Il 25 ottobre del 2012, Luca Teolato scriveva su Il Fatto Quotidiano un articolo sul disservizio Recup del numero telefonico 803333 per prenotare prestazioni sanitarie col servizio nazionale sanitario. Oggi, inizio 2017, cosa è cambiato? La risposta è sempre la stessa: Tutti gli operatori sono momentaneamente occupati: riprovate più tardi.... Telefoni a tutte le ore, ma la risposta è sempre la stessa. Scriveva: Avere un appuntamento per esami o visite nel Lazio è diventato una missione impossibile. La Regione ha delegato tutto a una coop sociale che, in tempi di spending review, non può aumentare il personale. L'unico consiglio? "Attendere".
Da alcuni mesi nel Lazio prenotare una prestazione sanitaria è diventata un’impresa impossibile. Al call center del Recup, il sistema di prenotazione telefonico delle prestazioni sanitarie del Lazio, non ci sono abbastanza operatori per smaltire tutte le chiamate. “Sono continue le segnalazioni dei cittadini che non riescono a prendere la linea oppure dopo averla presa non riescono a parlare con gli operatori”, denuncia Giuseppe Scaramuzza, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato dell’associazione Cittadinanzattiva. “Il contact center del Lazio – spiega Scaramuzza – è un sistema che la gran parte delle regioni ci invidia e che invece questa regione sta facendo morire”.
L’alternativa al contact center è recarsi direttamente in ospedale per prenotare una visita, impresa ardua e a volte impossibile: “Se uno considera solo i tempi di spostamento nella capitale – spiega Maurizio Marotta, direttore della Cooperativa sociale Capodarco che gestisce il sistema di Recup – va da sé che questa soluzione non è percorribile. Questo anche perché, recandosi fisicamente in un ospedale, non si può disporre di tutta l’agenda delle prestazioni di tutte le Asl e aziende ospedaliere collegate al sistema di Recup. Consiglio di pazientare ed insistere, purtroppo al momento è l’unica soluzione. Se invece la prestazione sanitaria è urgente ci si può rivolgere al proprio medico di famiglia che può prenotare il servizio richiesto attraverso un numero dedicato”.
dall'articolo di Luca Teolato per ilfattoquotidiano.it

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