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POLITICA - Politica Italiana

Il 30 aprile 1982 Cosa Nostra uccise per la prima volta un parlamentare italiano. Mentre stava raggiungendo la sede del Partito comunista di Palermo due moto affiancarono l’auto di Pio La Torre crivellandola di colpi. Assieme a lui perse la vita il compagno di partito Rosario Di Salvo.
UNA LEGGE SIMBOLO. La Torre era visto da Cosa Nostra come il fumo negli occhi. Il deputato comunista fu, assieme all’allora Ministro degli Interni Virginio Rognoni l’ideatore di una legge simbolo della lotta alla mafia: quella che introdusse nel codice penale il 416 bis, il reato di associazione per delinquere di stampo mafioso. Era la norma che integrava l’articolo 416 (la semplice associazione per delinquere) che si era rivelata insufficiente a contrastare il fenomeno mafioso. Grazie all’introduzione del nuovo articolo, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino poterono istruire nel 1986 il Maxiprocesso a Cosa Nostra che portò alla condanna in contumacia di Totò Riina e Bernardo Provenzano.

La legge, approvata dai due rami del Parlamento nel settembre del 1982, tre settimane dopo l’uccisione a Palermo del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, non si limitava all’introduzione del 416 bis. La Torre fu infatti tra i primi sostenitori di un concetto che oggi è condiviso da tutte le Direzioni Distrettuali Antimafia del nostro Paese: la mafia (le mafie) vanno colpite nel portafoglio. Come diceva La Torre, a Cosa Nostra interessano i “piccioli” (i soldi). Egli capì che non erano sufficienti gli arresti per arginare la piaga mafiosa se chi prendeva il posto del boss finito in cella aveva a disposizione ingenti capitali da riciclare e investire. Infatti la legge Rognoni – La Torre conteneva un comma che prevedeva la confisca dei beni mafiosi. Quel comma non venne però convertito in legge. Lo scopo del deputato comunista fu poi raggiunto dall'associazione Libera guidata da don Luigi Ciotti, che raccolse un milione di firme al fine di presentare un disegno di legge poi approvato dal Parlamento nel 1996. Oggi Libera Terra è i il marchio dell’associazione che contraddistingue le cooperative che producono le materie prime su terre confiscate alla criminalità organizzata. Sono oltre 1.300 i gruppi locali e nazionali.

TRENT’ANNI DI LOTTE. Ma sarebbe ingiusto limitare l’opera di La Torre alla pur preziosa legge del 1982. Tutte le sue esperienze poltiche e sindacali ebbero un minimo comune denominatore: il contrasto a Cosa Nostra. Nato nel 1927 da una famiglia di braccianti del palermitano, dopo la fine della seconda guerra mondiale iniziò la sua attività sindacale a difesa degli agricoltori siciliani. Nel 1948 prese il posto di Placido Rizzotto (sindacalista ucciso dalla mafia) come segretario della Camera del Lavoro di Corleone. In quel periodo organizzò manifestazioni in difesa dei diritti dei contadini contro il latifondo. Durante una di queste proteste venne arrestato con la falsa accusa di aver aggredito un carabiniere. Scontò un anno e mezzo nel carcere dell’Ucciardone di Palermo prima di essere totalmente scagionato. Negli anni Cinquanta e Sessanta fu prima consigliere comunale di Palermo e poi deputato all’Assemblea Regionale. Fu tra i primi a denunciare pubblicamente quello che passerà alla storia come il “sacco di Palermo”, una delle più clamorose speculazioni edilizie che l’Italia abbia conosciuto e che consistette in un’espansione edilizia senza freni e senza logica, favorita da collusioni politico-mafiose. Una corsa agli appalti selvaggia che portò alla distruzione di una grossa fetta del patrimonio archittetonico della città di Palermo. Quelli sono gli anni di Salvo Lima sindaco di Palermo e di Vito Ciancimino assessore all’Urbanistica. Entrambi verranno poi riconosciuti dalla magistratura come collusi (Lima, ucciso il 12 marzo 1992) o organici di Cosa Nostra (Ciancimino, ascoltato consigliere politico di Bernardo Provenzano, morto nel 2002).

Nel 1972 La Torre venne eletto deputato del Parlamento italiano ed entrò subito a far parte della Commissione Antimafia. Quando nel 1976 si chiuse la legislatura, La Torre fu fra i firmatari di una durissima relazione di minoranza della Commissione in cui si fecero apertamente i nomi dei politici in odor di mafia, tra i quali appunto Lima e Ciancimino. Tra le firme spiccava quella di Cesare Terranova, procuratore d’accusa di uno dei primi processi alla mafia tenutosi a Bari nel 1969, assassinato a Palermo nel 1979. Una delle ultime battaglie Pio la Torre la condusse contro l’installazione dei missili con testate nucleari nella base Nato di Comiso, in provincia di Ragusa. La Torre organizzò un’imponente manifestazione che oggi sarebbe definita bipartisan, coinvolgendo il Partito socialista siciliano e parte di quello democristiano, nonostante i vertici a Roma fossero d’accordo con l’installazione delle testate. Secondo la Torre quei missili erano un pericolo per la pace nel Mediterraneo e avrebbero offerto alla mafia nuovi spunti di arricchimento con la speculazione edilizia che sarebbe seguita all’installazione.

PERCHE’ FU UCCISO? Si è discusso per anni sulle ragioni che portarono Cosa Nostra a compiere un omicidio eccellente come quello di un parlamentare. I motivi sono molteplici. La Torre era stato uno strenuo oppositore della Cupola mafiosa per decenni. Inoltre la sua opposizione alle testate nucleari di Comiso era giudicata negativamente tanto da Cosa Nostra quanto, si è detto, dai servizi segreti che già avevano attenzionato La Torre durante le lotte sindacali degli anni Quaranta e Cinquanta. Forse, la verità l’ha detto il pentito Leonardo Messina che, nel 1992 sostenne che Pio La Torre fu ucciso su ordine di Totò Riina, capo dei corleonesi, a causa della legge tanto odiata dai mafiosi. Quella che porta il suo nome.

CLAUDIO FORLEO

 
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Le falsità del governo Monti sull'IMU: parlano del 30% delle famiglie esenti, con una imposta media da versare di circa 200 euro. Ma facendo i conti su un appartamento medio-piccolo del valore catastale di 800 euro, l'imposta da pagare, sottratti i 200 euro di detrazione familiare, è di 337 euro. Il calcolo è fatto con l'aliquota del 4 per mille, ma tenendo presente che molti comuni aumenteranno l'aliquota, l'importo aumenta: a Roma è del 5 per mille e l'importo da pagare passa a 472 euro....!! Come li fanno i calcoli i tecnici ben pagati di Monti? Volete sapere quanto bisogna pagare se la rendita catastale della prima casa è di appena 300 euro con l'aliquota di base del 4 per mille? con la detrazione bisogna pagare 2 euro. Ma quale appartamento ha una rendita così bassa? solo se ha una superficie di circa 30 mq.

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