Quando si comincerà a parlare dei "veri" problemi degli Italiani?
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Fin dai suoi primordi l’arte cinematografica ha intessuto rapporti privilegiati e in più di un caso ‘necessari’ con altre forme di espressività artistica e creativa. L’intersezione e la stretta compenetrazione che si crea tra cinema e musica, cinema e teatro, cinema e danza e soprattutto, tra le molte altre, quella tra cinema e letteratura, testimoniano di questa necessità della settima arte di utilizzare canoni espressivi che con essa si fondono dando luogo così ad una ulteriore composita forma d’arte e di creatività: il film.
Si tratta di un assunto che non può essere messo in discussione e che risulta di facile comprensibilità anche solo a prendere in considerazione le connessioni che esistono tra il cinema e la letteratura.
Possiamo, in prima istanza, individuare un denominatore comune tra film e opera letteraria nel racconto e chiarire poi, almeno in via generale, che la natura di tale connessione può essere efficacemente messa in luce attraverso una preliminare definizione di termini come racconto e narratività.
‘Se il racconto’, osservano Rondolino-Tomasi, ‘è un dato concreto e fattuale – ad esempio Il gattopardo di Tomasi di Lampedusa è un racconto letterario e Il Gattopardo di Visconti è un racconto cinematografico – la narratività va invece intesa come “un insieme di codici, procedure e operazioni, indipendenti dal medium nel quale esse si possono realizzare, ma la cui presenza in un testo ci permette di riconoscere questo ultimo come un racconto” [gli autori citano qui Andrè Gardies, 1993, Le rècit filmique, Hachette, p.28, n.d.r.]. La narratività ha così un natura virtuale e non può esistere concretamente che nel momento in cui è diventata un racconto. Il rapporto tra narratività e racconto è in sostanza simile a quello fra grammatica e lingua. Il problema che allora ci si è posti nell’ambito della narratologia, la disciplina che studia la narratività, è stato quello di individuare quell’operazione minimale di narratività che, fatta propria da un testo, mi permetta di riconoscerlo come racconto. ’[Gianni Rondolino – Dario Tomasi, Manuale del film, Utet, Torino 2005, p.9]. Non solo assistere alla proiezione di un ‘racconto cinematografico’ e leggere una narrazione letteraria richiede all’occasionale fruitore del film e a quello del libro che contiene una storia, un romanzo, lo svolgimento di azioni completamente diverse l’una dall’altra, ma le regole ‘grammaticali’ e le chiavi interpretative che ci consentono di impadronirci del significato dell’opera cinematografica sono assai differenti rispetto a quelle che utilizziamo quando ci accostiamo a un’opera letteraria.
Ha poco senso sostenere che un determinato film è meglio riuscito o più interessante rispetto all’opera letteraria da cui è tratto o a cui è ispirato: si tratta infatti di due modalità espressive tra loro completamente differenti e pertanto non valutabili secondo identici metri di giudizio.
Ricorda Maurizio De Benedictis che il regista americano Howard Hawks ‘fu amico dei due principali scrittori americani del suo tempo, Hemingway e Faulkner. Col primo andava a caccia e pesca; e in una di queste occasioni gli chiese di scrivere per il cinema. Quando Hemingway si schermì, negando di saperlo fare, Hawks gli disse che invece lui era in grado trarre un buon film dal romanzo più scadente dell’amico, Avere e non avere. Come vedremo, vinse la scommessa. […] Il film, che Hawks dice tratto quasi per scommessa dal libro piu “brutto” dell’amico Hemingway – lavorando non su ciò che v’era di triste, il tema dell’invecchiamento dell’eroe, bensì sullo slancio dell’incontro con una ragazza molto più giovane - , s’ispira anche al clima di Casablanca…” [Maurizio De Benedictis, Il Cinema americano dalle origini ai nostri giorni, Newton & Compton, Roma 2005, pp. 88 e 96.]. L’esperienza hawksiana sembra ricordarci che una eventuale comparazione tra film e racconto letterario scritto può essere effettuata utilmente quando si tratta di accertare la rispondenza del primo allo spirito del secondo e di analizzare criticamente, se ve ne sono, tutte le differenze nello svolgimento della trama e quelle di significato che emergono infine rispetto al romanzo una volta esaurita la fase di trasposizione cinematografica e le motivazioni che hanno portato il regista del film a discostarsi dalla narrazione scritta.
Il film opera d’arte dotata di impianto narrativo (opera, cioè, che racconta una storia), può essere basato su un soggetto e su una sceneggiatura che possono essere trasposti da un’opera narrativa inizialmente destinata alla divulgazione scritta (un romanzo) o da un’opera che ha già trovato rappresentazione in ambito teatrale. Di per sé, il soggetto originale di un film, quello, cioè, non desunto da preesistenti opere letterarie di tipo diverso e la sceneggiatura di un’opera cinematografica costituiscono un’opera di carattere letterario e sono scritti spesso da scrittori di professione.
Molti sono, inoltre, i cineasti attivi in campo letterario e gli scrittori che comunque attivamente si occupano o si sono occupati di cinema raggiungendo, anche in quest’ultimo campo nelle vesti di regista, soggettista, sceneggiatore, e via dicendo, risultati di altissimo livello artistico-creativo.
Tra opera letteraria destinata alla pubblicazione e lo scrivere per il cinema, però, esistono differenze di fondo sensibili.
Mentre la letteratura e la narrazione destinata alla pubblicazione cartacea si sviluppano in genere liberamente e incondizionatamente e sono quindi interamente dovute al genio, alla sensibilità e all’intento dell’autore che con esse desidera trasmettere al lettore una esperienza oppure un certo messaggio, la realizzazione di un film, ben lungi dall’essere espressione unica del regista, risulta gravata da numerose limitazioni di carattere tecnico, finanziario e organizzativo che attengono alla raggiungimento del risultato artistico voluto. La componente letteraria di un’opera cinematografica sembra porsi, per così dire, in secondo piano rispetto alla componente visiva e scenica della stessa. Il regista americano Ethan Cohen è autore di una raccolta di brevi racconti che ha per titolo ‘The Gates of Eden’ ; riferendosi alla propria esperienza di scrittore egli sostiene di aver potuto, grazie alla propria attività letteraria, ‘finalmente apprezzare la differenza tra l’approccio assolutamente personale della scrittura non cinematografica e la situazione di imprescindibile collaborazione del cinema’. [Ethan Cohen, intervistato da Antonio Monda, nell’edizione italiana del libro citato intitolata I cancelli dell’Eden, Einaudi, Torino 2006, p.VIII]. Una visione diffusa, quella di Cohen, che conferma quanto il cinema sia un’arte fortemente condizionata da eventi e circostanze esterne.
La trasposizione cinematografica di un’opera letteraria può avvenire (o non avvenire) in modo del tutto coerente con i contenuti e l’intento dell’autore sul fronte del significato di quest’ultima. Non di rado l’autore dell’opera da cui il film è tratto è chiamato a dare il proprio fattivo contributo quando si tratta di scrivere la sceneggiatura del film e in generale quando siano ritenuti necessari per ottenere una corretta o efficace trasposizione del romanzo, suoi ulteriori interventi, diciamo, ‘interpretativi’ o suggerimenti. Altre volte il racconto letterario fornisce al regista solo il pretesto e una generica ispirazione. In questi casi il regista filtra la storia che è oggetto dell’opera letteraria attraverso la propria particolare sensibilità. Il film, così, potrà discostarsi in modo più o meno rilevante rispetto ad una o più particolari componenti del semplice racconto letterario. Il problema di cui qui si parla si pone, naturalmente, anche nell’ambito teatrale e in quello del melodramma. La rappresentazione delle opere teatrali dirette da Luchino Visconti, per esempio, è stata, in più di una circostanza, accompagnata da forti critiche e polemiche motivate da una presunta lettura del testo da parte del regista eccessivamente personale. E’, questo, il caso delle opere Il giardino dei ciliegi, di Cechov, messa in scena dal regista lombardo nel 1965, di After the fall, di Arthur Miller, anch’essa rappresentata nel 1965 e Tanto tempo fa, di Harold Pinter; della messa in scena di quest’ultimo dramma lo stesso commediografo inglese rimase talmente contrariato che commentò: ‘Non ho mai sentito parlare o assistito ad una rappresentazione come questa che prescinde totalmente dagli intenti dell’autore e che introduce distorsioni così gravi e scioccanti che io considero un travisamento.’ [citata in: Gianni Rondolino, Luchino Visconti, Torino 2003, p.510].
Il cinema ha rappresentato opere appartenenti a ogni genere o tendenza letteraria, dal romanticismo e dal romanzo ottocentesco in genere al realismo, dal verismo al surrealismo, dal futurismo al decadentismo, neorealismo, etc.. Tra i generi che da sempre figurano tra quelli più rappresentati al cinema vi è la fantascienza, particolare modalità espressiva che rappresenta situazioni che si collocano a metà strada tra la realtà e l’immaginazione di scenari futuri. La fantascienza ha fornito alla settima arte spunti e narrazioni che hanno portato alla realizzazione di autentici capolavori come, agli albori del cinema, Viaggio nella luna [Francia 1902], di Georges Melies, ispirato al romanzo di Jules Verne Dalla terra alla luna e, in tempi più vicini a noi, Blade runner, opera diretta dal regista americano Ridley Scott tratta dall’omonimo romanzo di Philip K.Dick.
Giovanni Graziano Manca
Il 13 ottobre la compagnia Ballet-ex si esibirà al teatro Greco di Roma, via Leoncavallo 13, nell’ambito della rassegna
“Che danza Vuoi ?2010” nello spettacolo Blue, coreografia di Luisa Signorelli. Musiche : Franz Schubert e autori vari
Interpreti:Valerio Moro, Pietro Pelliccia, David Samà, Giovanni Scura,Luisa
Signorelli, Simone Vacante
Così la coreografa descrive il suo lavoro: “Gli assetati della vita, i pazzi del vivere, del tutto e subito, quelli che non
sbadigliano mai e non dicono mai banalità, ma bruciano, bruciano come favolosi fuochi di artificio in una danza senza
fine ricca di emozioni…..tutto questo è “Blue”…..uno spettacolo in cui le storie delle nostre emozioni con le loro contraddizioni,
i duelli interiori e l’ inesplicabile senso di rimpianto vengono tradotti in danza”
Alle ore 21.00 per una serata ricca di magia, forza, dinamismo ed emozioni.
Sconti per compagnie,scuole, enti, anziani, gruppi
Info : http://www.balletex.com - cell: 3394767039
CHE CI FACCIO IO QUI? I BAMBINI NELLE CARCERI ITALIANE
Fotografie di Marcello Bonfanti, Francesco Cocco, Luigi Gariglio, Mikhael Subotzky e Riccardo Venturi Roma, Sala Santa Rita, 9 – 29 settembre 2010

Denunciare la condizione dei bambini costretti alla reclusione in spazi inappropriati, questo l’obiettivo principale della mostra-reportage Che ci faccio io qui? I bambini nelle carceri italiane, ospitata presso la Sala Santa Rita del Comune di Roma in via Montanara 8 (Piazza Campitelli) dal 9 al 29 settembre 2010.
Alle immagini di 5 grandi fotografi - Marcello Bonfanti, Francesco Cocco, Luigi Gariglio, Mikhael Subotzky e Riccardo Venturi - è affidato il compito di documentare la realtà, spesso sconosciuta o ignorata, della vita quotidiana delle donne detenute e dei loro bambini. Se, infatti, molti sono stati i contributi fotografici rivolti alla situazione carceraria, manca un lavoro, specifico e completo, capace di documentare la situazione esistente nel nostro Paese e offrire uno sguardo complessivo su questa drammatica situazione.
La mostra è un’importante occasione per richiamare l’attenzione delle Istituzioni e dei parlamentari su questo problema e sollecitare la discussione sulla proposta di legge a "tutela del rapporto tra detenute madri e figli minori" attualmente in discussione al Parlamento. Le foto sono state scattate in 5 Istituti penitenziari femminili: Roma - Rebibbia, Avellino - Bellizzi Irpino-Pozzuoli, Milano - San Vittore, Torino - Lo Russo e Cutugno, Venezia - Giudecca.
Promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune di Roma, l’esposizione nasce dalla collaborazione tra Contrasto e l’Associazione di volontariato "A Roma, Insieme" con il sostegno della Provincia di Roma - Assessorato alle politiche Sociali e della Famiglia. Organizzazione di Zètema Progetto Cultura.
“A Roma, Insieme” è un’associazione di volontariato nata nel 1991 per sviluppare progetti sulle politiche sociali della città e dal 1994 ha concentrato la sua attività sul lavoro con le donne e i bambini in carcere. L’associazione, che si rappresenta con la frase "nessun bambino varchi più la soglia di un carcere", dal 1994 promuove e realizza una serie di attività concrete per limitare i danni del carcere sui bambini e ad aiutare le donne a gestire il rapporto con i propri figli durante la detenzione e favorire il loro reinserimento sociale, ma allo stesso tempo mira a sensibilizzare l’opinione pubblica e per attivare risposte adeguate da parte delle Istituzioni sia locali che nazionali.
Il reportage fotografico è stato realizzato da 5 professionisti di fama internazionale, selezionati tra quelli più attenti ai problemi sociali e alle questioni carcerarie: Marcello Bonfanti, Francesco Cocco, Luigi Gariglio, Mikhael Subotzky e Riccardo Venturi.
Estinzione dei processi penali in caso di violazione dei termini di ragionevole durata: è questa la più importante (ma non l'unica) novità contenuta nel disegno di legge n. 1880 sul "processo breve" approvato dal Senato della Repubblica il 20 gennaio 2010. L'obiettivo dichiarato del provvedimento è quello di rendere più certi presupposti, procedura e quantificazione dell’equo indennizzo, nel quadro di un generale contenimento degli effetti, anche economici, derivanti dalla durata non ragionevole dei processi.
Le nuove norme stabiliscono i tetti di durata massima di un giudizio penale (da Altalex, 21 gennaio 2010):
- per i reati con pena inferiore ai 10 anni, 3 anni dal momento in cui il Pm ''esercita l'azione penale'' in primo grado, 2 anni per il secondo grado e un anno e 6 mesi per la Cassazione;
- per i reati con pene pari o superiori ai 10 anni, 4 anni in primo grado, 2 anni in secondo grado e un anno e 6 mesi in Cassazione; in caso di annullamento della Cassazione con rinvio al tribunale o in appello il tetto è fissato in un anno per ogni grado di giudizio;
- per i reati di mafia e terrorismo, 5 anni per il primo grado, 3 in secondo grado e 2 anni in Cassazione; in caso di annullamento e rinvio della Cassazione il tetto è fissato in un anno e 6 mesi per ogni grado di giudizio (in considerazione della complessità delle indagini o della numerosita' degli imputati, il giudice ha la facolta' di prorogare i tempi di un terzo per ciascun grado di giudizio)
In teoria la legge sarebbe giusta, in teoria. Ma in pratica, tenendo conto che i giudici ed il personale di giustiza sono del tutto insufficienti già oggi, non si potrà umanamente ridurre i tempi senza avere uomini e mezzi (ovvero soldi) a disposizione!
Cosa dice la legge, anzi il disegno di legge 1880 approvato al Senato per i processi in corso? C'è un articolo in particolare che prevede dei "benefici" per personaggi come Silvio Berlusconi? Basta leggere l'articolo 9:
(Disposizioni transitorie)
1. Nei processi in corso alla data di entrata in vigore della presente legge, relativi a reati commessi fino al 2 maggio 2006 e puniti con pena pecuniaria o con pena detentiva, determinata ai sensi dell’articolo 157 del codice penale, inferiore nel massimo a dieci anni di reclusione, sola o congiunta alla pena pecuniaria, ad esclusione dei reati indicati nell’articolo 1, comma 2, della legge 31 luglio 2006, n. 241, il giudice pronuncia sentenza di non doversi procedere per estinzione del processo quando sono decorsi più di due anni dal provvedimento con cui il pubblico ministero ha esercitato l’azione penale, formulando l’imputazione ai sensi dell’articolo 405 del codice di procedura penale, ovvero due anni e tre mesi nei casi di cui al comma 7 dell’articolo 531-bis del codice di procedura penale, introdotto dall’articolo 5 della presente legge, senza che sia stato definito il giudizio di primo grado nei confronti dell’imputato. Si applicano le disposizioni previste dal citato articolo 531-bis, commi 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10 e 11.
2. Salvo quanto previsto al comma 1, le disposizioni di cui all’articolo 531-bis del codice di procedura penale non si applicano ai processi in corso alla data di entrata in vigore della presente legge.
3. Le disposizioni di cui all’articolo 4 si applicano anche ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della presente legge quando dal deposito della citazione a giudizio nella segreteria della competente sezione giurisdizionale sono trascorsi almeno cinque anni e non si è concluso il giudizio di primo grado.
A buon intenditor, poche parole!
Alcuni tragici esempi: 1) Bergamo Lei cristiana non si vuole convertire alla religione islamica. Ma lo ama e resta incinta. Lui la accoltella e le fa perdere il bimbo. 2) Ragazza colpita alla gola con un punteruolo dal padre perchè aveva una relazione con un albanese. 3) Hina Saleem, la pakistana assassinata dal padre con l'aiuto di altri famigliari in provincia di Brescia, perché "colpevole" di convivere con un italiano cristiano. 4) Treviso, il marito marocchino picchia la moglie italiana perché non vuole diventare islamica.
Ed all'estero? In Svezia Fadime Sahindal è stata uccisa a colpi di pistola perché si era avvicinata alla cultura occidentale. All’inglese Heshu Yones hanno tagliato la gola perché aveva un fidanzato cristiano. A Londra ragazzo pugnalato e sfregiato: la sua “colpa” era stata quella di frequentare una coetanea britannica di origini pachistane e di religione musulmana. E per poco anche la ragazza non seguiva la stessa sorte.
Un recente rapporto compilato dal Consiglio d’Europa e redatto dal parlamentare inglese John Austin, parla di decine di casi spiegando le “colpe” delle vittime dei delitti d’onore: dal frequentare amici cristiani (fino a convertirsi a un’altra fede) ad avere amici non musulmani, dalla volontà di leggere libri “impuri”, fino alla colpa di essere troppo “indipendenti” e moderne.
E' un dato di fatto che oltre il 75% tra matrimoni e convivenze miste finisca in separazione o in processi penali. Milioni sono le denunce di violenza sulle donne in Italia. Il motivo di fondo sono le profonde differenze culturali e religiose, è inutile negarlo. I matrimoni misti sono triplicati in 10 anni, e la maggior parte sono composti da un coniuge italiano ed un cittadino di fede islamica, ma poi si finisce con un divorzio. I motivi sono sempre gli stessi: la pretesa del marito islamico di far convertire la moglie al Corano, di educare i figli secondo la cultura islamica, di imporre il velo alle mogli, di impedire loro di frequentare amici italiani. Infatti tutte le organizzazioni islamiche (anche le più moderate) incitano il musulmano a far convertire il proprio partne: è la religione che lo pretende...
Quindi, per non avere di questi problemi, resta valido il vecchio detto "moglie e buoi dei paesi tuoi".
(con quattro Video) "Occupiamo l'Emilia" è un film inchiesta, un documentario di 80 minuti, sull'avanzata della Lega Nord nella regione rossa per eccellenza. Realizzato tra maggio e giugno da tre giornalisti modenesi, Stefano Aurighi, Davide Lombardi e Paolo Tomassone che non sono leghisti ma hanno voluto capire come la lega abbia potuto occupare spazi che prima erano di sinistra. Di seguito il trailer di "Occupiamo l'Emilia", il film inchiesta sull'avanzata della Lega Nord nella regione di sinistra per antonomasia. Un viaggio lungo la linea rossa che tiene ancorato il Nord al resto del Paese. Disponibile dal settembre 2010 in dvd e online (occupiamolemilia.blogspot.com)
{youtube:http://www.youtube.com/watch?v=WI6Ne1i7VQg}
Scene extra (non comprese nel film)
La Padania può attendere Massimo Rossi, ex vicesindaco leghista di Pennabilli (Rimini), in Valmarecchia, delinea le tappe della lotta della Lega Nord per l'autonomia della Romagna dalla Regione.
{youtube:http://www.youtube.com/watch?v=7lXTkTuNa4U}
Il Vescovo andrà a Canossa? Mauro Manfredini, consigliere regionale modenese della Lega Nord, spiega il rapporto del Carroccio con la Chiesa cattolica. Secondo Manfredini, sarà quest'ultima a "muoversi" verso la Lega, partito che - sempre secondo il consigliere - difende la tradizione e i valori cristiani. "Il crocifisso lo sentiamo nostro, padano. La Chiesa dovrebbe solo ringraziarci - spiega - per le battaglie che abbiamo fatto in sua difesa". "Sarà il Vescovo di Modena a chiedere un giorno di incontrarmi - conclude - io da lui non ci vado".
{youtube:http://www.youtube.com/watch?v=X8FYZagBKbw}
Una questione di polso Jacopo Morrone, segretario provinciale di Forlì- Cesena della Lega Nord, spiega il significato e valore simbolico del fazzoletto verde portato al polso.
{youtube:http://www.youtube.com/watch?v=UMYtyoXZlPk}
Dopo alcuni casi di auto-combustione della Ferrari 458 Italia, avvenuti due in Cina (vedi un filmato sotto), a Parigi ed in Giappone, Maranello aveva dichiarato che avrebbe indagato ed ha trovato il motivo: in determinate condizioni di calore una colla dei passaruota può colare sugli scarichi e portare al surriscaldamento del materiale adesivo, con il risultato di sviluppare fumo o fiamme. Ora Maranello ne ha richiamate 1.248.
{youtube:http://www.youtube.com/watch?v=ZrHA5uppKZQ}
E’ un dialogo affascinante e ricco di sfaccettature, tra passato e contemporaneità, quello che scaturisce dalla mostra “In viaggio verso l’ignoto. L’archeologia fotografata da Elena Munerati” ospitata dal 17 settembre al 28 novembre prossimi nella preziosa cornice dello Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas, a Trento, sotto piazza Cesare Battisti, tra le vestigia dell’antica Tridentum romana. L’iniziativa è della Soprintendenza per i Beni librari archivistici e archeologici della Provincia autonoma di Trento che ha così inteso rendere omaggio a Elena Munerati, grande fotografa che nel corso degli anni ha documentato, e documenta tuttora, con maestria e passione la storia e le vicende dell’archeologia trentina
Sono oltre 50 le immagini, tutte in bianco e nero realizzate e stampate con tecniche esclusivamente manuali, presenti nella mostra, curata da Lorenza Endrizzi con la collaborazione di Susanna Fruet, mentre il progetto di allestimento e grafico è di Roberto Festi. Si tratta di scatti di particolare suggestione che raccontano, attraverso un lungo percorso artistico, una personale visione delle antiche testimonianze dell’uomo. Scatti imprevisti e originali al di là del soggetto, da cui emergono una spiccata sensibilità nel catturare dettagli inediti, uno sguardo ricco di intensità e di profonda poesia. Un viaggio verso l’ignoto, in un passato che l’obiettivo di Elena Munerati rende sorprendentemente contemporaneo.
L’esposizione è corredata da un catalogo di 84 pagine con 60 immagini, per la maggior parte inedite, e contributi di Lia Camerlengo, Gianni Ciurletti, Franco Nicolis e Laura Bertoli, oltre ad un omaggio grafico di Renato Perini.
Dalle più famose campagne di scavo ai reperti più noti, passando per contesti meno conosciuti eppure fondamentali per tracciare la storia più antica di questo territorio tra le montagne, Elena Munerati ha documentato il patrimonio archeologico e artistico trentino con grande padronanza della tecnica unita a senso artistico e vena creativa non comuni. La sua opera attraversa e allo stesso tempo traccia la storia della fotografia trentina a cavallo di due secoli, segna un passaggio generazionale che è anche trasmissione di saperi, tecniche e conoscenza di un mestiere che nel suo caso travalica i confini del metodo fotografico per esplorare il mondo dell’arte.
Non è stata impresa semplice quella dei curatori che hanno dovuto scegliere fra migliaia di immagini, tralasciandone molte a malincuore. Il risultato vuole offrire a chi guarda la possibilità di cogliere anche nel più piccolo frammento le linee di una storia perduta, nei paesaggi il riaffacciarsi da tempi lontani di un racconto dimenticato, nei volti l’arcano mistero della vita.
Elena Munerati ha vissuto l’infanzia e l’adolescenza fra le mura del Castello del Buonconsiglio a Trento, proprio negli anni in cui la sapiente opera di restauro di Giuseppe Gerola lo recuperava a nuova vita. Ha respirato il fascino della fotografia sin da bambina nel laboratorio che Sergio Perdomi, primo storico fotografo della Soprintendenza trentina, aveva nel castello. Ha svolto parte della sua lunga attività con Rodolfo Rensi di cui fu allieva. Una formazione di tutto rispetto, dunque, affinata dall’occhio attento all’oggetto d’arte di Gerola e dalla grande tecnica e profonda sensibilità e cultura di quei maestri fotografi. Sono questa visione del contesto e dell’oggetto archeologico e l’attenzione per la bellezza del dettaglio che contraddistinguono da sempre l’arte di Elena Munerati e che emergono anche nelle immagini in mostra al S.A.S.S.
La mostra è visitabile fino al 28 novembre da martedì a domenica con orario 9.30-13/14-18 (fino al 30 settembre) e dal 1 ottobre 9-13/14-17.30.
In viaggio verso l’ignoto. L’archeologia fotografata da Elena Munerati
S.A.S.S. Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas, Trento, piazza Ceare Battisti,
dal 17 settembre al 28 novembre 2010
Mostra organizzata dalla Soprintendenza per i Beni librari archivistici e archeologici della Provincia autonoma di Trento. Catalogo Soprintendenza per i Beni librari archivistici e archeologici della Provincia autonoma di Trento.
Orario: da martedì a domenica fino al 30 settembre ore 9.30-13/14-18; dal 1 ottobre ore 9-13/14-17.30.
Ingresso euro 2, ridotto euro 1, gratuito fino ai 18 e oltre i 65 anni
Informazioni: tel. 0461.492161, 0461.230171, sopr.librariarchivisticiarcheologici@provincia.tn.it
Informazioni
Provincia autonoma di Trento
Soprintendenza per i Beni librari archivistici e archeologici, Via Aosta, 1
38122 Trento
Tel. 0461 492161, Fax 0461 492160
E-mail: sopr.librariarchivisticiarcheologici@provincia.tn.it
www.trentinocultura.net/archeologia.asp
Cara Anna, ti comunico che il mio trasferimento è definitivo: lascio la Basilicata.
Con questa laconica “mail” una giovane donna della Provincia di Potenza sposa e madre di due adolescenti e Responsabile regionale del nostro Movimento mi ha comunicato il trasferimento dell’intero suo nucleo familiare al Nord.
Cara Filomena,
mi parlavi spesso, del tuo disagio di vivere costantemente lontana da tuo marito impegnato in un lavoro itinerante in varie parti di Italia senza prospettiva alcuna di potersi fermare in Basilicata pur sussistendone le opportunità, della tua preoccupazione che anche i tuoi bellissimi figli avrebbero tra poco seguito l’esempio del padre prima per completare gli studi e successivamente per essere gratificati da un lavoro dignitoso, della tua voglia comunque di lavorare per la tua e per la nostra Terra per contribuire al suo sviluppo ed alla sua emancipazione operando all’interno della nostra Associazione.
Ti ho sempre esortato a desistere da tali propositi , ad avere pazienza nella speranza di un futuro migliore. Tu mi hai ascoltato e tenace ed indomita hai continuato nell’attività sociale che abbiamo sempre condiviso con la prospettiva che qualcosa prima o poi sarebbe cambiato in una Regione, come la nostra, dove è difficile fare tutto, persino il volontariato.
Dove è difficile cambiare, dove appare difficile mettere a reddito le risorse delle quali la nostra Regione pur dispone, dove è difficile insomma, cara Filomena, il futuro.
Questa vicenda mi vede sconfitta due volte. Una prima volta perché nonostante il nostro impegno e delle associate tutte, siamo riuscite a modificare in trascurabile parte il contesto sociale nel quale operiamo, una seconda volta perchè con la tua partenza il nostro Movimento perde una delle Responsabili regionali più prestigiose che si è impegnata con il cuore per diffondere le nostre finalità sul territorio regionale .
Fino a qualche tempo fa erano i giovani, i figli a partire. Ora dobbiamo constatare che interi nuclei familiari abbandonano la nostra Terra.
Ed il rammarico, la tristezza è forte perché, cara Filomena, questa Terra pur potenzialmente prodiga con le risorse naturali delle quali dispone, non riesce con le sue Istituzioni a tradurre tale potenzialità in un reale stato di benessere. E’ diventata paradossalmente avara.
Cara Filomena, anche se sarai lontana, sai bene che il nostro legame di amicizia e del comune impegno sociale non si attenuerà, nella consapevolezza che nessuno di noi deve chiamarsi fuori da una battaglia che è ormai diventata la battaglia della vita e della sopravvivenza delle nostra Comunità regionale.
In bocca al lupo, Filomena, sono certa che ci rivedremo presto, qui, in Basilicata, per restare perché, per dirla come Euripide, “non v’è dolore più grande, che abbandonare la propria terra natia”
Un abbraccio forte a te ed ai tuoi da noi tutte.
Anna*
*Anna Selvaggi Tamburrino
Presidente Nazionale AIDE Associazione Indipendente Donne Europee Sede legale Via Ugo La Malfa,25 Matera
Se mai servisse una conferma della deriva sinistrorsa /comunistoide del Pdl, ecco a voi (e a noi) l’ennesima conferma. Stamane riceviamo una telefonata: un nostro amico napoletano ci informa che è stato contattato da un consigliere provinciale del Pdl che gli ha fatto una richiesta particolare. “Stiamo organizzando con la Brambilla una contestazione a Fini quando parlerà a Mirabello. Riesci a riempirmi un pullman? E’ tutto a spese del partito”. Gli daranno anche il panino, in puro stile CGIL. E magari anche un libretto rosso con tutte le istruzioni per contestare il nemico del popolo…
Siamo davvero arrivati a un punto bassissimo: il Ministro del Turismo, invece di organizzare pullman di turisti stranieri alla volta della Provincia di Ferrara, nella magnifica Terra degli Estensi, perde tempo a organizzare pullman di squadristi della Libertà (?!?) per contestare la terza carica dello Stato. D’altronde, cosa potevamo attenderci da un Ministro del Turismo che trascorre le proprie vacanze in Francia? Siamo alle comiche finali. E questa volta per davvero.
Un progetto Deaphoto Expo A cura di Sandro Bini e Michelangelo Chiaramida. L’ibridazione dei generi, degli stili e dei linguaggi tipico della fotografia contemporanea nel Progetto Espositivo Deaphoto “Visual Storming” (a cura di Sandro Bini e Michelangelo Chiaramida) che sarà presentato in Mostra al Festival della Creatività 2010 di Firenze dal 21 al 24 Ottobre, presso il Complesso de Le Murate (Piazza della Madonna della Neve). Il tema proposto dai curatori si sviluppa spontaneamente dal confronto fra i lavori presentati da ognuno dei sette fotografi impegnati nel Progetto, in modo da provocare (tramite l’inevitabile confronto fra autori e immagini) uno spazio
di riflessione, interazione e dialettica visiva, sui sensi e i modi dell'agire e dell'apparire del “fotografico” nel panorama visivo contemporaneo. Inaugurazione Giovedì 21 Ottobre ore 19. Ingresso libero.
VISUAL STORMING
Un Progetto Deaphoto Expo
A cura di Sandro Bini e Michelangelo Chiaramida.
Giovanni De Leo - Lorenzo Rugiati - Michelangelo Chiaramida
Sabrina Ingrassia - Sandro Bini - Silvia Giannini - Simone Cecchi
FESTIVAL DELLA CREATIVITA’
BRAINSTORMING – Le idee che ci cambiano la vita
21-24 Ottobre 2010 - Firenze
Le Murate – Piazza Madonna della Neve
Giovedì ore 16-23, Venerdì, Sabato e Domenica ore 10-23
www.festivaldellacreatività.it - www.lemurate.comune.fi.it
Inaugurazione Giovedì 21 Ottobre ore 19.

Simone_Cecchi_-_Bra-in-storming

Sabrina_Ingrassia_-_Around_the_solution
Etimologicamente “fotografare” significa scrivere con la luce. Ma al di là della semantica, dentro l’arte della fotografia c’è una galassia di sensazioni: c’è il gusto di imprigionare istanti, sapori e colori; c’è la voglia di trasmettere emozioni e tradizioni. Questa è un po’ la filosofia dalla mostra del fotografo catanese Paolo Barone, una vetrina sulla Sicilia e della Sicilia per il mondo.
Le sue opere fotografiche saranno, infatti, esposte dal 6 al 25 settembre, a San Paolo del Brasile - nel prestigioso spazio espositivo del Conjunto National – per poi spostarsi, dal 10 al 30 ottobre in Cina, a Pechino, nel salone dell’Istituto Italiano di Cultura e sede dell’Ambasciata d’Italia. Il viaggio espositivo toccherà poi altre città della Repubblica Popolare Cinese.
La mostra - accolta con grande interesse dagli Istituti Italiani di San Paolo e di Pechino e realizzata con il sostegno della Presidenza della Regione Siciliana e delle Province Regionali di Caltanissetta e di Catania – esporta nel mondo tutta la magia della nostra isola, degnamente rappresentata nelle emozionanti visioni di un Paolo Barone “solitario ambasciatore di Sicilia”.
«Il profondo amore per la mia terra e la consapevolezza delle incomparabili bellezze di cui essa è naturalmente ricca – spiega l’autore della mostra – mi hanno spinto a raccontarla con immagini che spaziassero ovunque - dalla natura alla storia millenaria, dall’arte alle tradizioni, alla sua straordinaria cultura gastronomica – estranee alla tradizionale iconografia delle guide turistiche e pervase dagli elementi primari in cui l’isola è avvolta: la luce fiamminga e il colore al suo estremo. Questi gli ingredienti di quello che preferisco definire un sogno, più che un progetto».
E, in effetti, le foto della mostra internazionale di Barone sembrano dipinti realizzati con tocchi di pennello, a tratti delicati, a volte più decisi. Le mille sfumature colte in ogni scatto, esaltano i “soggetti” protagonisti.
Cinquanta le opere fotografiche in mostra, che catturano l’inestimabile patrimonio siciliano, fatto di tradizioni, di gente, di cultura, di arte, di architettura. Cinquanta istantanee per mezzo delle quali si può viaggiare intorno e dentro alla Sicilia.
Un percorso a tappe alla scoperta della storia dell’isola, rappresentata dalle foto di cattedrali, templi, castelli, monasteri; della sua natura, dal fuoco impetuoso dell’Etna - baricentro delle meraviglie sicule – al mare e alle spiagge dalle mille gradazioni, passando per le scogliere e le campagne colorate. Un cammino fotografico anche tra le millenarie tradizioni della Sicilia, tra carrettieri, pupi e ceramiche.
Foto 1:
La pasta. Un tripudio di forme e di saperi come annuncio dei piaceri del desco.
Nello sferruzzare delle dita attorno ai pani dell’impasto, si modella e assurge
a vita propria, sensuale e plastica, l’arte della genuinità
Foto 2:
Duomo, Monreale, Palermo. Le ombre nette del colonnato reiterano nella penombra
del chiostro la spiritualità del sito, il raccoglimento del luogo,
in un silenzio che echeggia di salmi e di visioni.
Le foto di Paolo Barone non colgono solo paesaggi, ma “catturano” anche gusti genuini: pane, pasta, formaggi, frutti della terra sembrano immortalati in un tutt’uno con i loro sapori, quasi a stimolare, oltre alla vista, anche il palato.
Un viaggio fotografico che renderà lo spettatore turista, catapultandolo dentro l’anima di una Sicilia che affascina e che emoziona per il solo fatto di essere rappresentata, senza artifici, nella sua vera essenza, un misto di miti, magia, tinte, sapori e fragranze.
CHI È PAOLO BARONE
Paolo Barone, 59 anni, catanese, destinato alla fotografia: abbandonati, quasi alla fine, gli studi in Medicina, quasi trent’anni fa, passa dalla pittura su tela alla magia della pellicola, che “riempie” con la sua fedelissima Canon con corredo di obiettivi Leitz, senza quelli che definisce «inutili automatismi».
Fotografo pubblicitario, per esigenze professionali, ha arricchito i prodotti da immortalare con luci, presenze, ombre che richiamavano le composizioni pittoriche fiamminghe.
Vanta innumerevoli presenze su riviste nazionali ed estere, svariati lavori editoriali e mostre internazionali (in Uruguay, Germania, Inghilterra e Brasile).
(con Video) La donna spinta dall'amore per Gesù si inginocchia senza osare stargli davanti e gli lava i piedi con le lacrime... Le lacrime esprimono il senso di gioia assoluta che ci pervade allorquando Dio si manifesta alla nostra vita nella Sua vera nature ...Amore
Quella donna è stata perdonata...e al cospetto della Grazia non può far altro che lasciarsi permeare ... (scorpioligaa)
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E' vero che negli ultimi anni gli insegnanti di Religione Cristiana sono addirittura aumentati: 26.000 in servizio, di cui 14.000 di ruolo? Docenti che hanno una singolare, doppia matrice giuridica: nominati (o rimossi) dalla Curia, pagati dalle tasse di tutti gli Italiani.
Oggi doveva essere ad Ariano irpino il signor ministro Gelmini. Migliaia di docenti erano pronti ad accoglierla. Ha preferito disdire l’appuntamento. Governanti costretti a fuggire dai loro cittadini. Del resto abbiamo un ministro dell’istruzione che lavora in realtà per la concorrenza (le scuole private). Ma il popolo è stanco e grida giustizia.
In tempi di vacche magre e di programmi mordi e fuggi ogni tanto fa piacere leggere una notizia che, se venisse confermata, proverebbe ciò che noi, irriducibili videodipendenti della prima ora, cerchiamo di affermare da tempo immemore: il mezzo televisivo, troppo spesso vituperato e messo sotto accusa per la vacuità dei contenuti che spesso ci propina, è ancora in grado di sorprenderci prevedendo iniziative e progetti che, almeno per una volta, invece di seguire pedissequamente la moda, offrono un vero esempio di quello che viene propriamente detto pubblico servizio.
I lettori meno giovani ricordereranno sicuramente le lezioni del mitico professor Manzi che, tra gli anni 50 e 60 tentò con successo, proprio in televisione, di alfabetizzare molti italiani con il suo Non è mai troppo tardi. Ebbene, a distanza di più di quarant’anni (che televisivamente parlando è come dire quattrocento) di fronte ad una società ormai del tutto scolarizzata (salvo rari casi: basti guardare le Pupe e i secchioni la domenica sera) e viziata dalla dilagante tecnologia, sembra profilarsi all’orizzonte un nuovo progetto, avente uno scopo istruttivo ed integrativo, che coinvolge la piattaforma Sky ed ha come destinatari i molti immigrati residenti nella penisola.
E’ notizia di questi giorni l’incontro avvenuto a Montecitorio tra Gianfranco Fini e il figlio del magnate australiano Murdoch per definire modalità e contenuti del lancio di un nuovo canale, denominato in maniera simbolica Babel Tv, il cui compito sarà, a partire dal prossimo novembre, quello di fornire un servizio televisivo a tutti gli stranieri d’Italia, proponendo trasmissioni in italiano per favorire il loro processo d’integrazione nel nostro paese.
Nel palinsesto di Babel Tv ci saranno film e programmi d’intrattenimento importati dal paese d’origine e doppiati nella nostra lingua ma anche e soprattutto uno spazio quotidiano dedicato all’insegnamento della lingua e della legislazione italiana. I fruitori del servizio saranno necessariamente gli immigrati regolarmente residenti nel paese in quanto, essendo il canale previsto dalla piattaforma di Sky, sono richiesti per l’abbonamento il possesso dei legali documenti nonché del codice fiscale.
Fortemente voluto dall’attuale Presidente della Camera, Babel TV fa fronte all’esigenza di trasmissioni televisive che aiutino l’integrazione nel nostro paese e, nello stesso tempo, favoriscano lo sviluppo di una società più aperta alle differenze e alla multietnicità.
Se questo progetto dovesse realmente realizzarsi nei brevi tempi previsti ci stupisce come, nell’era della proliferazione dei canali tematici e della digitalizzazione, non sia stata la Rai, la concessionaria del servizio pubblico per eccellenza, a pensare ad un progetto del genere (che avrebbe dato senza dubbio un senso al suo ruolo istituzionale nella telecomunicazione) ma abbia dovuto provvedere a questa iniziativa una piattaforma a pagamento come quella di Murdoch. (da davidemaggio.it)
Tutto esaurito per la prima del 1° ottobre di Atlantis Down, il film americano del giovane regista italiano Maximiliano Bartoli (Max per gli amici).
Di seguito il video dell'intervista fatta al regista e a Eathan Marten sul canale Fox 43 per la presentazione del film.
The film industry is starting to recognize that Hampton Roads can be just right for filming.'Atlantis Down' was shot in Virginia Beach and in Portsmouth! Max Bartoli and Ethan Marten are the ones behind the upcoming movie, 'Atlantis Down' and they joined us this morning on The Hampton Roads Show! The World Premiere of 'Atlantis Down' is October 1st at the Commodore theater. There are a few tickets left for the premiere, but it will run through the 7th. Be sure you get your tickets at atlantisdown.com
http://www.fox43tv.com/dpp/hr_show/Atlantis-Down
Si compone di 2 soli articoli: 1°) I processi che riguardano il premier Silvio Berlusconi potranno essere effettuati solo quando l'imputato avrà raggiunto l'età di 120 anni. 2°) In cambio il premier Silvio Berlusconi si impegna a risolvere i veri problemi degli Italiani. Firmato, per il popolo Italiano, il Presidente della Repubblica Italiana. Semplice, no? sarà la 37ima legge ad personam, ma almeno sarà finalmente chiara per tutti, senza trappole per nessuno e così si smetterà di trovare altri trucchi, processi brevi, lunghi, ecc.
Siamo nel 1963, eppure per la generazione di Totò è ancora vivo il ricordo del fascismo. Il tono di voce di La Trippa scimmiotta quello Mussolini, è quasi un'imitazione comica: fate caso al ritmo del discorso e alla scomparsa delle vocali in alcune parti. Questa scena è anche una satira verso un linguaggio politico che non c'è più, decaduto in un condominio che fa da spalla comica alle memorabili espressioni di Totò.
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Anche gli edifici così come gli elettrodomestici devono garantire delle prestazioni energetiche efficienti ovvero devono garantire dei livelli di consumo di combustibile tali da non impattare eccessivamente sull’ambiente che ci circonda. I valori di consumo degli immobili vengono stabiliti, in linea generale, dal decreto ministeriale 26 giugno 2009 che un provvedimento normativo che completa quanto stabilito dal decreto legislativo 192/2005 che a sua volta deriva da una direttiva per ed in particolare da 2002/91/CE. La certificazione energetica assume diversi aspetti in funzione delle singole regioni nelle quali si trova l’immobile ma in linea di massima questo documento, la cui durata legale è di 10 anni, deve essere redatto da un professionista abilitato ed iscritto ad un apposito albo professionale. Il certificatore energetico, questo è il nome del professionista della certificazione energetica, eseguirà una sede di calcoli sull’immobile con lo scopo di inserirlo all’interno di una classe energetica di consumo che parte dalla lettera A+ fino ad arrivare alla lettera G. Questo documento deve essere prodotto in diversi casi quali ad esempio il trasferimento di zone rosa dell’immobile oppure, dal giorno 1 luglio 2010, anche nei casi di affitto. I costi di questa operazione variano e cadono sempre comunque sulla testa del venditore che deve garantire la rispondenza dell’immobile, attraverso una serie di documenti, che devono essere per forza consegnati all’acquirente oppure al locatario. La pratica della certificazione energetica mediante la quale viene prodotto il certificato energetico , nonostante ad uno scopo molto nobile, di rivista come una vera e propria tassa specie in un ambito in cui le Istituzioni cercano di dribblare le proprie responsabilità come ad esempio la regione Lombardia che, se da un lato si presenta come regione virtuosa avendo applicato per prima gli obblighi imposti dalla comunità europea relativamente alla certificazione energetica degli edifici proprio nel mese di agosto si è resa protagonista dell’ennesima proroga connessa agli adempimenti normativi ed in particolare il 4 agosto 2010 è stato concesso un anno di tempo in più per quanto riguarda la certificazione energetica degli edifici pubblici oppure adibiti ad uso pubblico con superficie superiore ai 1000 m quadri che sarebbe dovuto entrare in vigore proprio nel mese di luglio del medesimo anno. Detta proroga sarà peraltro molto probabilmente rinnovata dal momento che la normativa non prevede sanzioni di alcun tipo in caso di mancata certificazione energetica degli edifici stessi.
E’ quanto ha stabilito il Tar del Lazio nella sentenza 31203 del 23 agosto 2010, accogliendo il ricorso dei genitori di uno studente romano affetto da dislessia, contro il provvedimento con cui il Consiglio dei docenti del suo istituto aveva deciso la sua non ammissione alla classe successiva.
Secondo il Giudice lo studente affetto da un disturbo dell’apprendimento, come la dislessia, può essere ammesso alla classe successiva anche se ha riportato gravi insufficienze in molte materie. Pertanto la bocciatura è illegittima se i professori non hanno tenuto conto della particolare situazione dell’alunno.
I genitori del ragazzo sottolineavano che i professori non avevano minimamente considerato la patologia del figlio, limitandosi a tener conto dei risultati insufficienti in quasi tutte le materie. Secondo i professori e il dirigente scolastico, la bocciatura avrebbe dovuto consentirgli di consolidare le sue conoscenze proprio nelle materie in cui aveva mostrato le maggiori difficoltà. Il Tar ha invece smentito quest’impostazione, e, richiamandosi anche ad alcune indicazioni del Ministero dell’istruzione, ha annullato il provvedimento, in quanto “il consiglio dei docenti, in sede di formulazione del giudizio finale sull’alunno affetto da disturbi di apprendimento (dislessia, disgrafia, discalculia). certificati da diagnosi specialistica, deve tener conto di tutti gli altri elementi di valutazione imposti dalla legge, diversi da quello prettamente tecnico dell’esito dei risultati tecnici conseguiti”.
Secondo Giovanni D’AGATA, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori gli addetti ai lavori (specialisti e insegnanti) devono maturare un’attenzione diversa verso il problema rimuovendo le posizioni che ostacolano questo processo di sensibilizzazione culturale.
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Il 13 ottobre la compagnia Ballet-ex si esibirà al teatro Greco di Roma, via Leoncavallo 13, nell’ambito della rassegna 
