capture 066 01052021 134859Gli intellò francesi non cambiano posizione. Come già avvenuto con Cesare Battisti si schierano con gli ex terroristi di cui l’Italia chiede l’estradizione. Se prima a fare pressioni presso Sarkozy c’era in prima fila la moglie Carla Bruni ora troviamo, attiva sullo stesso fronte, la sorella Valeria Bruni.

L’appello degli intellò a Macron: c’è pure Valeria Bruni

Valeria Bruni Tedeschi – scrive il Corriere –  difende di nuovo Marina Petrella e gli altri «esuli», come vengono definiti in un lungo appello pubblicato ieri da Libération . «Presidente Macron, rispetti l’impegno della Francia nei confronti degli esuli italiani», è il titolo del testo. Tra i firmatari ci sono importanti nomi del mondo intellettuale francese, che già allora si erano schierati a favore di Battisti e compagni: i cineasti Jean-Luc Godard e Costa-Gavras, la scrittrice Annie Ernaux, l’attrice e regista Valeria Bruni-Tedeschi, come si è detto, più nuovi protagonisti della letteratura come Edouard Louis o Éric Vuillard, prix Goncourt 2017.

 

L’Italia dipinta come una specie di dittatura sudamericana

I firmatari del nuovo appello a Macron – continua il Corriere “ricordano la dottrina Mitterrand, che garantiva accoglienza in Francia a chi abbandonava la lotta armata, e soprattutto il suo contesto: la «strategia della tensione ancora vivace in Italia» e «i giuristi francesi spesso perplessi rispetto alle leggi speciali alla base delle procedure italiane». Tornano i soliti argomenti di chi dipingeva l’Italia degli anni di piombo come una specie di dittatura sudamericana, con gli scappati in Francia avvolti dalla stessa considerazione dovuta ai perseguitati di Pinochet. Il nuovo appello a Macron sottolinea che quegli italiani hanno deposto le armi e in Francia si sono rifatti una vita”.

L’accusa a Macron: stai agendo come un lepenista

E poi c’è l’accusa definitiva: Macron si starebbe comportando come farebbe al suo posto un rappresentante del Rassemblement National, il partito di Marine Le Pen.

Flick: ma quale vendetta, ci sono sentenze di condanna

Ma a chi parla di vendetta risponde l’ex presidente della Corte Costituzionale Giovanni Maria Flick, intervistato dal Giornale:  «Ma quale vendetta. Abbiamo delle sentenze che hanno accertato la responsabilità di queste persone nei modi previsti dalla legge italiana e in conformità alla Costituzione. Sono state stabilite delle pene e ora si tratta solo di applicarle. Se poi nel corso degli anni queste persone hanno recuperato un senso di responsabilità ne siamo tutti contenti, e ne terranno conto i giudici di sorveglianza che valuteranno il loro percorso durante la espiazione della pena».

 di Francesco Severini per www.secoloditalia.it