Nel collegio più blindato di Napoli, quello di Fuorigrotta che includeva anche il centro storico della città, nonostante le promesse di dare più reddito di cittadinanza a tutti e i voli da aeroplanino nelle trattorie, poco consoni al ruolo di ministro degli Esteri, Luigi Di Maio ha perso clamorosamente, nonostante il sostegno a naso turato del Pd. E rischia di non entrare neanche in Parlamento, proprio lui, “rotto” a qualsiasi poltrona.
Di Maio non decolla neanche con il suo partito
Il suo partitino, Impegno Civico, infatti, è dato intorno allo 0,7%, ben sotto quella soglia dell’1% che consentirebbe di portare voti al centrosinistra di Letta ma che in caso di mancato raggiungimento di quello “sbarramento” farebbe distribuire quei resti agli avversari. Un vero e proprio “schianto”, per il Di Maio “volante”, ma i conti si faranno solo domani mattina. Secondo il primo Instant Poll Quorum/Youtrend per SkyTg24 il collegio di Napoli Fuorigrotta dove la sfida è fra Di Maio (centrosinistra) Sergio Costa (M5s) e Maria Rosaria Rossi di Forza Italia: i tre sono separati da pochissimi punti. Costa è accreditato del 29,6%, Di Maio del 28,1%, Rossi del 27,7%. Più staccata, al 6,1% Mara Carfagna di Azione/Italia Viva. Secondo le proiezioni, poi, Di Maio è già ufficialmemte ko.
“Luigi Di Maio sconfitto nel collegio di Napoli Fuorigrotta”, scrive su Twitter Lorenzo Pregliasco, direttore di YouTrend, che ha postato il tweet di YouTrend. Una sentenza vera e propria.
L'ultima notte del re. Roger Federer ha giocato a 41 anni la sua ultima partita da professionista, l’ha fatto in doppio con il suo grande amico e rivale di sempre Rafa Nadal. La coppia ormai ribattezzata sul web ’Fedal’ è stata sconfitta dagli americani Frances Tiafoe e Jack Sock, che si sono imposti con il punteggio di 4-6, 7-6, 11-9 nella sfida tra Europa e Resto del Mondo alla Laver Cup. Al termine dell’incontro, il campione svizzero si è sciolto in lacrime e al centro del campo ha ricevuto l’abbraccio di compagni, avversari e del pubblico.
Papa Francesco è tornato a chiedere "ai capi delle Nazioni la forza di volontà per trovare subito iniziative efficaci che conducano alla fine della guerra" in Ucraina. Lo ha fatto durante l'Angelus a Matera rivolgendo il suo pensiero al "popolo martoriato". Bergoglio ha parlato anche di Birmania: "Si vede che è di moda bombardare le scuole" ha spiegato a proposito dell'istituto colpito.
Senato, questi i dati aggiornati. In base ai dati del Viminale, quando sono state scrutinate 57.679 sezioni su 60.399, è in testa la coalizione di centrodestra con il 44,43% mentre quella di centrosinistra è al 26,18%. Il Movimento 5 Stelle è al 15,24% e il terzo polo al 7,68%. Italexit è all’1,88%, Unione Popolare all’1,33%.
«Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso, vi sorprenderete a fare l’impossibile».
La sintesi estrema del messaggio arrivato da piazza del Popolo la fa oggi Libero in prima pagina: «È la volta buona». All’interno è spiegato che «il centrodestra è pronto». Un messaggio sempre restituito dai leader in questa campagna elettorale e ora certificato anche dai cittadini che si sono ritrovati nella più simbolica delle location politiche romane: «Libertà, orgoglio e unità: è la piazza che ci crede». Di «clima di festa», che azzera «le tensioni che hanno segnato altri comizi, complici le azioni di disturbo organizzate da vari gruppi di oppositori» parla anche Il Giornale. La manifestazione di ieri è stata senza sbavature, con l’unica pecca di un certo ritardo nell’avvio del comizio vero e proprio.
Matteo Salvini contro Ursula Von der Leyen. La presidente della Commissione europea ha minacciato malcelate ritorsioni nei confronti dell'Italia nel caso in cui le elezioni del 25 settembre porteranno il Paese in una situazione difficile. «Se l’Italia andrà in una situazione difficile - ha detto Von der Leyen - ci sono gli strumenti come nel caso di Polonia e Ungheria».
A guai a chi glieli tocca. Enrico Letta prende malissimo le critiche alla gestione del Covid e a Roberto Speranza che ne è stato l’artefice. Del resto, in questa campagna elettorale il segretario dem ha più volte rivendicato che lui, Speranza, «è una delle nostre risorse più importanti», che è «il nostro punto di riferimento». Va da sé, che ieri, quando Giorgia Meloni ha avvertito che «l’Italia non sarà più un esperimento del modello cinese per il Covid» e ha detto «basta con il ”modello Speranza”», Letta si sia sentito colpito nel vivo.
Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, sarebbe accusato dalla Corte dei Conti di un danno erariale di oltre 11 milioni di euro. Il segretario del Pd e candidato al Parlamento, insieme al responsabile della Protezione Civile Tulumello, avrebbero provocato la voragine nei conti pubblici affidando alla Ecotech Srl di Frascati la fornitura di milioni di mascherine. I contratti sarebbero stati pagati in anticipo ma in larga parte non onorati. Di tutto questo si parla nell'articolo pubblicato da Giacomo Amadori su La Verità. Per questo la Corte dei Conte sarebbe pronta a chiedere la restituzione del denaro direttamente a Zingaretti e Tulumello.
La morte di Mahsa Amini massacrata di botte e
Michele Santoro torna a L'aria che tira nel giorno in cui il presidente russo Vladimir Putin annuncia una nuova fase nella guerra in Ucraina con la "mobilitazione parziale" e il richiamo dei riservisti. Il giornalista che si batte da mesi contro l'invio di armi all'Ucraina commenta gli ultimi sviluppi del conflitto nella puntata di mercoledì 21 settembre del programma condotto da Myrta Merlino su La7. Innanzitutto il discorso di Putin è più che altro un messaggio "interno" rivolto all'ala "più guerrafondaia" del potere di Mosca, dice Santoro secondo cui molti "falchi" in patria imputano al presidente la colpa non aver chiuso il conflitto quando c'era l'opportunità. Un discorso di propaganda, è vero, ma "c'è un elemento di verità. Non è la guerra tra Ucraina e Russia, ma è la terza guerra mondiale come ormai dice solo Papa Francesco dove anche la controffensiva ucraina viene pianificata dagli Stati Uniti". Per Santoro l'America c'è dentro con tutte le scarpe, basti pensare ai missili a medio raggio che hanno cambiato il corso della guerra nelle ultime settimane. "I cannoni ucraini colpiscono grazie ai satelliti e alle analisi dei flussi telefonici", tutte attività coordinate dagli americani. "In Ucraina per la prima volta si sta facendo una guerra senza la presenza in campo degli Usa ma gli americani questa guerra la stanno combattendo", argomenta l'ex volto di tanti programmi Rai.
Ma «dire queste tre parole, Dio, Patria, Famiglia» non «significava intendere una sola, patriarcato»? Almeno questo sosteneva Letta l'altro giorno, prima di cambiare idea all'indomani. Intervistato da Il Sole 24 Ore, Enrico (non esattamente un patriota come quell'altro Enrico, Toti) riscopriva d'emblée il patriottismo, ma a modo suo. E diceva che bisogna votare il Pd per due ragioni: la prima è «il patriottismo, quello di chi persegue l'interesse della nazione ben sapendo che esso passa dall'Europa. Europeismo è patriottismo. Credibilità è patriottismo. Reputazione internazionale è patriottismo». Detto da uno che il giorno prima era andato in Germania a chiedere sostegno a un Paese che fa alla grande i propri interessi e mica i nostri, a cominciare dal gas, non pare esattamente la strada migliore per difendere gli interessi nazionali. Ma la verità è che Letta è talmente a corto di idee e di parole d'ordine che finisce per rubarle agli altri. Prima le critica, anzi le demonizza, e poi le fa proprie, rovesciandone il significato. Ci aspettiamo che ora Letta adotti anche i concetti di Dio e di Famiglia, intendendo il primo come sinonimo di Ateismo e il secondo come Unione esclusiva tra persone dello stesso sesso.
Una risposta lapidaria. Giorgia Meloni congela le polemiche riesplose dopo il voto contrario di Fratelli d'Italia e della Lega ad una relazione del Parlamento europeo che contro l'Ungheria, ritenuta non più una democrazia. A margine di un comizio elettorale a Bari, una giornalista inviata della trasmissione In Onda su La7, chiede a Meloni un chiarimento riguardo la sua posizione su Viktor Orbán.
Bagno di folla per Giorgia Meloni a Bari. Un’accoglienza calorosa e entusiasta tanto che alla fine del comizio la leader di FdI mostrando la piazza gremita grida: “Emiliano, guarda un po’ la Stalingrado d’Italia“. Così Meloni ha fatto riferimento a quanto detto dal presidente della Puglia secondo cui Bari
Nelle ore calde delle notizie dei fondi da Mosca all’indirizzo di partiti e politici stranieri, nella quale l’Italia risulta ufficialmente esclusa dal dossier di Washington, si torna a parlare della storia dei finanziamenti da Mosca per l’Italia. La memoria del pesce rosso dei media ai tempi dei Social ha relegato nel dimenticatoio i fatti passati alla storia.
I leader hanno solo pochi giorni per convincere gli elettori. E così ecco che la campagna elettorale cambia radicalmente.
«Quando Giorgia Meloni dice "è finita la pacchia" sottolinea un fatto: che è giunta l'ora, e noi ci auguriamo che sia il 25 settembre, di un governo autorevole perché legittimato dagli elettori. Un governo che dopo oltre dieci anni torni in Europa per puntare i piedi in difesa degli interessi italiani ma anche per costruire una comunità europea forte e capace di correggere i suoi errori. Cambiare non contro l'Europa. Dentro l'Europa». È un fiume in piena Raffaele Fitto - europarlamentare e copresidente di Ecr, sherpa meloniano a Bruxelles, candidato al rientro a Roma nel plurinominale di Lecce-Brindisi. In questi anni ha affiancato la numero uno di Fratelli d'Italia nella costruzione della leadership di Ecr. Adesso il percorso è un passo da un traguardo clamoroso: i "conservatori" potrebbero arrivare a guidare la terza economia d'Europa.
Basta con la campagna d’odio contro la destra che sta avvelenando la campagna elettorale, giunta ormai agli sgoccioli. “Consideravamo il ministro Lamorgese poco capace di interpretare il suo ruolo. Lo abbiamo detto in più occasioni. Però una campagna elettorale è una cosa seria. Si deve garantire il rispetto della legge”. Così Francesco Lollobrigida, in una lunga intervista ad Adnkronos Live, dopo le ennesime provocazioni ai comizi di Fratelli d’Italia. Che fortunatamente non sono degenerate grazie al comportamento civile dei militanti, ha aggiunto il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera. Che ha passato in rassegna tutti i temi caldi dell’attualità. Smentendo le fake news sulla collocazione internazionale del partito di Giorgia Meloni e sul Pnrr.
L’anomalia italiana sta nel plotone d’esecuzione messo in piedi da settimane contro Giorgia Meloni. Costretta a ribattere quotidianamente alle accuse più disparate, tutte accomunate dal rappresentare un pericoloso mostro per la democrazia, che gli piovono addosso da avversari, mainstream e stampa. Con buona pace del pluralismo delle idee.
"Lamorgese si conferma un ministro unfit": Annalisa Chirico ci va giù pesante e parla in questi termini dell'attuale ministra dell'Interno. Nel suo tweet, poi, la giornalista ha continuato: "I comizi di Fdi sono diventati un tiro al bersaglio con insulti e atti di prevaricazione che rischiano di degenerare". Il riferimento è al clima d'odio nei confronti della leader Giorgia Meloni. Lei stessa tra l'altro ha denunciato l'accaduto.
«In questi ultimi dieci anni, dimostrando coerenza, Giorgia Meloni è riuscita ad assumere una credibilità che adesso la porterà a essere il primo partito». Guido Crosetto non ha dubbi sull’imminente affermazione elettorale del centrodestra, e della leader di Fdi in particolare. E pregustandone già il sapore che si profila (forte dei sondaggi degli ultimi mesi soprattutto) dimostra di non temere di apparire spavaldo o scaramanzie di sorta. Tanto che, a sette giorni dal voto, ai microfoni di Rtl 105 il co-fondatore di Fratelli d’Italia affida il suo pronostico sulle urne. Quanti voti prenderà Giorgia Meloni? Previsioni? «Il 28% o 30%», risponde l’imprenditore piemontese, fiducioso negli elettori. C
La faida elettorale continua tra le forze di centrodestra e centrosinistra. Siamo agli sgoccioli della campagna, fra pochi giorni ci saranno le elezioni e i partiti sono chiamati a sparare le ultime cartucce a disposizione per accaparrarsi i voti degli ultimi indecisi. Nella puntata di Omnibus, trasmessa su La7 nella mattinata di lunedì 19 settembre sotto la conduzione di Gaia Tortora, è andato in scena un botta e risposta tra il parlamentare del Partito Democratico Andrea Romano e il membro della Lega Edoardo Rixi.