capture 004 08052021 092942Cosa significa il termine omofobia, essere omofobo? Si sente spesso pronunciare questa parola: vediamo che cos’è, etimologia e alcune curiosità!

L’omofobia. Un brutto pregiudizio verso le persone omosessuali, bisessuali e transessuali, dettato dalla paura del diverso. Di questo stiamo parlando: omofobia significa avversione nei confronti del mondo LGBT.

La parola esprime un sentimento generale di allontanamento, non è però classificata come fobia – come dovrebbe far intuire il termine -, ma viene usato in un’accezione generica, riferita quindi a discriminazioni, e non clinica, nel senso di un disturbo psichico.

capture 061 01052021 091851Chissà se prima di invitare Clint Eastwood sul palco della convention repubblicana, gli organizzatori della campagna elettorale di Mitt Romney, il candidato alle prossime elezioni presidenziali degli Stati Uniti, avevano letto quell’intervista in cui Marlon Brando disse: «se un attore riesce a far vendere deodoranti, potrà essere altrettanto utile per vendere idee». Il premio Oscar del Padrino lo disse nel ’63, dopo aver sollecitato il popolo americano a partecipare alla “marcia di Washington” in cui Martin Luther King pronunciò il suo discorso I have a dream. Ma il coinvolgimento politico di Hollywood era iniziato molto prima.

Già nel 1918 – spiega Edward Ross nel suo libro Hollywood Left and Right – i capi dell’Fbi erano talmente spaventati che alcuni attori potessero influire sulla coscienza politica della nazione che ordinarono ai loro agenti di tenere sotto stretta sorveglianza i radical. I politici della Guerra fredda, che crearono il Comitato investigativo per le attività Anti-americane, non furono meno preoccupati dei loro predecessori. Capirono che i fan del cinema erano anche elettori e si chiesero: che succede se Charlie Chaplin, Humphrey Bogart, Katharine Hepburn e Edward Robinson iniziano ad utilizzare la propria fama per diffondere idee filo-comuniste?

Negli anni, questo tipo di paura si è trasformata nella convinzione che Hollywood è sempre stata un bastione della sinistra. Idea, che secondo Edward Ross, è falsa per due motivi. Primo: è stato il Partito repubblicano e non quello democratico a tessere per primo rapporti intimi con alcuni personaggi chiave dell’industria cinematografica più famosa al mondo, alla fine degli anni ‘20. Il produttore Louis B. Mayer fu il primo personaggio hollywoodiano ad accedere nelle stanze decisionali della Casa Bianca, invitato dall’allora presidente Repubblicano Herbert Clarck Hoover. Secondo: se gli attori democratici sono stati più visibili e numerosi ma quelli repubblicani – come George Murphy, Ronald Reagan e Arnold Schwarzenegger – hanno avuto un impatto molto più diretto nella politica americana. E l’esempio più lampante è proprio quello di Ronald Reagan, presidente degli Stati Uniti dal 1981 al 1989, che avviò quella rivoluzione conservatrice che smantellò pezzo per pezzo il New Deal rooseveltiano.

Nella storia di Hollywood, non tutti gli attori si sono esposti politicamente per paura di perdere quel pubblico che preferisce sognare ad occhi aperti piuttosto che ascoltare sermoni. Ma ce ne sono stati alcuni – nel suo libro Ross ne cita dieci, cinque democratici e cinque repubblicani – che dimostrano come l’engagement politico dello star system americano è stato lungo, profondo e vario. Lungo, perché è iniziato negli anni ’20 con Charlie Chaplin, che fu il primo ad utilizzare i film come un’arma politica: film come “Il grande dittatore” contribuirono a rendere consapevoli gli americani di quello che stava accadendo in Europa sotto il dominio di Hitler e Mussolini, e altri come “Tempi Moderni” denunciarono la crudeltà e l’alienazione della catena di montaggio dell’industria taylorista. È stato profondo, perché ci sono stati attori che hanno messo in gioco la propria carriera per difendere i loro ideali. Edward Robinson, il gangster di “Little Caesar”, organizzò manifestazioni e show radiofonici in cui condannava pubblicamente Hitler e finì con l’essere considerato persona non grata nei salotti di Hollywood. Fu poi accusato di essere comunista e andò in rovina dopo aver speso più di 100 000 dollari in spese legali. Ed è stato un impegno vario, perché ognuno di loro promosse le proprie idee in modo diverso.

capture 057 30042021 194857Quando la caccia alle streghe colpì il mondo del cinema

Hollywood, 1947. La “Paura Rossa” invade il mondo stellato della più grande industria cinematografica.

La seconda guerra mondiale è finita da due anni, ma negli Stati Uniti spirano i venti gelidi di un altro conflitto: la Guerra Fredda. È in questo clima che la “caccia alle streghe” contro i comunisti comincia a mietere le sue vittime anche tra attori, registi e sceneggiatori.

Il repubblicano Joseph Mccarthy era appena diventato senatore. Nello stesso anno, il Presidente degli Stati Uniti Harry Truman enunciò quella che passò alla storia come la “Dottrina Truman”, diretta a contrastare le mire espansionistiche del nemico sovietico.In questa atmosfera la Commissione per le attività antiamericane, istituita già nel 1938, cominciò (sotto la presidenza del repubblicano del New Jersey John Parnell Thomas) a seminare il panico anche a Hollywood.

capture 039 25042021 101659Si ricorda oggi, a livello internazionale, il genocidio degli armeni, massacrati dai “Giovani turchi” durante la Prima guerra mondiale. Le vittime furono 1,5 milioni. La ricorrenza, oltre a offrire una testimonianza di quegli orrori, rappresenta anche una cartina di tornasole dei rapporti che il mondo occidentale può intrattenere con la Turchia, oggi più che mai arroccata sulle posizioni negazioniste di Erdogan.

Sul genocidio degli armeni Biden fa infuriare Erdogan

Per avere la misura dell’impatto che l’argomento ha negli equilibri geopolitici del momento, basti dire che l’attesa telefonata tra Joe Biden ed Erdogan, dopo l’insediamento del primo, è arrivata all’indomani delle anticipazioni della stampa americana sulla volontà della Casa Bianca di riconoscere il genocidio proprio nella giornata di oggi. «La Turchia continuerà a difendere la verità contro il cosiddetto il genocidio degli armeni e quelli che sostengono questa diffamazione», è stato il commento di Erdogan, dopo le indiscrezioni sulle intenzioni di Biden. La Casa Bianca non ha confermato che durante la conversazione si sia parlato anche di quello, ma i media americani sono stati concordi nel riferire che l’argomento sia stato affrontato a latere delle rassicurazioni sulla volontà di mantenere «relazioni bilaterali costruttive».

capture 036 16042021 145320Ascolti tv: Gruber si ferma sotto 2 milioni, Montalbano in replica vince sempre. Federica Sciarelli batte Can Yaman. Simona Ventura sotto al 4%

Ascolti tv, Montalbano vince in replica

Il Commissario Montalbano in replica vince gli ascolti tv di mercoledì 14 aprile 2021, in prime time con l'episodio Salvo Amato, Livia Mia: su Rai1 si collegano 4.504.000 spettatori pari al 19.6%.

Ascolti tv, Federica Sciarelli batte Can Yaman

Su Canale 5 Daydreamer con Can Yaman viene visto da 2.274.000 spettatori con il 10% di share (sette giorni fa Svegliati amore mio con Sabrina Ferilli aveva conquistato 3,5 milioni con il 15,2%) e viene battuto da Chi l’ha visto? di Federica Sciarelli che lancia Rai3 a 2.896.000 spettatori con il 12.8% (la scorsa settimana, 3,1 milioni e il 13,8% con il caso Denise Pipitone). Su Italia 1 King Arthur – Il potere della spada arriva a 1.246.000 spettatori (5.3%).

capture 026 15042021 151356Matteo Renzi in Bahrein quando l'Italia era serrata a causa della zona rossa. Dopo settimane dalla polemica è il Tempo a tornare sull'argomento avanzando qualche sospetto sulle motivazioni che hanno spinto il leader di Italia Viva in Arabia Saudita. L'ex premier era stato beccato nei paddock durante il Gran Premio di Formula 1. Ma c'è un dettaglio che il quotidiano diretto da Franco Bechis tiene a ricordare: "In Bahrein si entra e soggiorna, solo se vaccinati o se disposti a sottoporsi ad inoculazione". Da qui l'interrogativo: "È così sbagliato dunque supporre che il numero uno di Italia Viva, si sia magari vaccinato li? O che abbia fatto per ora, magari solo la prima dose". La risposta ovviamente non c'è, ma per Il Tempo non sarebbe questo grande scandalo.

"Altri parlamentari - si legge ancora - hanno sfruttato le vacanze di Pasqua per svernare al caldo. Sole e tanto mare dopo un intenso lavoro parlamentare. Approfittando, già che c'erano, pure per vaccinarsi". Di chi si tratta non è dato sapersi. Certo è invece che a marzo 34 senatori hanno presentato a Roberto Speranza un'interrogazione. Oggetto: una dose contro il coronavirus. I 34 hanno infatti chiesto al ministro della Salute di vaccinare "con urgenza" tutti gli onorevoli che siedono sui banchi di Palazzo Madama.

capture 033 07042021 092743Diversi studi si sono concentrati sulla capacità cognitive ed emozionali del cane

I cani avvertirebbero il dolore dei loro proprietari e si adopererebbero per farli stare meglio, soprattutto quando li sentono piangere. Uno studio scientifico, riportato da Learning & Behaviour, conferma quella che può esser stata l'esperienza empirica di molte persone ovvero che il compagno a quattro zampe è in grado di percepire la tristezza del suo proprietario e si attiva per sollevargli il morale. Un test, effettuato su cani di differenti razze, era stato così pensato: i padroni dei cani sono stati posizionati dietro una porta trasparente per fare in modo che gli amici a quattro zampe potessero accorgersi della loro presenza e sentirne la voce. Ai proprietari è stato poi chiesto di cantare o di piangere, mentre gli scienziati registravano le reazioni fisiche ed emotive dei cani. Quando i padroni piangevano, nella maggioranza dei casi i cani si sono precipitati ad aprire la porta per consolarli, e più velocemente rispetto a quando i padroni li chiamavano o cantavano. Qualche altro animale è rimasto «paralizzato» sentendo il pianto del proprietario, a quanto pare non a causa di mancanza di legame affettivo, bensì per via di livelli di stress elevatissimi.

capture 021 06042021 105725#1. Non mentono

Un cane che vuole comunicare con te, te lo chiede; Un cane che si arrabbia, ha un problema; Un cane che ha bisogno di affettuosità, le cerca; Un cane a cui piaci, te lo dice; Un cane che non si fida di te, te lo manifesta; Un cane che vuole giocare, te lo chiede; Un cane felice, te lo fa vedere; Un cane ha qualcosa che gli piace, te lo fa capire; Un cane che non ha voglia di essere accarezzato, te lo dice; etc. etc. etc. Ogni cane ha il suo carattere e la sua personalità, e quindi il suo modo di esprimersi (e quindi ha bisogno che il suo modo di comunicare sia compreso), ma nessun cane mente su cosa pensa di te e cosa vuole da te.

#2. Non hanno secondi fini

Ti sono ‘amico’ (perchè sei ricco); Purtroppo non ho tempo (perchè non hai più potere); Come te non conoscono nessuno (perchè hai tanto da offrirmi); Hai bisogno di aiuto? (in cambio voglio…), etc. etc. etc. Nei rapporti tra gli umani i calcoli, gli interessi e i secondi fini sono la norma, la trasparenza un’eccezione, e la generosità una debolezza. I cani non conoscono queste bassezze.

#3. Sono collaborativi

capture 005 05042021 185146(Baghdad) “Ho deciso di abbandonare la religione musulmana per diventare cristiano. Dopo aver visto quello che è successo, non solo in Iraq, penso che sia una fede migliore, la mia fede”, spiega convinto Ahmed, nome di fantasia, di un giovane musulmano convertito, in segreto, a Baghdad. Nei giorni della storica visita di papa Francesco lo abbiamo incontrato, con tutte le precauzioni del caso, perché convertirsi al cristianesimo può ancora significare una condanna a morte degli estremisti islamici. Ahmed parla un italiano comprensibile, che ha imparato “in rete da autodidatta”. Per la sua incolumità nell’intervista porta non solo la mascherina, ma pure un cappellino che serve a non farsi riconoscere da chi potrebbe vendicarsi, come è capitato a un suo amico, convertito come lui.

“Fin da ragazzo avevo fatto amicizia con una famiglia di cristiani, dei vicini di casa. Così ho cominciato a conoscere la loro fede. Poi mi sono messo a leggere di nascosto il nuovo e vecchio Testamento” racconta l’auto convertito. “Mi sono avvicinato al cristianesimo prima della nascita dello Stato islamico. E ho visto, non solo con l’Isis, come in nome della fede sia stata compiuta una terribile violenza. Le milizie sciite estremiste continuano ad essere dappertutto, in giro per le strade” spiega Ahmed, che da tempo ci aveva contattato per parlare della sua conversione.

capture 084 18032021 143305La regione italiana delle Marche – così come il vicino Abruzzo – è spesso meno considerata di altre “colleghe” più famose, ma sa coniugare spiagge meravigliose con arte, storia e natura. In vista dell’estate, abbiamo scelto per voi le 10 spiagge più belle delle Marche… perché la Costa Adriatica non finisce a Rimini!

 

Molti amanti delle escursioni scelgono le Marche per il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, o per le straordinarie Grotte di Frasassi. Gli appassionati di cultura e arte visiteranno i luoghi leopardiani intorno a Recanati, o il Santuario della Madonna di Loreto.Tra un’oliva ascolana e l’altra, vi accorgerete di quanto la terra marchigiana sia bella e varia, dall’interno alla costa, che non è solo Riviera del Conero. Ed eccoci allora a un avvincente tour tra le spiagge marchigiane, che, tra l’altro, sono tra le più pulite d’Europa. Ecco le 10 spiagge delle Marche che, secondo noi, non dovete assolutamente perdere.

Jcapture 056 16032021 184954ohn Wayne è una delle icone di Hollywood a cui la cancel culture guarda con più ostilità. Un odio che si estende a tutto il cinema western, considerato veicolo di razzismo e suprematismo bianco. Sul tema la Verità ha intervistato Aissa Wayne, la figlia di «The Duke».

La figlia di John Wayne ha da subito appoggiato Trump

“Impegnata nella salvaguardia della memoria paterna- così la presenta Stefano Graziosi, l’autore dell’intervista – non ha mai nascosto le sue idee politiche, schierandosi con Trump fin dall’inizio, quando era ancora un semplice candidato alla nomination repubblicana. Era il gennaio 2016 (pochi giorni prima del caucus dell’Iowa), quando Aissa – in occasione di una visita dello stesso Trump al John Wayne Birthplace Museum – gli diede il proprio endorsement“.

Aissa Wayne: mio padre era un uomo forte e indipendente

Aissa Wayne spiega così le critiche degli attivisti progressisti: “L’immagine di mio padre è quella di un uomo forte e indipendente. Una persona che è affidabile per i suoi amici, per la sua famiglia e la sua comunità. Questo è il motivo per cui mio padre è stato così amato per 50 anni come attore e come uomo, perché potevi contare su di lui quando avevi bisogno del suo aiuto. Ha usato la ragione ed è stato imparziale in tempi di conflitto. Mio padre era anche di mentalità liberale. Molte persone non capiscono questo di lui. Alcuni dell’estrema sinistra (che non hanno una mentalità liberale), non vogliono ciò che è equo o indipendente: vogliono solo la loro visione o la distruzione totale. Se fossero di mentalità liberale (e molti di loro potrebbero esserlo) e se si fossero presi il tempo per capire John Wayne e ciò che rappresenta, sarebbero potuti arrivare ad amarlo e apprezzarlo come hanno fatto tante generazioni di spettatori”. Secondo Aissa i film di suo padre possono ancora trasmettere valori importanti, come quello di “trattare e rispettare ogni persona come individuo e con correttezza”.

capture 045 16032021 104611Ha destato molto scalpore e indignazione il programma televisivo olandese per bambini, accusato di essere “pro-pedofilia”, nel quale si vedono degli adulti spogliarsi in studio davanti a un pubblico di ragazzini, con questi minori che fanno poi ai primi domande sul corpo umano. Come riportato da IlGiornale.it, il programma si chiama Simply Naked ed è stato prodotto e pubblicizzato dall’emittente pubblica Nos. La platea di bambini che assiste a tale spogliarello, in base alle anticipazioni del programma, è composta da ragazzi con età dai 10 ai 12 anni e, a detta dei produttori del programma, questo sarebbe diretto a mostrare ai più piccoli com’è fatto un corpo umano.

Paesi Bassi, terra del partito dei pedofili

Non sorprende del tutto che questo accada nei Paesi Bassi. Dopotutto, le istituzioni olandesi sembrano essere troppo sin garantiste e tolleranti con la pedofilia e con chi la promuove. Nel 2013, una sentenza choc di una corte d’appello stabilì che non poteva essere vietata l’attività di una fondazione che da oltre trenta anni promuoveva la pedofilia. Nel 2019 la Fondazione Strijd tegen Misbruik chiese inoltre di vietare il cosiddetto “manuale dei pedofili”, un libro di oltre mille pagine che spiega in dettaglio come i pedofili possono attirare, accudire e maltrattare i bambini e come farlo senza che nessuno lo scopra. L’allora ministro della giustizia Ferdinand Grapperhaus rispose che gli avvocati del suo dipartimento conclusero che il divieto era “impossibile” perché il libro choc “non contiene materiale criminale”.

capture 010 13032021 094536Nelle più belle isole d'Italia non troverete solo spiagge da sogno, ma anche mari paradisiaci, eleganza agreste e ricchezze artistiche!

L'Italia non vanta solo le isole più grandi del Mediterraneo, Sicilia e Sardegna, ma anche oltre ottocento piccole isole, di cui solo circa ottanta sono abitate: un numero davvero straordinario, senza contare poi il fascino unico di ciascuna di esse! Scopriamo insieme le dieci più belle isole in Italia.

capture 016 11032021 110517Sono 22.409 i nuovi casi di covid riscontrati oggi in Italia dopo aver analizzato 361.040 tamponi, con l’indice positività al 6,2%. Nelle ultime 24 ore si registrano altri 332 morti (ieri erano 376), che portano il totale delle vittime a 100.811 da inizio pandemia.

Covid, 22.409 nuovi casi. Oltre 5milioni di vaccinati

Salgono ancora i ricoveri in terapia intensiva. Dove ci sono attualmente 2.827 persone (+71 da ieri). In totale sono 3.123.368 i positivi dall’inizio della pandemia. I guariti totali invece ammontano a 2.535.483 (+13.752). Questi dati odierni del bollettino sui contagi covid fornito dal ministero della Salute, consultabile anche sul sito della Protezione civile.

Quanto alla campagna vaccinale le cifre parlando 5.782.615 dosi di accino anti-Covid somministrate fino a oggi. Mentre a ricevere entrambe le dosi ed essere quindi completamente vaccinati sono state 1.747.516 persone.

capture 004 10032021 100230Quante volte ci è capitato di recarci al mare o al lago in un posto con ottime recensioni e scoprire con disappunto che l'acqua non è poi così limpida come ci aspettavamo? E perché alcune acque sono così limpide e altre no? Questo dipende da moltissimi fattori: le acque torbide sono ricche di sedimenti e materiale organico, che viene mosso dalle acque agitate sino a impedirci di vedere cosa c'è sul fondo.

In alcune parti del mondo la stessa quantità di risalita sulla superficie dell'acqua non si verifica o avviene in modo molto ridotto. Indipendentemente dalle ragioni scientifiche, un'acqua limpida e pura è gradita da chiunque. Scopriamo dove si trovano le 10 acque più limpide del mondo.

 
 
 
 
 

capture 070 09032021 101832La guida essenziale di Budapest per sapere cosa fare e vedere nell’incantevole capitale ungherese.

Monumentale, ma anche economica e divertente, la metropoli magiara è una delle grandi destinazioni turistiche del Vecchio Continente che Il Magazine del Viaggiatore vi invita a scoprire, suggerendovi 10 cose imperdibili da fare e vedere nella perla del Danubio: pronti a partire?

Avvertenza: la capitale centroeuropea è una delle destinazioni più popolari ed affollate dove partire ad agosto, quando in città si svolgono i due più importanti eventi internazionali dell’anno: il Sziget Festival e il GP d’Ungheria di Formula 1.

1. Il Parlamento ungherese

Qualsiasi visita nella bella capitale ungherese non può prescindere dal suo monumento più rappresentativo, il Parlamento magiaro. Costruito tra la fine del XIX secolo e i primi anni del Novecento, questo magnifico edificio in stile neogotico, da annoverare sicuramente tra i parlamenti più belli al mondo, fu progettato per celebrare nel migliore dei modi l’anniversario del millenio di esistenza della nazione magiara (896 d.C.), la recente conquista dell’autonomia all’interno dell’Impero Asburgico ( che sancì la nascita la duplice monarchia austroungarica) e la riunificazione delle tre parti prima indipendenti della città (Pest, Buda e Obuda) in un’unica grande capitale, che proprio in quegli anni visse il periodo di maggior splendore e sviluppo.

Non ci crede. Pensa che sia uno scherzo. E invece è vero. Massimo Cacciari, ex sindaco di Venezia e voce spesso critica del Centrosinistra, apprende da Affaritaliani.it delle dimissioni di Nicola Zingaretti da segretario del Partito Democratico. "Davvero non me l'aspettavo", commenta a caldo. Poi riflette: "So per certo che Zingaretti aveva opinioni irriferibili su alcuni suoi compagni di partito e so che i rapporti con una parte del gruppo dirigente erano pessimi, ma non mi aspettavo affatto che si arrivasse alle dimissioni. Zingaretti ha lavorato in queste settimane per un congresso che ridefinisse complessivamente la linea del partito, visti i nuovi scenari politici con la nascita del governo Draghi. Evidentemente la linea del segretario ha incontrato resistenze fortissime. Zingaretti immagino che non abbia avuto le garanzie di andare a un congresso vero e come Dio comanda, cioè aperto e finalizzato a un rinnovamento concreto".

Cacciari aggiunge: "Questa è la spiegazione che posso dare a caldo, ma su una cosa non ci sono dubbi: le dimissioni di Zingaretti sono l'ultimo atto per il Pd, una vera e propria catastrofe". Chi adesso come segretario? Orlando? Bonaccini? Nardella? "Non lo so davvero", afferma l'ex primo cittadino di Venezia. "Uno vale l'altro vista la situazione. Mi informerò con quelle due o tre persone di cui mi fido. Ma, ripeto, è una catastrofe ed è chiaro che l'immagine che viene fuori del Pd dalle dimissioni di Zingaretti è di un partito a pezzi", conclude.

capture 208 01032021 173526La brigatista Mara Cagol, compagna di Renato Curcio e uccisa in un conflitto a fuoco con i carabinieri nel 1975, può stare accanto a Pertini e Berlinguer nel pantheon della sinistra? La domanda è lecita dopo che il gruppo Repubblica-L’Espresso, pubblicizzando una iniziativa editoriale sui 100 anni del Pci,  nella manchette accosta le tre figure: “La travagliata fine del Pci attraverso le figure di Cagol, Berlinguer, Craxi, Bobbio e Pertini”. A scrivere di Mara Cagol è Benedetta Tobagi, figlia di una vittima del terrorismo rosso. 

L’accusa di Rossana Rossanda nel 1978

Finalmente senza più imbarazzi Repubblica ammette ciò che a destra e in tutto il paese sapevamo da tempo: le Br fanno parte a pieno titolo della storia della sinistra italiana. Lo scrisse Rossana Rossanda nel 1978 sul Manifesto, suscitando un vespaio: “Chiunque sia stato comunista negli anni Cinquanta riconosce di colpo il nuovo linguaggio delle Br. Sembra di sfogliare l’album di famiglia: ci sono tutti gli ingredienti che ci vennero propinati nei corsi Stalin e Zdanov di felice memoria. Il mondo, imparavamo allora, è diviso in due. Da una parte sta l’imperialismo, dall’altra il socialismo”.

capture 187 28022021 094329Hai paura degli insetti? Nel mondo ci sono milioni di specie di insetti e tutti svolgono un ruolo fondamentale nell'equilibrio tra vita e natura. Molti sono innocui, ma altri sono estremamente pericolosi e possono provocare una morte lenta e dolorosa nelle loro vittime.

In questo articolo di AnimalPedia condividiamo un elenco dei 20 insetti tra i più velenosi al mondo. Presenteremo le loro caratteristiche, quanto sono letali e le conseguenze per chi viene a contatto con il loro veleno. Vuoi saperne di più? Continua a leggere!

1. Mosca tse-tse (Glossina morsitans morsitans)

La mosca tse-tsé è un insetto originario del continente africano. Misura tra 6 e 16 mm di lunghezza e il suo corpo ha toni di grigio e marrone.

Questa specie è responsabile della malattia del sonno, un'infezione parassitaria che colpisce sia l'uomo che gli animali. Causa una infiammazione del cervello e colpisce il sistema nervoso della vittima, che si ritroverà con febbre, emorragie e può, addirittura, entrare in coma. La malattia viene trasmessa attraverso il morso della mosca. Per evitare il contagio, si consiglia di disinfestare le aree in cui vi è abbondanza di questa specie per impedirne la riproduzione.

capture 078 19022021 103000E’ una notte senza fine quella che cala sull’ Armenia il 9 novembre 2020. La notizia della dichiarazione della fine della guerra e dell’accordo di pace trilaterale firmato da Russia, Armenia e Azerbaijan entra nella case di 3 milioni di cittadini armeni attraverso un post su facebook del premier Nikol Pashinyan: la guerra del Nagorno Karabakh è finita, la guerra è persa. Sarebbe una notte di estremo cordoglio e silenziosa pena se il furore collettivo maturato per l’ avvilente sconfitta non trascendesse il dolore e conferisse alle ore che seguono il cessate il fuoco una disperazione tragica e irata.

A Yerevan, all’annuncio delle condizioni della resa, segue infatti un’esplosione di rabbia corale. Centinaia di migliaia di persone, una marea orfana di risposte e votata all’impresa del rancore, occupa le strade della capitale, il parlamento, i palazzi governativi e la casa del premier. L’accettazione della sconfitta, lontana dallo scibile della gran parte dei cittadini, e il materializzarsi, di nuovo, nella storia del popolo armeno, di quell’anatema di morte che l’ha condannato nei secoli a privazioni territoriali, deportazioni e genocidi, sconvolgono e incendiano la popolazione che manifesta e chiede, in pasto alla folla e in pegno alla storia, il premier e il suo governo.

capture 063 18022021 093139In Germania i medici non si fidano, in Italia lo daranno anche ai 65enni. Continuano le decisioni contraddittorie sul vaccino AstraZeneca nel mondo. Nel giorno in cui emergono i dubbi di medici e sanitari tedeschi arriva il via libera dalla Commissione tecnico-scientifica dell`Agenzia italiana del farmaco (Aifa): secondo quanto si apprende, è stata infatti approvata la possibilità di somministrare il vaccino anti-Covid di AstraZeneca ai soggetti fino ai 65 anni di età in buone condizioni di salute.

Alle persone più anziane o fragili andranno invece somministrati i vaccini a mRNA  di Pfizer e Moderna. La circolare del ministero che recepisce le nuove indicazioni dovrebbe uscire venerdi prossimo. 

L’Unione europea si è assicurata altre 300 milioni di dosi del vaccino Moderna e 200 milioni in più di quello sviluppato da Pfizer e BioNTech, mentre Bruxelles ha messo a punto un piano strategico per far fronte alla diffusione delle varianti del Covid-19 considerate più contagiose. A dare l’annuncio è stata la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen.

Una buona notizia è arrivata sul fronte AstraZeneca, il commissario Ue Thierry Breton ha detto che l’azienda anglo-svedese, che aveva rinviato le consegne del farmaco all’Ue, «sta recuperando il ritardo accumulato» nella produzione delle dosi. Sul vaccino russo Sputnik V, invece, la presidente von der Leyen ha frenato, precisando che non è stata ancora chiesta la sua autorizzazione all’Ema e che, se questo accadesse, il farmaco verrebbe sottoposto alla procedura di controllo e di esame di routine, ma «dovrebbero esserci anche delle ispezione nei luoghi di produzione» visto che non viene prodotto in Europa. «Ci stiamo ancora chiedendo per quale motivo la Russia stia offrendo milioni di dosi del vaccino Sputnik V quando non sta vaccinando sufficientemente la propria popolazione», si è chiesta la presidente, sottolineando che questa è una «domanda a cui bisognerà dare una risposta».

In questo video sono racchiusi i pensieri, le emozioni e le preoccupazioni del popolo di montagna, un popolo che chiede solo di poter lavorare. Un progetto che ha coinvolto tanti campioni, ma anche maestri, albergatori...

Da Federica Brignone a Daniela Ceccarelli, da Barbara Merlin al duo formato da Paolo De Chiesa e Maria Rosa Quario.

“Per noi la montagna è vita” è un progetto ideato da Mariarosa Magro e Genny Perron, capace di coinvolgere in un video di un paio di minuti tanti protagonisti del mondo della montagna che tanto sta soffrendo per le restrizioni governative. Voci come quelle di maestri di sci, noleggiatori, commercianti, albergatori. Per riflettere.

https://www.facebook.com/watch/?v=372569444044512

capture 012 15022021 105647Nella partita del governo Draghi perdono un po’ tutti, e quindi forse nessuno. O meglio, si spera che vinca l’Italia. Ci conforta però che due sicuri e netti perdenti ci siano già: uno forse ancora da verificare, e cioè in prospettiva, ed è il cosiddetto “partito dei giudici”, i giustizialisti alla Travaglio-Bonafede per intenderci; l’altro, già sicuro ed evidente, è il partito degli intellettuali di sinistra, quelli che fanno tendenza e piacciono alla gente che piace. Diciamo che in genere, sulla lunga distanza (magra consolazione!), non ne hanno mai azzeccato o vinta una.

Questa volta però il ko sembra definitivo. E il silenzio assordante dei SavianoMurgiaUrbinatiDi Cesare (ma parleranno presto statene certi!), è a dir poco significativo. L’intellettuale tipo, come è noto, non può vivere senza un nemico da additare al pubblico ludibrio e rispetto al quale ergersi a “moralmente superiore”. Con esso non vuole confrontarsi sulle idee, o con gli interessi concreti che maturano nella storia e nella lotta politica, ma vuole semplicemente eliminarlo dall’agone pubblico, non dargli nemmeno le credenziali per accedervi. Egli chiama questo nemico “fascista”, dimenticando che quel fenomeno storico è bello e sepolto da più di settanta anni e che quella dell’“emergenza democratica” in Italia è stata una favola bella e buona su cui loro hanno campato per tanti anni. A forza di gridare contro i “pieni poteri”, o l’”uomo solo al comando”, a forza di esaltare acriticamente la “Costituzione più bella del mondo”, questi intellettuali, tranne poche eccezioni (penso a Giorgio Agamben), si sono non solo trovati impreparati e silenti ma hanno addirittura avallato quei poteri e quella insensibilità per le forme democratiche quando si sono appalesate davvero e dalle loro parti.

Quali sono le spiagge più belle del Brasile? Che siate amanti della natura o della movida più sfrenata, appassionati di surf o alla ricerca di un po’ di relax, nella lista che segue troverete senz’altro la spiaggia che fa per voi!

Ecco la nostra personalissima classifica:

n.12 – Praia do Bonete, Ilha Bela

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Per raggiungere una delle più belle spiagge di Ilha Bela è possibile optare per una gita in barca, che dura circa 30 minuti o, per i più avventurosi, un trekking di quattro ore nella foresta. Le difficoltà che incontrerete per raggiungere Bonete Beach verranno ricompensate dalla bellezza di questa spiaggia…

 

 

capture 165 13022021 181614Dove andare in vacanza con la neve o con il freddo? Dove andare in vacanza in autunno? E ancora, qual è la vacanza giusta da scegliere in primavera? Skyscanner vi suggerisce dove andare e quando: cinque viaggi per ogni stagione, ognuna è una meraviglia che vale il viaggio. E il biglietto!

Ogni luogo ha un’anima che si esprime al meglio in una stagione precisa. Dunque perché avventurarsi in un tour dell’Andalusia in estate e rischiare di svenire per il caldo? O andare nei Caraibi nel periodo sbagliato e rischiare di rimanere in hotel per venti e piogge?

Che vogliate fare un Viaggio dallo spirito avventuroso o una tappa in una città d’arte, qui ce n’è per tutti i gusti. Dovrete solo decidere quale stagione preferite e poi partire: è sempre il momento buono per fare il giro del mondo!

Ci sono pezzi di storia che restano nell’oblio per lungo tempo e che un giorno, inaspettatamente, tornano alla luce attraverso i ricordi di chi li ha vissuti: era il 30 aprile del 1945 quando il corpo di Benito Mussolini veniva seppellito nel cimitero di Musocco a Milano. Dopo quasi settant’anni arriva una testimonianza diretta di quelle ore.

Renzo Zaccaro non ne ha mai parlato con nessuno: gli dissero che si trattava di un segreto che non avrebbe dovuto rivelare ad anima viva. Oggi, a tanti anni da quegli eventi che costituiscono una brutta pagina della nostra storia, l’uomo decide di parlare e ci concede una testimonianza inedita, che il lettore può trovare anche in video nella rispettiva sezione del nostro portale.
Renzo Zaccaro ha 92 anni, all’epoca dei fatti era un giovane volontario che di anni ne aveva 22. Lo incontriamo a Villa Carpena, la storica dimora della famiglia Mussolini, nei pressi di Predappio.
Ecco la sua testimonianza, ve la rendiamo per intero e senza commenti, che ci riserviamo di fare al termine della vostra lettura: “Dopo settant’anni, finalmente, posso raccontare la vera storia della sepoltura di Mussolini. Erano i giorni della resistenza dei partigiani, io ero un giovane volontario, mi mandarono con un Tenente Cappellano, padre Gregorio, e con il Caporal Maggiore Moggia a raccogliere le salme. Uscimmo con un camion 626 Fiat della Croce Rossa, andammo sul posto e raccogliemmo le salme che dovevamo trasportare all’obitorio centrale di via Poma. Fu difficile effettuare il percorso, perché era il momento in cui avevano da poco staccato dal distributore di benzina i gerarchi, Mussolini e la Petacci. Era un fiume di gente, impossibile passare. Riuscimmo a farci largo a furia di suonare il clacson, con fatica. Per fare un percorso di 3 km impiegammo quasi due ore. Arrivammo al cancello principale di via Poma e i partigiani ci fecero passare. Entrammo. Il Caporal Maggiore fermò il mezzo, il Cappellano scese e andò nell’ufficio del direttore dell’obitorio. Mentre i due erano a colloquio, io e Moggia incuriositi entrammo in uno stanzone pieno di gente, c’erano quelli dell’esercito di liberazione, americani, inglesi, polacchi …

capture 158 13022021 091459Domenica 26 luglio, tra Dongo e Mezzegra, si terrà la tradizionale manifestazione in memoria di Benito Mussolini e Claretta Petacci. Rinviata rispetto alla classica scadenza di aprile (il Duce venne fucilato il giorno 28, nel 1945) a causa del Covid-19, la data delle celebrazioni è stata annunciata nei giorni scorsi attraverso i social dell’Associazione Culturale Mario Nicollini.

Fascisti sul Lario: l’estrema destra celebra Mussolini. Don Barindelli: “Nostalgia per il buono che non c’è più” 

L’Associazione Nazionale dei Partigiani, insieme ad altri gruppi del territorio comasco, si oppone a questo tradizionale appuntamento dell’estrema destra con un netto “no”.

“Il prossimo 26 luglio i gruppi di estrema destra capeggiati dalla associazione “culturale Nicollini” con i soliti comportamenti da squadristi intendono recarsi a Dongo e Mezzegra per commemorare Mussolini e i gerarchi del tristemente noto ventennio” fanno sapere in una nota.

E aggiungono: “L’Anpi, Istituto di storia contemporanea P. A. Perretta, Arci, Acli, Como senza Frontiere, Associazione Lissi, Associazione Italia-Cuba, Soci Coop Lombardia, Osservatorio democratico delle nuove destre, Articolo uno, Movimento 5 Stelle, Pd, Prc, Sinistra Italiana, Cgil, Cisl e Uil di Como ritengono questo raduno offensivo verso la Costituzione e la stragrande maggioranza degli italiani che ne condividono i valori”.

capture 092 08022021 094937Giovanissimoradicalizzato sul web e “democratico” nella scelta degli obiettivi da colpire: eccolo il profilo delle nuove leve del terrorismo islamico tratteggiato da chi se ne intende.

Claudio Galzerano, 57 anni, è il primo italiano alla guida del Centro europeo di contrasto al terrorismo di Europol.

Dirigente superiore con un curriculum fitto di esperienze nel settore dell’antiterrorismoGalzerano è, dal 10 dicembre scorso, ai vertici della lotta agli estremisti nell’Europa finita di nuovo sotto l’attacco del terrorismo islamico a ottobre e novembre dello scorso anno.

“Il tratto distintivo e nuovo che accomuna gli ultimi casi di terrorismo islamico in Europa è rappresentato – assicura Galzerano – senz’altro dalla giovanissima età degli attentatori, tutti intorno ai 20 anni. La minaccia terroristica incombe su tutti e la risposta di prevenzione deve venire dall’Europa nel suo complesso”. Che si trova a fronteggiare un terrorismo sempre più giovane, “variegato”, e soprattutto democratico proprio nella scelta degli obiettivi da colpire.

capture 077 07022021 093357Due ragazzi di 14 e 15 anni qualche giorno fa hanno ucciso il loro spacciatore, un uomo di 42 anni. L’intento sarebbe stato quello di punirlo per averli trascinati nella dipendenza della droga.

Le indagini faranno il loro corso ed emergeranno certamente altri elementi, i due adolescenti intanto rischiano l’accusa di omicidio premeditato e colpisce immaginarli capaci di organizzare un omicidio, di uccidere un uomo a coltellate.

In questa triste storia di cronaca però c’è qualcos’altro che attira l’attenzione: non si tratterebbe di un omicidio per droga come purtroppo spesso accade. Non c’entrerebbero soldi o partite di sostanze stupefacenti, ma il movente sarebbe la rabbia e la vendetta verso una persona ritenuta responsabile del loro malessere. Una dipendenza dalla quale probabilmente non si ritenevano capaci di uscire.

Si pone a questo punto una domanda, quasi scontata, ma d’obbligo: questa dipendenza quanto doveva essere forte e percepita come insuperabile per orchestrare un omicidio? Questi due ragazzi dovrebbero essersi sentiti come due dannati per l’eternità per pensare e fare una cosa del genere. Possibile? Possibile che nessuno abbia intercettato una presunta volontà di uscire dal giro delle droghe? Ed ancora: possibile che due ragazzini possano pensare ad un omicidio come soluzione e che la vendetta sia un sentimento così alla portata? Sembra la scena di un videogioco o di un film, un regolamento di conti senza valori e soprattutto senza pudore, senza filtro.

capture 075 07022021 084047Biloslavo e Carnieletto raccontano decenni di sistematico insabbiamento della memoria

«Verità infoibate» riporta alla luce pagine buie del nostro passato nascoste per troppo tempo, che in realtà affondano ancora nel presente grazie ad opportunismo politico, banale conformismo, paura di andare controcorrente o totale disinteresse.

 

Dal nuovo presidente americano che ammira Tito alla decorazione del Quirinale ancora appuntata sul petto del Maresciallo, fino alle foibe scoperte in Slovenia, la giustizia negata e gli oltraggi ai martiri delle violenze titine che riemergono puntualmente ogni 10 febbraio, giorno del Ricordo. In edicola da domani con il Giornale pubblichiamo alcuni stralci di Verità infoibate - Le vittime, i carnefici, i silenzi della politica, per non dimenticare una ferita aperta ancora oggi.

FOIBE, COLD CASE DELLA STORIA Piccole tracce sepolte dall'oblio della storia: frammenti di cranio, di tibie, di costole. Ce ne sono migliaia e rappresentano la memoria del sottosuolo, che si ostina a non dimenticare i crimini di guerra compiuti dai partigiani di Tito vincitori, dopo la fine del Secondo conflitto mondiale. La piccola e vicina Slovenia è il cimitero nascosto più impressionante d'Europa: una fossa o foiba ogni ventisette chilometri quadrati con una media di centotrentacinque vittime ciascuna. Una commissione governativa ne ha individuate 750. Tito ed i suoi sgherri, per spianare la strada alla Jugoslavia socialista, hanno massacrato un quarto di milione di persone, e non solo in Slovenia. Tutti prigionieri di guerra in stragrande maggioranza sloveni, croati e serbi, che hanno combattuto dalla parte sbagliata o civili, ma pure migliaia di italiani, spazzati via e nascosti per sempre nelle viscere della terra in nome di una pulizia multietnica e politica. In molti casi si cerca di dare un nome e cognome alle povere ossa. «Sono i cold case della storia», dice Paolo Fattorini, esperto di Dna in ambito forense e docente di medicina legale dell'Università di Trieste. «L'interesse scientifico è grande, ma non nego un coinvolgimento emotivo. Mia madre era un'esule istriana. Provare a identificare il numero più alto possibile delle vittime nascoste per tanto tempo serve a voltare pagina».

Meteo della settimana e del weekend: nord, centro sud e isole

I prossimi giorni saranno contraddistinti dall'arrivo dell'anticiclone sub-tropicale che dall'Africa avanzerà inesorabilmente verso l'Italia centro-meridionale favorendo così un clima via via più primaverile. Questo assaggio di primavera però sarà solo un inganno infatti dal weekend un'intensa perturbazione atlantica ci riporterà alla realtà investendo gran parte del Paese a suon di piogge battenti, locali nubifragi e nevicate diffuse.

Il team de ilMeteo.it avvisa che fino a sabato pomeriggio il tempo sarà asciutto al Centro-Sud, soleggiato al Meridione e a tratti nuvoloso al Centro. Proprio al Centro-Sud le temperature saliranno costantemente fino a raggiungere picchi di 18°C a Roma e Firenze, oltre i 20-22°C in Sardegna, Sicilia e Calabria, fino a 20 sul resto del Sud e in Campania.

Al Nord, benché le temperature siano previste in aumento ma non superando i 13°C, il cielo sarà più grigio e a tratti anche piovoso (specie mercoledì). Sarà nel weekend che le cose cambieranno. Già da sabato pomeriggio/sera un fronte instabile si affaccerà al Nordovest con le prime piogge.

Domenica la perturbazione avanzerà rapidamente verso tutto il Nord, la Sardegna e le regioni tirreniche centrali (Toscana, Lazio) e in Umbria e infine sulla Campania. Le precipitazioni potranno risultare a tratti forti al Centro, moderate al Nord e diffusamente nevose sulle Alpi sopra i 1200-1300 metri con circa 20-40 cm di accumulo. In questo contesto le temperature caleranno di 5-6°C ritornando in media con il periodo, soltanto al Sud continuerà ad essere mite. 

capture 024 03022021 111704Indiscrezioni succose su Lapo Elkann. Indiscrezioni che corrono su Dagospia, che le racchiude nel poco spazio di un "flash" e che riguardano la vita privata del rampollo Agnelli. E la riguardano sia da un punto di vista sentimentale che da un punto di vista familiare e danaroso. Si parte dai sentimenti. Infatti anche Dagospia conferma quanto detto da Roberto Alessi su Libero qualche giorno fa, ossia che Lapo fa sul serio e vuole sposare la sua nuova compagna, Joana Lemos. Tanto che, aggiunge Dago, "ne ha parlato con i fratelli John e Ginevra". Insomma, si fa sul serio. Joana è la donna giusta per Lapo che con lei finalmente avrebbe trovato pace e assoluta serenità.

capture 019 03022021 103250Esiste un problema che nessuno vuole affrontare. Quel problema si chiama Sergio Mattarella. Nulla di personale ovviamente nei confronti del Presidente della Repubblica, ma quello che sta accadendo può esser pericoloso per la nostra democrazia. Ormai è chiaro che la lotta politica non è più tra destra e sinistra, bensì tra sovranismo e globalismo, cioè tra chi vuole il ripristino della sovranità degli Stati nazionali e chi invece vorrebbe un super-Stato europeo che esautori le singole sovranità.

Su questo nuovo terreno di scontro il Capo dello Stato, che secondo la nostra Costituzione dovrebbe esercitare le sue funzioni con terzietà, si è invece apertamente schierato per il progetto globalista.

Non c’è occasione in cui il Presidente della Repubblica non richiami uno dei principi cardine del liberismo, la dottrina economica sulla quale poggia l’Unione europea: l’equilibrio di bilancio. L’altro giorno in occasione dei saluti ai nuovi magistrati della Corte dei Conti, pochi mesi fa richiamando l’articolo 97 della Costituzione, quello che assicura – disse Mattarella – la sostenibilità del debito pubblico. Insomma, non la Costituzione primigenia ma quella stuprata dalla Legge costituzionale n. 1/2012 che introdusse nella Carta il vincolo del pareggio di bilancio. Una legge aspramente contraria ai principi della Costituzione del 1948.

Non a caso, come ammesso anche dall’ex ministro della giustizia del Pd Andrea Orlando un paio d’anni fa, una legge costituzionale approvata senza un’adeguata discussione e sotto il ricatto della Bce. Un vero e proprio cappotto di cemento, aggiungiamo noi, che ha condannato a morte la generazione degli attuali quarantenni.

Eppure Mattarella, invece di richiamare gli articoli 1 e 4 della Costituzione – cioè i principi del diritto al lavoro e della sovranità popolare – non perde occasione per insistere sul principio dell’equilibrio di bilancio.

Dall'esame dei risultati investigativi si evince come la mafia nigeriana sia connotata da organizzazioni unitarie e piramidali, con solide basi nel Paese di origine da dove, attraverso diverse propaggini opera su scala internazionale in vari continenti e in diverse nazioni tanto da dover essere considerata una seria minaccia a livello globale. E' quanto emerge dal report del Servizio Analisi Criminale, diretto da Stefano Delfini, che fa parte della Direzione Centrale della Polizia Criminale, ufficio interforze del VIMINALE, guidato dal prefetto Vittorio Rizzi. 

Reati in cui è specializzata la mafia nigeriana

Riguardo ai settori di interesse criminale, la mafia nigeriana, come assodato dalle numerose indagini a livello nazionale e internazionale è specializzata, in diversi reati. Uno dei più importanti è quello della tratta degli esseri umani finalizzata allo sfruttamento del lavoro in nero e, soprattutto, della prostituzione, ramo dove l'organizzazione mafiosa gestisce e controlla tutte le fasi, dall'adescamento delle risorse umane in Nigeria fino all'impiego delle medesime nei vari Paesi del mondo.  In particolare, lo sfruttamento della prostituzione viene esercitato ai danni di giovanissime nigeriane che vengono reclutate dalle aree maggiormente depresse della nazione caratterizzate da un'estrema povertà. Proprio in queste zone, la mafia nigeriana opera attraverso cellule che, dietro la falsa promessa di un futuro migliore e di un lavoro all'estero, reclutano le ragazze da avviare alla prostituzione. Il reclutamento delle donne avviene principalmente a Benin City, capitale dello Stato di Edo, da dove la criminalità organizzata attraverso i propri trafficanti organizza i viaggi soprattutto per l'Europa. Con questo fine le organizzazioni si avvalgono della figura strategica di ex prostitute chiamate maman o madame, incaricate di convincere le giovani a partire. Le maman hanno un ruolo fondamentale per le confraternite in quanto legano indissolubilmente a loro le povere vittime attraverso il rito magico juju o ju-ju, con il quale le malcapitate giurano fedeltà anche all'organizzazione criminale, sapendo che ogni trasgressione verrà punita con la violenza o addirittura con la morte propria o dei familiari. Le vittime, avviate clandestinamente nei vari Paesi come l'Italia, scopriranno la cruda realtà che le attende, anziché una buona sistemazione, saranno sottoposte a stretto controllo e, dietro violenze fisiche e psicologiche, costrette a prostituirsi sulle strade per saldare il debito contratto (a loro insaputa) per il viaggio, per la sussistenza, per l'affitto del posto di 'lavoro' alle maman e soprattutto per riscattare la propria libertà. In questo ambito, in alcune aree del nostro territorio (per lo più in Campania e nel settore Nord Est) è stato osservato come lo sfruttamento della prostituzione nigeriana coesista con quello di matrice albanese per la contestuale compresenza di entrambe le etnie.

capture 061 31012021 100028Riduce del 70% la carica virale e dell'80% il rischio di contrarre la malattia. Ecco lo studio sulla cura contro il Covid: "I dati sono solidi e di notevole rilevanza"

Gli anticorpi monoclonali possono essere la vera svolta nella lotta al Covid-19: ottime notizie arrivano dagli Stati Uniti dove nuovi studi clinici e sperimentazioni hanno dato risultati eccellenti.

Ecco i risultati

I dati della Ely Lilly, azienda farmaceutica globale con sede a Indianapolis, fanno ben sperare: l'azione combinata degli anticorpi monoclonali bamlanivimab (LY-CoV555 il nome tecnico) ed etesevimab (LY-CoV016) hanno ridotto del 70% il rischio di ospedalizzazione o di morte nei pazienti già affetti da Covid-19 ed il Bamlanivimab, da solo, è stato anche autorizzato per uso di emergenza come trattamento per pazienti ad alto rischio con sintomi da lievi a moderati riducendo fino all'80% il rischio di contrarre l'infezione in un campione di residenti delle case di cura americane.

capture 011 27012021 150337Nessuno obbligo con l'Unione Europea. AstraZeneca mette le mani avanti sui ritardi nella distribuzione dei vaccini. «Appena avremo l’approvazione Ema, l’obiettivo è recapitare all’Ue 17 milioni di dosi entro la fine di febbraio. Di queste, 2,5 circa in Italia»: è l’assicurazione del chief executive officer di AstraZeneca, Pascal Soriot, che in un’intervista a Repubblica replica alle accuse di Italia e Ue per i ritardi nelle consegne dei vaccini. «Non c’è alcun obbligo verso l’Ue», ha sottolineato Soriot, «nel contratto con gli europei c’è scritto chiaramente: ’Best effort’. Ossia: ’faremo del nostro megliò. Lo scorso agosto, l’Ue voleva avere la stessa capacità produttiva del Regno Unito, nonostante il contratto firmato tre mesi dopo Londra. Noi di AstraZeneca abbiamo risposto: ’Ok, faremo del nostro meglio. Ma non possiamo impegnarci contrattualmente perchè abbiamo tre mesi di ritardo rispetto al Regno Unitò. E così è stato. Non abbiamo dunque obblighi contrattuali con l’Ue, ma solo un impegno a fare il massimo». «Siamo stati piuttosto specifici con l’Ue», ha insistito Soriot, «anche noi siamo delusi: ci piacerebbe riuscire a produrre di più. A febbraio consegneremo all’Europa una quantità soddisfacente, simile agli altri produttori. Stiamo lavorando 24 ore su 24, sette giorni su sette per risolvere i problemi».

«La produzione del nostro vaccino», ha spiegato, «è composta da due fasi: una è la creazione del principio attivo in due stabilimenti in Belgio e Paesi Bassi, l’altra è la resa in farmaco, in due centri in Germania e Italia, ad Anagni (nella fabbrica Catalent, ndr), dove state facendo uno straordinario lavoro. Le difficoltà nascono nella prima fase. Alcuni siti generano più ’raccoltò, altri meno, come purtroppo accaduto in Europa. Queste disfunzioni capitano quando si aumenta la produzione a centinaia di milioni di dosi di un nuovo vaccino. Abbiamo due mesi di ritardo, ma risolveremo questi problemi». «Il contratto di fornitura con il governo britannico è stato firmato tre mesi prima di quello con la Ue», ha ricordato il numero uno del gruppo anglo-svedese, «abbiamo avuto il tempo di prepararci.

capture 001 27012021 103109Le alte gerarchie ecclesiastiche, in specie quelle che abitano in Vaticano, sembrano preferire l’opzione Biden a Trump: non è poi un mistero. Non ne esistono prove, perché la Chiesa cattolica non si schiera (la politica non è materia curiale). Però di indizi ce ne sono parecchi, a partire dalla rinnovata volontà di edificare un dialogo. Il che significa, in via indiretta, che il mandato precedente a questo non è stato percepito come fruttuoso dai sacri palazzi. Papa Francesco, per certa narrativa, è stata la nemesi del trumpismo. Le cose sono più complicate di così, ma è vero che Bergoglio è per il multilateralismo diplomatico, l’accoglienza dei migranti e la cooperazione internazionale: tutti focus su cui Trump non concordava a pieno.

La partita non è solo geopolitica, ma anche culturale: lo scontro in atto tra cattolici tradizionalisti e cattolici progressisti può modificare il cattolicesimo per come lo abbiamo conosciuto. La dottrina, per gli uni, è immutabile, mentre per gli altri sembra possibile assecondare i tempi. Come? Ad esempio accettando il fatto che un abortista come Biden possa essere considerato un presidente degli Stati Uniti cattolico. Dipendesse dal cardinal Raymond Leo Burke agli abortisti non verrebbe concessa l’eucaristia. Ma i tempi sono quelli che sono, e il conservatorismo cattolico è in netta minoranza nelle gerarchie e nell’organizzazione ecclesiastica.

capture 523 23012021 181545La famiglia è il luogo privilegiato in cui prendono forma e si riempiono di sostanza i valori cattolici e sociali; è un indispensabile ponte tra la comunità e le nuove generazioni.

È dunque, a mio modesto avviso, necessario che ogni uomo impegnato in politica, si adoperi a salvare ed a promuovere i valori e le esigenze della famiglia. Perché sono fermamente convinto che il suo ruolo all’interno della comunità sociale è centrale, portante per la costruzione di un avvenire scevro da disorientamenti. Ed in questo contesto frammentato, nel quale si evidenzia non tanto una fragilità della struttura ‘famiglia’ quanto di quella dell’individuo e del suo bagaglio valoriale, sono i ‘guasti sociali’ che influiscono sulla stabilità familiare. La famiglia è chiamata oggi ad assumersi un impegnativo “compito culturale”: quello di mantenere ‘alto’ il significato della vita familiare. Infatti la famiglia tradizionale - come scientemente intuito dal Cardinale Martini - “non ha più dalla sua la forza di un'evidenza etica condivisa che le permette di imporsi d'autorità”. Pertanto, condividendo il suo monito, “essa ha bisogno di fare emergere i suoi valori in forma comunicativa e accessibile di fronte al proliferare di nuove forme di legame, che forse sono frutto anche di reazioni parziali e polemiche a promesse mancate. In ogni caso la famiglia deve e senza appoggiarsi unicamente alla forza della tradizione”. E da uomo delle istituzioni mi sento di dire che il problema è da rintracciare in anni di politiche nazionali e regionali poco risolutive - per decenni lo Stato, e a cascata le regioni, in particolar modo la Calabria, non è riuscito ad elaborare politiche forti per la famiglia. Intendo politiche organiche e non provvedimenti ‘random’ che avessero un impatto sociale nel breve periodo. Modelli come quello francese o tedesco sarebbero da emulare. Invece siamo quasi sempre rassegnati a dispositivi col profilo assistenzialista che non incentivano la creazione di nuovi nuclei familiari, anzi, talvolta li scoraggiano!

Alcune scelte politiche nazionali di indirizzo, è indubbio, abbiano influito sull’unione matrimoniale e di conseguenza sui figli, i quali, oggi sono in balia di disagi ed incertezze difficilmente gestibili in un contesto fragile come quello di una società che non permette la piena emancipazione professionale e dunque sociale delle nuove generazioni.

capture 521 23012021 180426La top ten globale conferma per 9/10 le protagoniste dell’anno scorso e il dominio di Toyota Corolla, eppure non manca qualche sorpresa

Pandemia o no, gli equilibri del mercato automobilistico sembrano resistere, almeno a giudicare dalla classifica assoluta delle vendite che stando ai dati pubblicati dal sito Focus2Move vede nelle prime 10 posizioni quasi le stesse auto dell’anno scorso.

Ma se i nomi sono rimasti gli stessi, con una sola new entry e un'uscita illustre, la classifica è cambiata molto di più. Non al vertice, dove continua a dominare Toyota Corolla, una delle “world car” più diffuse sui mercati mondiali e in testa alle vendite ormai da parecchi anni, unica nel difficile 2020 ad essere rimasta al di sopra del milione di unità. Al di sotto, invece, qualcosa si è mosso, e con non poche sorprese.

Auto e pick-up, i 10 modelli più venduti nel 2020

capture 515 23012021 092420Figura materna e costruzione dell’autostima

Per sviluppare una buona autostima, salda di fronte alle difficoltà della vita, devono presentarsi condizioni favorevoli a un sano sviluppo psichico e cognitivo. Primo fra tutto la presenza di una figura materna e, soprattutto, un forte rapporto con essa. Per provarne l’importanza, fu a tal proposito che Bowlby sviluppò la teoria dell’attaccamento. Egli voleva evidenziare gli aspetti caratterizzanti di un legame sicuro e predittivo la realizzazione di appaganti relazioni affettive, sia in età infantile che adulta.

Una separazione precoce, o una mancanza nel legame affettivo con il proprio caregiver, invece avrebbero incoraggiato una incapacità di provvedere ai propri bisogni e una scarsa fiducia nelle capacità possedute. In sintesi, la differenza di una buona sicurezza di sé la facevano la presenza, o meno, di calore umano e di un ambiente stimolante.

Nei primi mesi di vita il neonato sperimenta una profonda dipendenza nei confronti della figura che lo accudisce. Se la madre, in questo importante lasso di tempo, è in grado di entrare in contatto empatico con il figlio, e i suoi bisogni, offrirà a quest’ultimo la capacità di sviluppare uno stile di relazione sano e sicuro. Da questo rapporto affettivo saldo dipenderà, pertanto, la costruzione di un’immagine di sé sana e di un’autostima idonea anche in età più matura.

capture 514 23012021 092051A chi vuoi più bene a mamma o a papà? Quante volte abbiamo sentito questa domanda un po’ sciocca da amici, parenti e persone incontrate per caso, come se le due figure non avessero pari importanza. Esse sono complementari e fondamentali per lo sviluppo del piccolo, tuttavia, oggi vediamo una figura bistrattata in gravidanza e nei primi mesi di vita del bambino, auspicando che ciò porti un po’ di lustro a questi poveri personaggi che sembra siano sempre lì per caso.

Chi sono questi personaggi?

I papà, ma certo!  Figure sottovalutate e strapazzate, che in realtà, rivestono una funzione importante nello sviluppo del piccolo.

Friedrich Nietzsche disse: “Chi non ha un padre dovrebbe procurarsene uno”.

Vediamo insieme in quali passaggi e tappe è importante il ruolo del papà …

La gravidanza …

Vi starete chiedendo cosa possa entrarci il papà con la gravidanza vero? Ebbene, il papà è importante in gravidanza, poiché, grazie alla sua capacità di accogliere le ansie materne induce, di riflesso, un enorme benessere sul buon proseguimento della gravidanza stessa e sulla crescita intrauterina del piccolo. Il papà, inoltre, è importante anche riguardo al contatto che ha con il piccolo attraverso il ventre materno. Le carezze che il papà fa sulla pancia della mamma, non sono solo un vezzo come in molti credono, ma sono il primo passo per quello che sarà il futuro legame con il nascituro.

capture 512 23012021 090638Mi avete segnalato un’immagine che circola online. Mostra una bandiera rossa su cui sono riportati la svastica nazista e la falce e martello simbolo dei comunisti. Il testo nell’immagine riporta:

Se questo ti offende (la svastica) e questo no (falce e martello) Vuol dire che sei vittima del sistema e preda dell’ignoranza. Sotto i due simboli sono riportati dei numeri, con la svastica si parla di 16 milioni di morti con falce e martello 162 milioni di morti.

Non sono riportate fonti per i dati che vengono sostenuti, nessun link che spieghi a cosa facciano riferimento. Le stesse frasi sono riportate in inglese.

 

 

capture 510 23012021 090347Per gentile concessione dell’autore, un estratto da “Croce ed Einaudi. Teoria e pratica sul liberalismo”, libro di Giancristiano Desiderio, uscito da poco per Rubbettino. Per una settimana, tutte le sere, sul nostro sito troverete un’anticipazione, un piccolo boccone del libro appena uscito. Ecco la terza puntata.

La risposta di Einaudi è chiarissima: tra liberalismo e comunismo vi è «incompatibilità assoluta» perché là dove c’è una sola volontà – lo Stato, il Partito, il Capo – che impone il suo volere, lì non c’è libertà e perfino la stessa libertà del pensiero è negata se il pensiero non è esprimibile perché avverso all’unica volontà valida. Quindi la libertà vive per forza di cose quando c’è una certa dose di liberismo, anche se – specifica Einaudi – ciò non significa porre un’unità tra il liberalismo e uno dei tre “significati tecnici” prima illustrati.

In altre parole, il comunismo nega proprio quella pluralità che abbiamo visto essere indispensabile all’esistenza della libertà. Il liberismo storico, dunque – dice Einaudi affratellandosi con lo storicismo di Croce –, mostra non solo che vi è incompatibilità tra liberalismo e comunismo ma che è la stessa libertà a creare l’economia che le serve per vivere e, quindi, Einaudi sfugge all’eventuale critica di Croce di far dipendere in tal modo la vita libera e spirituale dall’economia. Era, questa, una conclusione che anche Croce poteva accettare. E, tuttavia, la discussione sarebbe continuata andando ancora più in profondità.

capture 489 22012021 123949La pandemia ha portato con sé un diluvio di numeri. Bollettini quotidiani con il numero dei casi, delle vittime e dei tamponi fatti. Poi è arrivato l’indice Rt, il tasso di positività e i primi conteggi sui vaccini. È facile perdersi in questa infinità di dati. Alla fine dell’anno l’Istat ha pubblicato nuove rilevazioni in merito al tasso di mortalità che vanno contestualizzate e spiegate.

Numeri preoccupanti che raccontano del debito che il Paese ha pagato alla pandemia. Come ha evidenziato Federico Fubini sul Corriere della Sera, nel periodo tra marzo e novembre del 2020 l’Italia ha visto un incremento dei decessi rispetto alla media del periodo precedente di 85 mila persone. Nel lasso di tempo considerato hanno infatti perso la vita 547.369 italiani rispetto alla media di 461.746 calcolata nel quadriennio precedente.

Un’Italia a macchia di leopardo

La fredda contabilità ci dice che la mortalità è cresciuta del 19% nel giro di un anno. Questo numero racconta però molto poco la realtà che ci circonda. Per avere un quadro più completo e veritiero di come la pandemia ha colpito alcune zone più di altre, è necessario gettare uno sguardo sui territori. I dati dell’Istituto nazionale di statistica mostrano infatti un’Italia a macchia di leopardo.

La provincia che ha pagato il debito più alto è stata Bergamo. Centrata in pieno dalla prima ondata ha fatto registrare un incremento di morti dell’86%, con una variazione spaventosa del +574,7% solo a marzo. Numeri importanti però anche in altre zone del Nord come la provincia di Cremona (+76%), Lodi (62%), Brescia (+57%).

capture 428 19012021 120233Una foresta pluviale, questa è l’Amazzonia, in gran parte compresa in territorio brasiliano, che copre una superficie pari al 42% di quella dell’Europa. Oltre a essere riconosciuta come”il polmone verde” della terra, l’Amazzonia rappresenta l’ecosistema più ricco al mondo di biodiversità. È attraversata da uno dei fiumi più lunghi del mondo, il Rio delle Amazzoni, in cui vivono 2000 specie di pesci e numerose specie di mammiferi come il delfino rosa e la lontra gigante.

 

 

 

 

Flora e fauna della foresta amazzonica