capture 015 07042022 120913Sorridono le tasche degli italiani, che temevano la beffa sul carburante dopo pochi giorni in cui si era quasi tornati ad una normalità di prezzi. È stato infatti prorogato il taglio delle accise sulla benzina e sul diesel, con un conseguente risparmio sull’Iva. I prezzi resteranno quindi più o meno simili a quegli degli ultimi giorni. “Con il decreto ministeriale firmato da me e dal ministro Roberto Cingolani abbiamo esteso di 10 giorni l'abbattimento di 25 centesimi dell'accisa sulla benzina e sul gasolio che viene quindi esteso fino al 2 maggio” l’annuncio del ministro dell'Economia Daniele Franco in conferenza stampa sul Def.

capture 012 06042022 122224Paolo Bianchini, presidente di Mio (Movimento Imprese Italia), rilancia l’avvertimento di Carlo Bonomi, numero uno di Confindustria, per segnalare la crisi delle imprese italiane, travolte da eventi eccezionali che non hanno una risposta adeguata nelle mosse dell’esecutivo guidato da Mario Draghi. Bianchini, nei mesi della pandemia in prima linea per le riaperture dei locali, usa toni allarmistici: «Prima il Covid, adesso la guerra; prima l’emergenza sanitaria, adesso quella militare e umanitaria. Cambiano gli scenari, ma le conseguenze di queste situazioni, a causa di una politica miope e incapace, finiscono sempre addosso alle nostre aziende: l’allarme del presidente di Confindustria, Bonomi, che parla addirittura di un 47 per cento di imprese a rischio chiusura, rilancia di fatto quello che stiamo dicendo da tempo sulla totale inerzia del Governo Draghi, che assiste passivo a quella che rischia di essere una strage economica e sociale».

«Con il Covid, parlavamo di una variante imprese, perché, nella sostanza, eravamo noi quelli a pagare le conseguenze più pesanti - sottolinea ancora Bianchini - mentre prima il Governo Conte e, poi, quello Draghi mostravano tutta la loro incapacità a fronteggiare una situazione di reale emergenza non solo sotto il profilo sanitario, ma anche e soprattutto su quello economico. Peraltro, come abbiamo letto appena ieri, le risultanze del Comitato tecnico scientifico, su cui si sono basati questi governi, per chiudere il nostro settore, l’horeca, che prima del Covid costituiva il 30 per cento del Pil nazionale, erano infondate, come, del resto, abbiamo sempre denunciato, seppur inascoltati». 

capture 009 11032022 135402Con la guerra in Ucraina non si fa che attaccare Silvio Berlusconi Matteo Salvini, rei di aver intrattenuto rapporti con Vladimir Putin. Peccato però che la sinistra preferisca nascondere la polvere sotto il tappeto. Infatti i veri affari con il presidente russo, oggi definito "animale" e "abominevole", li abbia conclusi niente di meno di Enrico Letta. A riportare alla mente quanto fatto dal segretario del Partito democratico è Francesco Storace, vicedirettore del Tempo. Il nastro si riavvolge a dieci anni fa: "Era il 26 novembre del 2013 e a Trieste faceva un freddo cane. E Putin si faceva pure attendere. Ma in quella mattinata gelida Enrico Letta non si fece scrupolo di benedire, proprio di fronte al suo interlocutore russo, la bellezza di 28 accordi nel nome dei due paesi". 

Proprio così: ben 28 accordi. E tutti alla presenza delle squadre dei due governi quasi al completo. "Il Business Forum promosso dal Foro di dialogo italo-russo e organizzato dall’Ispi fu la culla, in quel novembre 2013, di numerosi accordi firmati con la benedizione di Putin e Letta - prosegue -. Equamente distribuiti in tre 'cluster', finanza, energia e industria". Un incontro quello tra il dem e lo zar, ad oggi difficile da credere. All'epoca infatti si parlava di un sostegno all’export che, secondo le previsioni di Sace, in Russia poteva crescere del 10,5 per cento nei quattro anni successivi, arrivando dagli 11 miliardi del 2013 ai 16 miliardi del 2017. 

capture 007 07032022 103050Sarà il giornalista Lirio Abbatte a prendere il posto di Marco Damilano alla direzione dell'Espresso. Damilano oggi stesso aveva annunciato le sue dimissioni in un lungo editoriale sull'edizione online del settimanale, motivando il gesto come atto di rottura nei confronti della proprietà che sarebbe ormai in procinto di vendere la storica testata al gruppo che fa capo all'imprenditore Danilo Iervolino, patron dell'università on line Pegaso e recentemente anche della Salernitata Calcio.

 

Lirio Abbate era già vicedirettore dell'Espresso e dovrebbe ricoprire la carica pro-tempore in attesa delle decisioni del nuovo editore. Nel frattempo la redazione ha annunciato uno stato d'agitazione e ha condiviso la posizione di Damilano.

capture 005 07032022 101321«Credo che nessuno possa avere dubbi sul mio sentimento anti russo, però questa volta sono piuttosto perplesso e più ‘putiniano’ che non ‘zelenskyano’. Sono più dalla parte di Putin che non da quella di Zelensky». Esordisce così il Generale Paolo Inzerilli, Capo di Stato Maggiore del Sismi e per 12 anni comandante della Gladio, struttura militare segreta appartenente alla rete internazionale Stay-behind creata per contrastare una possibile invasione nell’Europa occidentale da parte dell’Unione Sovietica. «Io ho due pallini, la storia e la geografia - spiega il Generale -, ma in genere la gente evita di ricordare ciò che è successo nel passato. La Russia, fin da quando era zarista, è sempre stato un Paese a disagio perché si è sempre sentita circondata, in qualche modo bloccata, sentivano di non avere libertà di movimento. Con l’Unione Sovietica era lo stesso, perché è stata creata la Nato contro l’eventuale espansionismo sovietico. La situazione, dunque, si è tramandata. Tutto quello che sta succedendo adesso, perciò, è sempre dovuto al fatto che la Russia, non più Unione Sovietica, ha paura, si sente circondata da Paesi ostili. E il presidente dell’Ucraina, Zelensky, a mio parere fa una dimostrazione di forza quando in effetti tutto quello che la Russia ha chiesto è la dichiarazione ufficiale di non ingresso dell’Ucraina nella Nato e la demilitarizzazione del Paese. Ecco, non mi sembrano richieste assurde, ma Zelensky non ne vuole sapere». 

capture 031 18022022 124647Angelique Coetzee, scienziata sudafricana che ha scoperto per prima la variante Omicron, ha dichiarato al Daily telegraph di aver subìto pressioni da alcuni Paesi stranieri affinché dicesse pubblicamente che Omicron fosse "pericolosa" e che di conseguenza evitasse di dire che causava "principalmente una malattia lieve". La notizia è stata riportata sul sito di Nicola Porro che ricorda che all'epoca la Coetzze aveva detto: "La studio da un mese, dà sintomi lievi". Quasi nessuno però le aveva dato retta e il direttore generale dell’Oms arrivò a dire che "lo tsunami di casi" era tale da non poter "essere classificata come lieve".

"Se il Sudafrica era a conoscenza della minore pericolosità della mutazione, perché chiudere tutto? Non è che l’obiettivo era proprio quello di mantenere alta la tensione al fine di poter stringere le maglie del controllo sociale?", si chiede ora Porro. La scienziata sudafricana infatti ha detto: "Mi è stato chiesto di non dichiarare pubblicamente che si trattava di una malattia lieve. E di dire che eravamo di fronte a una malattia grave. Io ho rifiutato perché dal quadro clinico non vi erano indicazioni che si trattasse di una malattia molto grave. Il decorso è per lo più mite. Non sto dicendo che si ammalerà nessuno. Ma la definizione di malattia lieve da Covid-19 è chiara, ed è una definizione dell’Oms: i pazienti possono essere curati a casa e non hanno bisogno di ossigeno o di ricovero".

capture 025 15022022 101505«Da bambino chiedevo a mia madre perché il Sole brilla, perché siamo diversi dai gatti e dagli altri animali. Volevo capire com' è fatto il Mondo. Il mio sogno è poi stato riuscire a decifrare sempre meglio la Logica che sta scritta sulle pagine del libro della Natura. Libro di cui è autore Colui che ha fatto il Mondo. Sull'irresistibile fascino del Tempo che scorre a partire dalla nostra infanzia, quando iniziamo a conoscere come è fatto il mondo, ho scritto un libro». Chi parla è il professore Antonino Zichichi, fisico e accademico italiano che ha fatto della ricerca scientifica e sulle particelle elementari il suo motivo di vita.

Professor Zichichi che ruolo ebbe la figura di Ettore Majorana, siciliano come lei, nella sua carriera accademica e professionale?

«Ettore Majorana nacque a Catania e fu allievo di Fermi che lo definì "genio a livello di Galilei e Newton". Ancora oggi i neutrini di Majorana sono al centro dell'attenzione scientifica mondiale. Eppure Majorana era passato nel dimenticatoio nazionale. Quando nel 1962 a Ginevra riuscii a far nascere per decreto del Direttore del Cern, il Centro che porta il nome di Majorana, furono in molti ad accusarmi di campanilismo scientifico. Adesso il valore di Ettore Majorana, grazie al Centro di Erice, è fuori discussione».

capture 003 10022022 114158"È un dato anomalo e per questo credo sia giunto il momento di fare un’analisi della mortalità da Covid": Francesco Vaia, direttore dell'ospedale Spallanzani di Roma, commenta il numero di morti da Covid in Italia. Un numero sempre molto alto, nonostante la discesa della curva dei contagi, e molto lontano da quello di molti altri Paesi. A tal proposito l'esperto, sentito da La Stampa, ha detto: "A mio giudizio molti decessi sono con e non per Covid, lo vediamo anche qui allo Spallanzani. Nei Paesi come la Germania che questa verifica l’hanno fatta, la mortalità effettiva per Covid si è ridotta del 25%".

Il medico, poi, ha affrontato la questione restrizioni, invocando un allentamento delle misure anti-Covid graduale ma necessario: "Le misure restrittive non possono, ma devono essere allentate", anche perché "siamo già in fase endemica, ossia di convivenza con il virus. Oltre il 90% di quello circolante è Omicron, che è molto meno patogeno". Questa variante, infatti, spinge rapidamente verso l'alto la curva dei contagi, ma altrettanto rapidamente la fa scendere. "In tempi non sospetti avevo messo in guardia dagli ingiustificati catastrofismi che ingenerano solo ansia nella popolazione - ha proseguito Vaia -. Oggi possiamo dire che siamo molto vicini al mare calmo".

capture 002 10022022 105624L'imposizione del green pass è una misura politica e gli scienziati non sono stati neanche interpellati dal governo di Mario Draghi a riguardo. Questo sembra emergente dai documenti mostrati martedì 8 febbraio a Fuori dal coro, il programma di Rete 4. Il direttore e Mario Giordano è furibondo: "Questa è una mail di uno dei più importanti esponenti del CTS, il comitato tecnico-scientifico, che dice che il green pass è una misura politica" sbotta il giornalista mostrando alcuni stralci di una email. 

Comunicazioni in cui "questo esponente del comitato tecnico-scientifico, quindi rappresentante della scienza, si dice sconcertato di una delle ultime decisioni del governo, a gennaio - attacca Giordano - che è una decisione politica, dice e lo scienziato". Da due anni ogni restrizione decisa dall'esecutivo è stata prese "in nome della scienza", oggi c'è la prova che spesso e volentieri non è così. "Lo dice la scienza una mazza, se è sconcertato questo figurarsi quanto siamo sconcertati noi" dice ancora Giordano. 

Ma cosa dice la mail che risale a gennaio 2022, quando con il Dl Covid è stato appena introdotto l'obbligo vaccinale. Un "altissimo rappresentante del comitato tecnico-scientifico" e "ascoltato consulente del ministero" scrive così in questa email: "Le confesso che anch'io sono sconcertato a fronte di certe decisioni, rispetto alle modalità in cui vengono prese. Le cito ad esempio il nostro mancato coinvolgimento" nell'ideazione delle misure. Insomma, lo dice la scienza ma gli scienziati del Cts non sono stati neanche interpellati. 

capture 001 10022022 105244I morti per Covid vanno distinti da quelli che, invece, muoiono per altre cause pur essendo positivi al Covid. È questa la posizione di Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze all’ospedale Sacco di Milano. La dottoressa, ospite della puntata di mercoledì 9 febbraio di "Stasera Italia", ha ancora una volta lanciato un allarme, così come il collega virologo Matteo Bassetti: la conta dei morti da Covid viene fatta male. “Ormai da quasi due anni dico che i numeri di questa pandemia sono stati calcolati in maniera errata. Vorrei sottolineare che ancora negli ospedali si ha questa conta dei decessi senza distinzione tra morti con Covid e morti per Covid”.

Oltre a questo, la Gismondo sottolinea l’importanza delle cure che, se somministrate con criterio e nelle giuste tempistiche, possono salvare molte vite. “Vorrei anche cogliere l’occasione per sottolineare un fattore molto importante di cui non si parla – afferma la dottoressa - Io mi chiedo se alcuni di questi morti, non certamente tutti, avrebbero potuto non essere morti ma guariti se finalmente si usassero gli antivirali e le terapie delle quali si parla poco. Per l’accesso a queste terapie c’è una burocrazia così lunga da vanificare il loro utilizzo”.