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POLITICA - Politica Italiana

Dopo la “guerra interna” fra il premier Silvio Berlusconi e il presidente della Camera Gianfranco Fini, l’attenzione di parte dei mezzi di informazione si è concentrata su Claudio Scajola, ministro dello Sviluppo Economico. L’Italia dei Valori ne ha chiesto le dimissioni, mentre il capogruppo del Pd al Senato, Anna Finocchiaro, ha chiesto che Scajola si presenti in aula per chiarire la sua posizione.

L’INCHIESTA DI PERUGIA. Negli ultimi giorni quotidiani come La Repubblica e il Fatto Quotidiano, carte alla mano, hanno accusato Scajola di aver comprato una casa in nero. Gli atti citati dai due quotidiani provengono dalla Procura di Perugia che sta portando avanti l’inchiesta sul G8 dello scorso anno. Quella stessa inchiesta che ha portato all’iscrizione sul registro degli indagati del capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso. A mettere nei guai il ministro ci sono le dichiarazioni di Angelo Zampolini. L’architetto ha collegato la figura del ministro a quella dell’imprenditore romano Diego Anemone. Quest’ultimo è stato arresto nell’ambito dell’inchiesta G8, con l’accusa di essere il presunto corrutore di Guido Bertolaso e altri pubblici ufficiali per favoritismi negli appalti di alcune grandi opere, tra cui il G8 alla Maddalena, poi spostato a L’Aquila. Secondo quanto scritto dal Fatto Quotidiano e da Repubblica Scajola avrebbe acquistato una casa con vista sul Colosseo, del valore di 1,7 milioni di euro, pagandola ufficialmente 610mila euro. Il resto sarebbe stato pagato in nero con una provvista di 80 assegni fornita da Anemone a Scajola. Il ministro non risulta però iscritto nel registro degli indagati e ha commentato la vicenda con un “non mi lascio intimidire”.

Ma chi è Claudio Scajola? Laureato in Giurisprudenza, funzionario pubblico all’Inadel, consigliere comunale e poi sindaco Dc di Imperia, entra in Parlamento nel 1996 con Forza Italia. Al di là dei meriti come ministro, il suo nome è “rimbalzato” sui mezzi d’informazione per diverse vicende.

L’ARRESTO. La prima risale al 12 dicembre 1983, quando viene arrestato per ordine dei giudici milanesi ( tra i pm c’era quel Piercamillo Davigo che, dieci anni dopo, farà parte del pool che aprirà l’inchiesta “Mani Pulite”) che indagano sullo scandalo dei casinò: dei clan mafiosi siciliani, in accordo con dei politici locali, avevano messo le mani sulle case da gioco di Sanremo e Campione d’Italia. Scajola fu accusato di essersi incontrato in Svizzera con il sindaco di Sanremo e il conte Borletti – che aspirava al controllo del casinò sanremese – e di avergli chiesto alcune decine di milioni. L’accusa era di tentata concussione, una condotta che consiste nel farsi dare o nel farsi promettere denaro, o un altro vantaggio anche non patrimoniale, abusando della propria posizione di pubblico ufficiale. Scajola trascorse 70 giorni nel carcere di San Vittore. Nel 1990 venne assolto. Secondo i giudici quel giro di denaro ci fu, ma l’accusa non riuscì a dimostrare se quei soldi erano effettivamentedestinati a Scajola o al partito.

IL G8 DI GENOVA E LE DICHIARAZIONI SU MARCO BIAGI. Scajola diventa ministro degli Interni nel secondo governo Berlusconi. La sua gestione si apre con i fatti del G8 di Genova (luglio 2001) che videro la morte di Carlo Giuliani. Nel febbraio del 2002 il ministro rilascio una dichiarazione che scatenò un mare di polemiche. A proposito del comportamento delle forze dell’ordine disse che fu "...costretto a dare ordine di sparare se(i manifestanti) avessero sfondato la zona rossa...”. La zona rossa era quell’area in cui venivano tenuti gli incontri fra i leader delle otto principali potenze industriali del mondo e che era stata dichiarata off limits per i manifestanti.

Pochi mesi dopo, il 4 luglio 2002 Scajola fu costretto a dimettersi a causa delle infelici dichiarazioni su Marco Biagi rilasciate durante una visita ufficiale a Cipro e riprese dal Corriere della Sera e dal Sole 24 Ore. Marco Biagi era il giuslavorista, collaboratore in precedenza di governi di sinistra e destra, assassinato dalla Nuove Brigate Rosse il 19 marzo 2002. Sulla mancata assegnazione della scorta a Biagi, che aveva fatto presente alle autorità le preoccupazioni che nutriva sulla sua incolumità, ci furono diverse polemiche.

Questo il passaggio “incriminato” che costrinse Scajola alle dimissioni: «A Bologna hanno colpito Biagi che era senza protezione ma se lì ci fosse stata la scorta i morti sarebbero stati tre. E poi vi chiedo: nella trattativa di queste settimane sull' articolo 18 quante persone dovremmo proteggere? Praticamente tutte». E a questo punto il ministro sorprende i presenti quando gli viene detto che Biagi era comunque una figura centrale nel dialogo sociale: protagonista del patto di Milano, coautore del Libro Bianco, consulente del ministero del Welfare, della Cisl, della Confindustria. C'è un attimo di silenzio, Scajola volta le spalle, si blocca, azzarda: «Non fatemi parlare. Figura centrale Biagi? Fatevi dire da Maroni se era una figura centrale: era un rompicoglioni che voleva il rinnovo del contratto di consulenza».

IL VOLO “AD PERSONAM”. Scajola fu anche accusato di essersi fatto fare una tratta aerea su misura. Era ministro da pochi mesi quando Alitalia istituì il nuovo collegamento Roma Fiumicino – Albenga (ad una trentina di chilometri da Imperia, collegio elettorale del minstro). Il collegamento venne però soppresso da Alitalia subito dopo le dimissioni di Scajola.

 
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Le falsità del governo Monti sull'IMU: parlano del 30% delle famiglie esenti, con una imposta media da versare di circa 200 euro. Ma facendo i conti su un appartamento medio-piccolo del valore catastale di 800 euro, l'imposta da pagare, sottratti i 200 euro di detrazione familiare, è di 337 euro. Il calcolo è fatto con l'aliquota del 4 per mille, ma tenendo presente che molti comuni aumenteranno l'aliquota, l'importo aumenta: a Roma è del 5 per mille e l'importo da pagare passa a 472 euro....!! Come li fanno i calcoli i tecnici ben pagati di Monti? Volete sapere quanto bisogna pagare se la rendita catastale della prima casa è di appena 300 euro con l'aliquota di base del 4 per mille? con la detrazione bisogna pagare 2 euro. Ma quale appartamento ha una rendita così bassa? solo se ha una superficie di circa 30 mq.

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