Set regista cane 2 ragazzi crop500Stabilisci perché stai facendo questo corto. Vuoi un biglietto da visita per festival? Un pezzo di showreel (breve montaggio dei tuoi lavori) per trovare lavoro? O stai sperimentando una voce personale? Allora: 1) Scrivi una logline di una riga (riassunto dell’idea centrale) 2) Scegli tre aggettivi guida (es. “intimo, asciutto, sospeso”): ti aiuteranno a mantenere coerenza nelle scelte. 3) Decidi una durata target (6–12 minuti è l’ideale per i festival). Perché è importante: ti impedisce di disperdere energie e ti dà criteri chiari quando dovrai scegliere cosa tagliare.

 

1) Scrittura snella ma solida

Parti da logline → scaletta (elenco delle scene) → sceneggiatura.

  • Ogni scena deve produrre un cambiamento nello stato del protagonista.
  • Entra tardi nelle scene ed esci presto (niente tempi morti inutili).
  • Dialoghi: evita spiegoni. Mostra con azioni e reazioni (principio “show, don’t tell” = far vedere, non raccontare).
  • Scrivi in funzione di quello che puoi ottenere realmente (pochi luoghi, pochi personaggi).

Termine: Beat = mini-momento decisivo di una scena (svolta, rivelazione, decisione).

2) Produci “per vincoli”

I vincoli sono i tuoi alleati creativi.

  • Scegli una location che “parla” (con luce naturale usabile e suono gestibile) e costruisci la storia attorno a quella.
  • Introduci un oggetto totem (un oggetto simbolico che ricorre): aiuta la regia, il montaggio e perfino il poster.
  • Scrivi sui corpi e le voci degli attori che puoi avere (più naturalezza, meno forzature).

Perché funziona: togli incertezza, riduci il rischio di intoppi e aumenti la qualità percepita.

3) Micro-crew che fa la differenza

Con pochi ruoli mirati ottieni il massimo.

  • Regista/DOP (Direttore della Fotografia): se sei tu, prepara bene shotlist e piano luce.
  • Fonico di presa diretta: indispensabile. Un suono pulito fa sembrare più “professionale” anche un’immagine semplice.
  • Assistente camera: ti aiuta con messa a fuoco, schede, batterie.
  • Assistant Director (AI): coordina orari, persone, ordine del giorno (anche un amico organizzato).

Se puoi: Gaffer (capo elettricista: gestisce le luci) e Script Supervisor (controlla continuità: posizione oggetti, costumi, ecc.).

4) Casting smart

  • Fai leggere scene chiave e aggiungi 1 improvvisazione.
  • Valuta ascolto e reazione più che la declamazione.
  • Prova tavolino: riscrivi 2–3 battute perché suonino naturali in bocca loro.

Consiglio: registra i provini. Riguardandoli capisci meglio ritmo, tic e credibilità.

5) Sopralluoghi tecnici (tech-scout)

Vai nelle location negli orari reali in cui girerai.

  • Luce: dove entra il sole? Ci sono pratiche (lampade già presenti) che puoi usare?
  • Suono: rumori costanti (frigo, traffico, neon). Se puoi, staccali o pianifica pause.
  • Spazio: dove metti camera, luci e boom senza intralci?

Scatta foto dai punti in cui metterai la camera. Segna le ore buone per ciascuna scena.

6) Shotlist e blocking

  • Shotlist = elenco ordinato delle inquadrature con descrizione (angolo, obiettivo, movimento).
  • Blocking = coreografia di attori e camera (chi si muove dove e quando).
  • Copertura base per dialoghi: master (inquadratura larga per geografia), due coverage (mezzo primo piano per ciascun attore), insert (mani, oggetto).

Termini:
Insert = dettaglio ravvicinato;
Master = inquadratura ampia che comprende l’azione;
Coverage = vari punti di vista per montare la scena in modo fluido.

7) Piano di lavorazione

Organizza le giornate.

  • Raggruppa per luce (mattino/sera) e per rumore (fasce più silenziose).
  • Prepara il call sheet (foglio con orari, indirizzi, contatti, scene del giorno, meteo, rischi).
  • Tieni un ritmo realistico: 15–20 setup (configurazioni camera/luci) al giorno in micro-crew.

Setup = ogni volta che cambi posizione camera/luci in modo sostanziale.

8) Attrezzatura essenziale

Camera

  • Qualsiasi camera affidabile che conosci bene.
  • FPS (fotogrammi al secondo): 24/25p per look cinematografico.
  • Shutter 180° (tempo di otturatore pari a 1/(2×FPS), dà mosso naturale).
  • 10-bit 4:2:2 (profondità/qualità del colore) se disponibile.

Obiettivi

  • Triade: 24/35/50 mm o zoom 24–70; un 85 mm per ritratti.

Audio

  • Shotgun (microfono direzionale su asta), lav (microfono a clip) come backup; registratore con phantom 48V (alimentazione per microfoni professionali); cuffie chiuse (isolano dal rumore esterno).

Luci

  • 2–3 LED bicolore (regolabili caldo/freddo), diffusione (softbox o teli) e neg fill (pannello nero per assorbire luce e creare ombre controllate).

Supporti

  • Treppiede, mini slider (binario corto), ND (filtri che riducono la luce per mantenere diaframma aperto).

9) Set-up fotografico di base

  • Key light (luce principale) motivata da una fonte credibile (finestra/lampada).
  • Fill (riempimento) leggero oppure neg fill per scolpire il volto.
  • WB (bilanciamento del bianco) fisso in Kelvin (es. 5600K giorno, 3200K tungsteno).
  • Esponi per incarnati (se hai false color, tieni il viso attorno a 55–65 IRE; false color = visualizzazione che colora i livelli di esposizione).

10) Sound first

  • Spegni fonti di rumore prima di registrare (frigo, condizionatore).
  • Boom (asta) puntata al petto a circa 45° sopra l’attore.
  • Registra room tone (60 secondi di silenzio dell’ambiente): servirà a riempire micro-buchi in montaggio.
  • Elenca i rumori “wild” da registrare separatamente (porte, passi, chiavi): saranno oro in post.

11) Direzione attori

  • Dai verbi d’azione (“convincere”, “proteggere”, “nascondere”) invece di emozioni astratte.
  • Chiarisci obiettivo e ostacolo di ogni scena.
  • Se una scena non decolla, cambia circostanza (stare in piedi, sedersi, spostarsi) o obiettivo a metà scena per farla respirare.

12) Routine del giorno di riprese

  1. Safety (sicurezza): cavi fissati, vie di fuga libere, briefing rischi.
  2. Prove in luce: correggi prima di accendere il REC.
  3. Ciak ordinati: controlla fuoco, boom fuori inquadratura, indicatori VU (misuratori audio) nei limiti.
  4. Note: segna take buoni (utile in montaggio).
  5. Backup a metà e fine giornata (copia su due dischi).
  6. B-roll (immagini di appoggio) e insert prima di smontare.

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dall'Enciclopedia dei Cortometraggi:    www.ILCORTO.EU