libriLa conoscenza è potere, ripeteva il filosofo Francis Bacon. Niente di più vero e di facile condivisione, ma nell’era di Internet i dubbi iniziano a sorgere sulle modalità e i metodi da utilizzare per acquisirla. I social? La Tv? I quotidiani? I settimanali online? No, i libri.

La risposta può sembrare scontata, ma non lo è. È vero, la questione è molto più complessa e spinosa. Internet oggi ci offre la possibilità di accedere a un numero di risorse e informazioni solo pochi anni fa impensabile. Tuttavia, bisogna anche sottolineare che spendiamo la maggior parte del nostro tempo sul Web o davanti alla Tv per attività o svaghi davvero futili. E pensare che la risposta più diffusa nel dichiarare la propria avversione alla concentrazione e alla lettura è “non ho tempo”.

A tal proposito, il giornale online statunitense “Quartz”, attraverso alcuni semplici calcoli matematici, ha di recente pubblicato alcuni dati che smentiscono senza margine di replica questa tendenza al rifiuto dei libri e della lettura per mancanza di tempo.

Secondo l’analisi, un individuo legge circa 200 parole al minuto. Ora, il numero delle parole contenute in un saggio base è di 50.000. Dividendo il numero delle parole di un libro per la media di quelle lette in un minuto si ottiene: 50.000 / 200 = 250. Vale a dire che in media un individuo riesce a leggere un libro intero in poco più di 4 ore.

La rivista “Quartz”, in realtà, si spinge oltre e fornisce anche delle soluzioni per riuscire a leggere 200 libri all’anno. Una cifra, questa, che potrebbe sembrare assurda e inarrivabile, anche se, statisticamente parlando, non servirebbero altro che 417 ore annuali. A titolo esemplificativo, basti solo pensare che un individuo passa circa 608 ore sui social e 1642 ore a guardare la Tv, ovvero 2250 ore all’anno trascorse nel “tempio del nulla”. Se quelle ore fossero impiegate per la lettura, si arriverebbe a leggere più di 1.000 libri all’anno!

Insomma, non è poi così difficile raggiungere determinate cifre. La realtà dei fatti, che tutti noi siamo soliti ignorare, è che siamo troppo dipendenti dalle futilità, troppo deboli e troppo distratti per fare ciò che è davvero importante. Sappiamo che la lettura è importante, sappiamo che è un’occasione per migliorare la nostra comprensione del mondo che ci circonda, ma non lo facciamo. E il motivo principale è che tendiamo ad associare all’atto stesso della lettura una accezione negativa, invece di sfruttare uno dei pochissimi mezzi che abbiamo a disposizione per acquisire conoscenza e migliorare noi stessi.

Luigi Caiafa per Cultora.it 

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