Ammonterebbe a 4.500 miliardi di euro la quantità di denaro transitata in Olanda nel 2016 per semplici motivazioni fiscali, frutto delle attività delle multinazionali di tutto il mondo nei singoli Paesi europei, i cui proventi sono in larga parte indirizzati in Olanda dove molte di queste hanno la loro sede fiscale, attratte dalle regole favorevoli stabilite dal governo dell’Aja.
Il governo del primo ministro Mark Rutte ha un bel piglio nel suo atteggiamento da fautore della linea del rigore sui conti pubblici nei confronti dell’Italia, ma di recente è finito sul banco degli imputati in sede europea e ha dovuto procedere a una seria analisi della condizione interna del Paese per il suo regime fiscale. Nonostante un tasso d’imposta corporate pari al 25% degli utili, il regime fiscale olandese prevede un sistema di esenzioni per gli utili di imprese straniere operanti nel Paese che rendono di fatto l’Olanda il centro nevralgico europeo dell’elusione delle imposte.
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dall'articolo di ANDREA MURATORE per ilgiornale.it
