interessi: era considerato alla stregua di fastidioso dettaglio che riguardava essenzialmente la stampa. Volete che qualcuno sollevasse il problema dei troppi incarichi del presidente dell'Inps.Ora però la musica dovrebbe essere diversa. O no?»;
a riguardo l'interrogante ha già presentato atti di sindacato ispettivo che, ad oggi, non hanno ricevuto risposta (atti 4-01407, 4-04777, 4-05570), si chiede di sapere:
se risponda al vero che Antonio Mastrapasqua occupa contemporaneamente 24 poltrone di primo piano, tra le quali alcune incompatibili con il ruolo di presidente dell'INPS, come quella di amministratore delegato di Italia previdenza e di presidente del collegio sindacale di Groma Srl, società che appartiene alla Cassa previdenziale dei geometri;
se risponda al vero che il ragionier Paolo Saltarelli, presidente della Cassa dei ragionieri, accusato di amicizie pericolose con Luigi Bisignani, coinvolto nella P4, che ha patteggiato una pena di 19 mesi davanti la Procura di Napoli, abbia rapporti eccellenti con il presidente dell'INPS;
se sia lecito che il Presidente dell'INPS sia stato messo a capo dei controllori della Cassa geometri, la quale, come altre casse di previdenza, dopo aver investito in alcuni prodotti tossici, sta dismettendo il patrimonio immobiliare e sfrattando moltissimi inquilini che non possono permettersi di acquistare la casa presa in affitto da decenni;
quali misure urgenti il Governo, il cui programma si ispira a moralità, sobrietà, etica, austerità, trasparenza e lotta alla corruzione, ai doppi incarichi ed ai privilegi dei politici, giustamente adeguando gli stipendi dei parlamentari italiani a quelli europei, intenda attivare per evitare che tanti tecnocrati mantengano i doppi sitpendi e per impedire al signor Antonio Mastrapasqua di sedere contemporaneamente in 24 dorate poltrone di società pubbliche e privatizzate, da Telecom ad Equitalia alla Fandango.
13 dicembre 2011 firmato: ELIO LANNUTTI (IDV)
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