La procedura per deficit eccessivo che preoccupa il ministro prevede che le redini passino a Bruxelles. Se verrà attivata, al governo italiano sarà imposto di mettere in campo entro sei mesi misure mirate a recuperare quei soldi e la Ue controllerà passo passo le sue mosse. A livello economico, poi, il conto sarà salato. Anche senza considerare l'aumento degli interessi sui titoli di Stato.
“Ci saremmo aspettati una risposta più dettagliata“, è il gelido commento (ufficioso) che fonti Ue hanno fatto arrivare a Roma via agenzie di stampa dopo aver letto la lettera con cui Pier Carlo Padoan ha risposto alla richiesta di una manovra correttiva da 3,4 miliardi di euro. Così il giorno dopo, chiaramente preoccupato dalle indiscrezioni sull’insoddisfazione di Bruxelles, il ministro ribadisce che “l’ipotesi di una possibile procedura di infrazione è estremamente allarmante“. E si affretta a chiarire che “l’aggiustamento è indispensabile” e “le misure verranno adottate al più tardi entro fine aprile, presumibilmente anche prima”. Ma quello che conta per la Commissione sono i contenuti della missiva di mercoledì, priva di dettagli sui tempi e sull’ammontare degli interventi promessi. Una vaghezza di fronte alla quale l’esecutivo comunitario, nelle previsioni economiche d’inverno attese per il 13 febbraio, con tutta probabilità confermerà il rischio di deviazione significativa dei conti italiani, aprendo la strada all’apertura di una procedura per deficit eccessivo. Che cosa significa nel concreto? Che le redini passeranno a Bruxelles: al governo Gentiloni sarà imposto di mettere in campo entro sei mesi misure mirate a recuperare quei soldi e la Ue controllerà passo passo le sue mosse. A livello economico, poi, il conto sarà salato.
dall'articolo di Chiara Brusini per ilfattoquotidiano.it
