capture 010 03072020 171932Coldiretti aggiorna la classifica degli alimenti a rischio distribuiti in Europa 

Dopo la lista nera dell'estate 2016, in cui al primo posto figuravano i broccoli cinesi, il prezzemolo del Vietman e il basilico dell'India, Coldiretti ha aggiornato la classifica dei cibi più pericolosi messi in commercio in Italia e nel resto d’Europa, intercettati dai controlli e ritirati dal mercato in tutto il vecchio continente. C’è di tutto un po’.

In un anno quasi tremila allarmi

La black list, resa nota al Forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione tenuto a Cernobbio, è stata elaborata sulla base delle segnalazioni passate nel corso del 2016 dal Sistema di allerta rapido europeo (Rasff), lo strumento per raccogliere e far girare gli allarmi per i rischi alimentari lanciati dai singoli Stati Ue, comunicando a tutti i Paesi e ai soggetti aderenti i i prodotti incriminati e il tipo di problema riscontrato. In dodici mesi le notifiche sono state quasi 3mila (per la precisione 2.925). Il bollino nero spetta alla Turchia (276 segnalazioni per cibi non conformi), davanti a Cina (256), India (194), Stati Uniti (176) Spagna (171).

capture 013 03072020 200954Ecco l’elenco degli alimenti pericolosi per il rischio di contagio del temibile virus cinese che sta preoccupando anche l’Italia

Il virus cinese che ha causato l’epidemia nel paese asiatico sta mettendo in seria preoccupazione anche il nostro paese. Non è ancora chiaro come sia potuto nascere o come si sia trasmesso agli umani. Si pensa al pesce e alla carne mentre nelle ultime ore è girata la voce che riguarda i serpenti. L’attenzione è puntata anche sul trasporto di animali vivi. Secondo i dati dell’Organizzazione delle nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, quasi il 30% in più di suini, capre, mucche e pecore sono stati trasportati in tutto il mondo nel 2017 rispetto al decennio precedente. Una cifra che è destinata ad aumentare, in parte perché, nonostante i progressi della tecnologia, esportare gli animali vivi rispetto al trasporto refrigerato costa decisamente meno. Il problema è che il trasporto di animali vivi in tutto il mondo aumenta e con lui il rischio di trasmissione di malattie.  Lo affermano gli esperti ricordando anche altri casi di epidemie come il virus dell’influenza aviaria, legata ai polli, il virus della mucca pazza legata ai bovini e il virus Nipah, trasmesso dai suini.

NONOSTANTE I DIVIETI UE, IN EUROPA VENGONO RILEVATE PARTITE DI ALIMENTI CINESI CON CLORAMFENICOLO, ANCHE GRAZIE AD AZIENDE ITALIANE CHE LI CONFEZIONANO E LI ESPORTANO OLTRE I CONFINI NAZIONALI.
IN ITALIA TUTTO BENE? NE DUBITIAMO FORTEMENTE E CHIEDIAMO AL MINISTERO DELLA SALUTE COSA STA FACENDO E QUALI SIANO I RISULTATI

Firenze, 7 Marzo 2002. E' di fine gennaio un provvedimento Ue che ha vietato l'importazione dalla Cina di molti generi alimentari di provenienza animale. Un provvedimento che si era reso necessario dopo che erano state trovate tracce di cloramfenicolo in alcune partite di gamberetti, e che aveva portato le autorita' cinesi a protestare anche per la violazione della liberta' di commercio (!).
Tutto bene perche' si e' stroncato sul nascere un pericolo? Non proprio -dice il presidente dell'Aduc, Vincenzo Donvito- perche' la presenza dei prodotti cinesi e' piu' ampia di quanto ci si potesse immaginare, e coinvolge, oltre al pesce anche la carne di pollo, i salumi e il miele.
Cosa sta succedendo?
E del 20 febbraio la notizia che a Graz (Austria) sono state poste sotto sequestro tutte le partite di gamberetti surgelati di produzione di una azienda in provincia di Pistoia. Le autorita' sanitarie hanno avvisato la popolazione di non consumarli assolutamente perche' contaminati di cloramfenicolo (CAP) nonostante riportassero sulle confezioni i numeri di controllo veterinario e le scadenze fossero nei termini di legge.
I laboratori cantonali svizzeri di Basilea e Zurigo, nonostante i divieti, hanno rilevato la presenza del CAP in gamberetti e pollame in commercio (per questi ultimi sono state trovate tracce di CAP in 38 campioni su 62)
Le autorita' sanitarie del land tedesco di Hessen, cosi' come fa sapere da Berlino il ministro tedesco per la tutela dei consumatori, ne hanno trovato tracce in pesci e salumi.
Sempre le autorita' sanitarie, ma questa volta del land Schleswig-Holstein, oltre ai soliti gamberetti di acqua dolce, hanno bloccato, perche' con forte presenza di CAP, 400 tonnellate di miele sempre cinese.
 

capture 049 23062020 123332Quali sono i vantaggi reali che l’organismo può trarre a contatto con il clima marino, e a cosa i pazienti affetti da malattie respiratorie devono far attenzione?

Scopriamolo nell’articolo di oggi!

Introduzione

Per quanto con il termine “talassoterapia” (dal greco, “thalassa” = mare e “thérapeia ” = trattamento) s’intenda una forma esageratamente ottimistica di credo nelle proprietà curative del clima marino, peraltro probabilmente mai scientificamente dimostrate, ritengo invece indubitabili i vantaggi che può trarre, in certi casi, l’organismo umano dal contatto con tale ambiente, in particolar modo nel caso di pazienti affetti da malattie respiratorie croniche e allergiche, quali

capture 048 23062020 123012Da una parte la necessità di ordinare milioni di mascherine chirurgiche in tutta Italia per garantire la sicurezza della salute dei lavoratori pronti a riprendere la propria attività. Dall'altra, un allarme che fa pensare: le mascherine danno solo l'illusione di essere protetti. La verità sembra essere ben diversa. Ecco l'Sos lanciato dall'associazione Es.a.ar.co.

Mascherine chirurgiche al lavoro. Forse non ce l’hanno raccontata tutta giusta. Perché a fronte della necessità di ordinare milioni di mascherine per garantire la sicurezza e la tutela della salute dei lavoratori alla ripresa delle attività, in questo senso ricerche sostengono che occorrano fino a 40 milioni di mascherine al giorno, spunta una novità, o meglio un allarme, lanciato da Es.a.ar.co, sigla che sta per Confederazione Esercenti Agricoltura Artigianato Commercio.

Qual è l’allarme? Che le mascherine chirurgiche, sul posto di lavoro, non servono a niente. Perché non garantiscono un’adeguata protezione per i lavoratori. E anche per questo, recano una falsa idea di sicurezza a chi le indossa.

La funzione dei nostri polmoni

I tuoi polmoni sono organi vitali. Inalando l’aria, l’ossigeno che ti dà la vita entra nei polmoni e viene trasferito nel sangue. Espirando, il biossido di carbonio viene rilasciato dal sangue  ed espulso dal corpo.

I nostri polmoni  hanno bisogno di aria calda e umidificata

Prima della laringectomia totale, respiravi attraverso il naso e/o la bocca e la gola, le conosciute vie aeree superiori. Quest’ultime – in particolar modo il naso- condizionano l’aria che respiri. L’aria inspirata è riscaldata, umidificata e filtrata. Quando l’aria raggiunge i polmoni ha una temperatura di 37 gradi e un’umidità del 100%, che è il giusto livello di umidità affinché i polmoni funzionino in maniera ottimale.

Dopo l’operazione, respirerai attraverso uno stoma nel collo anziché attraverso il naso. Di conseguenza l’aria inspirata non sarà più riscaldata e umidificata al punto giusto prima che raggiunga la trachea e i polmoni.

Inspirando aria non condizionata (troppo fredda e troppo secca), la trachea e i polmoni inizieranno a produrre più muco. Questo significa più tosse e un maggior rischio di contrarre infezioni alle vie aeree.

capture 013 09062020 105855Gli effetti benefici della corsa sul corpo sono una miriade. Correre, si sa, fa bene alla mente e libera dallo stress, ci mantiene in forma, accentua il nostro buonumore. Ma correre è efficace davvero anche nella prevenzione e nella cura di molte malattie derivanti da stati infiammatori. Naturalmente correre fa bene al cuore e a tutto l’apparato cardiocircolatorio grazie al suo effetto positivo sulla pressione arteriosa, combattendo l’ipertensione e migliorando l’efficienza cardiaca. Questi effetti positivi, perdipiù, non si limitano al momento dell’attività fisica, ma vengono mantenuti anche in seguito e hanno una ricaduta positiva su tutto il nostro stile di vita.

Il sesso è un toccasana: gli studi confermano che fare l'amore, anche a una certa età, protegge l'organismo e regala benessere psicologico.

Protegge il cuore, abbassa la pressione, rafforza il sistema immunitario, allevia il dolore, riduce lo stress, migliora l'umore... Che il sesso sia un toccasana, ormai, è dimostrato da tanti studi scientifici. Ma c'è ancora un mito da sfatare: che si addica solo ai giovani. E invece no: anche i meno giovani possono godere dei suoi tanti benefici, forse anche più dei giovani.

«Avere una vita sessuale soddisfacente è importante a tutte le età», afferma Emmanuele Jannini, andrologo e professore ordinario di Endocrinologia e sessuologia medica all'Università "Tor Vergata" di Roma: «ma sono le persone più in là con gli anni a ricevere i benefici maggiori, perché l'attività sessuale può supplire alla minore efficienza dell'organismo nel mantenerci in salute».

Una nuova ricerca inglese sull'attività sessuale fa discutere: fare spesso sesso fa bene agli uomini, ma non alle donne

Fare sesso spesso fa bene agli uomini, ma non alle donne.

Lo rivela una nuova ricerca inglese che punta il dito su un’attività sessuale troppo frequente. Lo studio è stato realizzato dall’Università di Cambridge, che ha analizzato il comportamento di 5mila persone fra i 50 e gli 89 anni, analizzando il legame fra il sesso e il miglioramento della propria esistenza, con conseguenze per il benessere generale e la salute.

Il risultato? I dati raccolti dagli esperti dimostrano che fare sesso frequentemente comporta molti vantaggi per gli uomini, sia adulti che anziani, lo stesso discorso però non vale per le donne. Il genere femminile infatti riceve un beneficio grazie ad altre attività legate alla sessualità, come carezze, baci e abbracci da parte del partner, ma anche empatia emotiva.

capture 003 05062020 144451La Protezione civile ha diramato il bollettino legato ai casi di coronavirus in Italia, aggiornato alle ore 17 di oggi, 4 giugno. I contagiati complessivi dall'inizio dell'epidemia sono adesso 234.013, dei quali 161.895 sono guariti e 33.689 sono deceduti. In questo momento le persone affette dal coronavirus in Italia sono 38.429. 

Rispetto a ieri, i casi totali sono aumentati di 177 pazienti (ieri di 321) di cui 84 in Lombardia; gli attualmente positivi sono diminuiti di 868 persone (differenza tra casi, morti e guariti del giorno); i guariti sono cresciuti di 957 unità; i deceduti di 88 (di cui 29 in Lombardia). Sono 338 i malati in terapia intensiva, 15 in meno rispetto a ieri. Le persone in isolamento domiciliare sono 32.588 su 38.429: l'84,8% del totale. Eseguiti, in un giorno, 49.953‬ tamponi: il totale nazionale ora è di 4.049.544 tamponi per una cifra di 2.524.788 casi testati. In otto regioni, nelle ultime 24 ore, non si sono registrati nuovi casi. 

capture 007 05062020 145535In larga parte proprio dalla nostra percezione collettiva rispetto al rischio sul piano sanitario dipenderanno le scelte, politiche ma non solo, del prossimo futuro e le conseguenze su tutti gli altri piani, anche economico, occupazionale, geopolitico, della libertà e dei diritti

Sarebbe davvero assurdo minimizzare la minaccia che il coronavirus rappresenta – a livello globale – sotto tutti i punti di vista: non solo sanitario, ma anche economico, occupazionale, geopolitico, della libertà e dei diritti.

Eppure in larga parte proprio dalla nostra percezione collettiva rispetto al rischio sul piano sanitario dipenderanno le scelte, politiche ma non solo, del prossimo futuro e le conseguenze su tutti gli altri piani che ho citato. Per questo ritengo utile un’analisi scientifica che ci aiuti a superare l’angoscia del momento, per cercare di comprendere i reali livelli di rischio che ciascuno di noi vive.

Secondo le stime del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità, in Italia ogni anno circa il 9% della popolazione è colpito dall’influenza, con un numero di morti diretti che oscilla tra i 300 e i 400 e con un numero di decessi che oscilla tra i 4 mila e i 10 mila per chi sviluppa complicanze gravi a causa dei virus influenzali.

Il tasso di letalità (ossia il rapporto tra morti e contagiati) si attesta quindi intorno allo 0,1%. Il tasso di letalità del coronavirus – al di fuori della provincia di Hubei, persino nel resto della Cina – è ritenuto inferiore allo 0,5%. Quindi in pratica, allo stato attuale delle conoscenze, potremmo dire che il coronavirus è letale per le persone contagiate 5 volte più della normale influenza. *

capture 002 05062020 144237Zangrillo, direttore della terapia intensiva al San Raffaele di Milano: "Troppe previsioni sbagliate dagli epidemiologi" L'ira del comitato scientifico. Per Richeldi un messaggio fuorviante. Locatelli: "Sconcertato". Ippolito: "Niente mutazioni"

La polemica scoppia nel pomeriggio. Quando Alberto Zangrillo, numero uno della Terapia intensiva del San Raffaele di Milano e medico personale di Silvio Berlusconi, ai microfoni di Mezz'ora in più , lo dice in modo tranchant : "Clinicamente il nuovo coronavirus non esiste più, qualcuno terrorizza il Paese". E ancora: "Non si può continuare a portare l'attenzione su un terreno di ridicolaggine, che è quello che abbiamo impostato a livello di Comitato scientifico nazionale e non solo, dando la parola non ai clinici e non ai virologi veri". Subito si infiamma il dibattito, con gli esperti del Cts e la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa che invocano cautela. Perché "il virus circola ancora ed è sbagliato dare messaggi fuorvianti".

Le parole di Zangrillo fanno riferimento, estremizzandola, all'ipotesi che il Sars-Cov-2 sia cambiato. Diventando più debole, e per questo responsabile di infezioni meno gravi: sostengono questa ipotesi Massimo Clementi, numero uno della Virologia dell'università Vita Salute sempre del San Raffaele - "Stiamo osservando pazienti con cariche virali nettamente inferiori rispetto alla prima metà di marzo, e che di conseguenza hanno una malattia in forma meno grave. Abbiamo appena ultimato uno studio con la Emory University di Atlanta" - ma anche Matteo Bassetti, direttore della clinica di Malattie infettive del San Martino di Genova: "Il virus potrebbe essere diverso, la potenza di fuoco di due mesi fa non è la stessa di oggi. Lo dico da medico sul campo, la presentazione clinica ed il decorso sono più lievi".

capture 237 28052020 103458Una donna su cinque potrebbe essere colpita da ictus cerebrale nell’arco della vita, già a partire dai 55 anni, con probabilità crescenti intorno ai 65 anni e punte massime tra gli 80 e gli 85 anni. Un problema sensibile sul quale la World Stroke Organization, promossa in Italia dalla Federazione A.L.I.Ce Italia Onlus, riporta quest’anno l’attenzione con lo slogan ‘I am a woman. Stroke affects me’ diffuso in occasione della Giornata Mondiale dell’Ictus Cerebrale, che ricorre il 29 Ottobre.

I NUMERI

Sono importanti: 200 mila casi ogni anno – 80 per cento di nuove manifestazioni e 20 di ricaduta di malattia -  di cui la metà interessano donne in età avanzata. A rendere il problema ancora più degno di attenzione sono le implicazioni e il rischio disabilità dell’ictus cerebrale: soprattutto difficoltà funzionali, motorie, di linguaggio con cui convivono oggi all’incirca 1 milione di persone. Il ‘colpo’, come viene comunemente chiamato l’ictus, è una lesione cerebro-vascolare causata dall'interruzione del flusso di sangue al cervello per una ostruzione o la rottura di un’arteria.

«Ma a differenza della malattia cardiaca o dell’infarto miocardico che dipende da una sola causa – spiega il dottor Marco Stramba-Badiale, direttore del dipartimento Geriatrico-Cardiovascolare e Laboratorio Sperimentale di Ricerche di Riabilitazione e Medicina Cerebrovascolare dell’Auxologico di Milano - l’ictus può essere determinato da più fattori: una emorragia; un episodio ischemico, ossia un embolo che si stacca da una placca aterosclerotica dei grossi vasi del collo (carotidi) o dal cuore per una aritmia cardiaca (fibrillazione atriale) e da una malattia dei piccoli vasi intracranici».

Quando un'arteria nel cervello scoppia o si ostruisce, fermando o interrompendo il flusso di sangue, i neuroni, privati dell'ossigeno e dei nutrimenti necessari anche solo per pochi minuti, cominciano a morire con una cascata a domino sull’evoluzione della malattia. Fondamentale diviene riconoscerne subito i sintomi e qualora l’evento accada intervenire il più precocemente possibile.

capture 227 27052020 101504Guariti da Covid-19 ma con strascichi sulla salute che potrebbero protrarsi a lungo. L'infezione da SarsCov2 potrebbe infatti determinare conseguenze a lungo termine sulla funzionalità respiratoria e talvolta comprometterla in modo irreversibile, soprattutto nei pazienti usciti dalla terapia intensiva. Tanto che nei pazienti più gravi colpiti da Covid-19, il 30% dei guariti avrà problemi respiratori permanenti di fibrosi polmonare. È questo il preoccupante scenario che arriva dal convegno digitale della Società italiana di pneumologia con StemNet, la Federazione delle associazioni di ricerca sulle cellule staminali, e il gruppo italiano staminali mesenchimali (Gism). 

Proprio questi disturbi, avvertono gli esperti, costituiranno una «nuova patologia respiratoria di domani e una nuova emergenza sanitaria» per la quale sarà necessario attrezzarsi per tempo, rafforzando le Pneumologie e prevedendo ambulatori e percorsi ad Hoc. Le prime osservazioni «rispecchiano da vicino i risultati di studi di follow-up realizzati in Cina a seguito della polmonite da SARS del 2003, molto simile a quella da Covid-19, confermando il sospetto che anche Covid-19 possa comportare danni polmonari che non scompaiono alla risoluzione della polmonite», spiega Luca Richeldi, membro del Comitato Tecnico e Scientifico, presidente della Società Italiana di Pneumologia (SIP) e direttore del Dipartimento di Pneumologia al Policlinico Gemelli di Roma. 

Nei luoghi al chiuso si è registrata la stragrande maggioranza dei contagi. Lo sostengono due ricerche non collegate tra loro, una a Hong Kong e l'altra in Giappone. come racconta un servizio di The Atlantic: su 7.324 casi documentati in Cina, c'è stato il riscontro di un solo focolaio all'esterno, che ha interessato un gruppo di uomini che stava parlando all'esterno di un piccolo villaggio. Secondo la ricerca giapponese, il rischio di infezione in ambienti chiusi è quasi 19 volte più elevato che negli ambienti all'aperto.


Spiega il professor Massimo Ciccozzi, responsabile dell'Unità di Statistica medica ed Epidemiologia molecolare dell'Università Campus Bio-Medico: «Indubbiamente nei luoghi chiusi la trasmissione del virus è più semplice. Questo però non ci esime dal mantenere comportamenti di grande prudenza anche all'esterno. Quando non è possibile mantenere una distanza di di 2-3 metri, è sempre utile indossare la mascherina».

Anche negli uffici andranno riviste molte scelte organizzative: come dimostrato da un focolaio in un call center in Corea del Sud, di solito il contagio, se è presente una persona infetta, avviene negli open space tra dipendenti che lavorano nella stessa sala. Per questo le autorità coreane hanno invitato le imprese a rispettare una diversa disposizione degli impiegati, in modo che non ci sia un dipendente di fronte all'altro e che vi siano pannelli di separazione. Inoltre, nei ristoranti ove possibile viene consigliato di preferire la scelta dei tavolini all'aperto.

capture 157 22052020 145300Con l’inizio della fase 2 del Covid-19, gli italiani possono ricominciare a uscire. Ma indossare la mascherina potrebbe causare disagi a chi è soggetto ad allergie respiratorie o riniti… Un vademecum spiega come convivere

Inizia la fase 2 e la possibilità di uscire dalle proprie case va a braccetto con l’obbligo di indossare la mascherina in tutti quei luoghi dove il distanziamento sociale non può essere garantito.

Chi soffre di asma allergico o rinite è però preoccupato che indossare una mascherina che copre le alte vie respiratorie possa ostacolare la respirazione.

Nemmeno a farlo apposta, ora che abbiamo un po’ più di libertà di movimento siamo nella stagione dei pollini.

Come fare quindi? L’associazione allergologi e immunologi italiani territoriali e ospedalieri (Aaiito) tranquillizza che le mascherine non rendono assolutamente più difficile respirare e propone un vademecum in cinque punti.

capture 126 20052020 110525Siamo il terzo Paese al mondo per numero di contagi, ma la maggioranza sembra più preoccupata di Salvini che dell’emergenza: e le misure che ha preso sono inutili o tardive

Su una cosa il bi-Premier Giuseppe Conte ha certamente ragione: l’aumento dei casi di coronavirus accertati in Italia è dovuto anche al maggior numero di controlli eseguiti negli ultimi giorni.

Statisticamente non c’è nulla di anomalo, il che rende ancora più inquietante il fatto che Giuseppi abbia ammesso di essere «rimasto sorpreso dall’esplosione del numero di casi»: soprattutto se si pensa che neanche un mese fa sosteneva che «i cittadini italiani devono stare sereni e tranquilli» – a conferma di quanto sia deleteria l’espressione “stai sereno”.

Il vero problema, comunque, – ed è un problema piuttosto serio – è che sulla crisi da COVID-19 il Governo non ha azzeccato una singola mossa. E l’aggravante è che non sembra neppure rendersene conto.

capture 106 18052020 181546Come curare l’artrosi, di che cosa si tratta
L’artrosi è una patologia degenerativa della cartilagine delle articolazioni, che provoca dolore e limitazioni nei movimenti. Ne vengono colpiti uomini e donne oltre i 40 anni di età ma soprattutto gli anziani, con un picco di incidenza tra i 75 e i 79 anni, ma non sempre questa malattia provoca sintomi.

Come curare l’artrosi, dove si manifesta
Le articolazioni maggiormente interessate dall’artrosi sono, generalmente: la schiena, l’anca, il ginocchio, le dita delle mani e dei piedi.

Come curare l’artrosi, le cause
Le cause dell’artrosi sono principalmente l’età, il peso eccessivo e la postura scorretta, ma concorrono a provocarla anche traumi, sport svolti a livello agonistico o impegnativi per il fisico, o il logorio delle articolazioni.

Secondo le ultime stime fornite dalla Società Italiana di Nefrologia, un italiano su dieci soffre, anche a sua insaputa, di una malattia cronica renale. Una dieta corretta puà fare la differenza? E in che modo?

Le malattie croniche renali sono patologie che, nella loro evoluzione progressiva, portano alla condizione irreversibile di insufficienza renale, cioè all’incapacità delle reni di svolgere la funzione di ‘filtro’, depurando l’organismo dalle scorie e dai sali minerali in eccesso.

Nelle condizioni più serie, il cattivo funzionamento delle reni rende necessario un trattamento sostitutivo, rappresentato dalla dialisi o dal trapianto di organo. Ma l’adozione di adeguati comportamenti legati in primo luogo alla dieta possono rallentare o aiutare a controllare meglio quest’esito estremo.

CAUSE E FATTORI DI RISCHIO

Una malattia renale, secondo gli esperti, richiede una diagnosi precoce e un trattamento mirato per prevenire o ritardare sia una condizione di insufficienza renale acuta o cronica, sia la comparsa di complicanze cardiovascolari a cui spesso è associata.

Sono infatti l’ipertensione e il diabete, non adeguatamente controllati dalla terapia farmacologica, l’ipertrofia prostatica, i calcoli renali o i tumori voluminosi a favorirne l’insorgenza in quanto riducono il normale deflusso di urina, aumentano la pressione all'interno dei reni e ne limitano la funzionalità.

O ancora il danno renale può essere determinato da processi infiammatori (pielonefriti, glomerulonefriti) o dalla formazione di cisti all'interno dei reni (malattia renale policistica) o dall’utilizzo cronico di alcuni farmaci, da alcool e droghe consumate in eccesso.

capture 124 11052020 153758Chi non ha mai sofferto anche solo per un giorno di un forte mal di testa? La maggior parte dei mal di testa sono causati da tensioni muscolari appunto della testa, delle spalle e del collo anche se le cause della comparsa del dolore possono essere molte altre. Ma è possibile agire con rimedi naturali contro il mal di testa e l’emicrania?

Per capire effettivamente come combattere questo dolore, che può martellarci anche per giorni e giorni, iniziamo a distinguere tre diversi tipi di cefalee primarie ovvero il mal di testa vero e proprio come malattia (differenti da quella secondarie che sono invece conseguenze di un eventuale malanno).

capture 102 10052020 134839«Il libro parla delle bugie in medicina e delle conseguenze gravissime che queste possono avere sulla salute e anche sulla vita delle persone» così il virologo del San Raffaele

Dieci storie di ordinaria follia. Dieci racconti di persone realmente esistite che, di fronte a seri problemi di salute, hanno scelto di non seguire la strada tracciata dalla scienza e dalla ricerca e si sono affidati a stregoni e ciarlatani, rimettendoci spesso e volentieri la pelle. “Balle mortali”, l’ultimo libro del professor Roberto Burioni, è insomma una raccolta delle più recenti, conosciute e pericolose ubriacature collettive verso cure “magiche”, intrugli, pseudoscienziati e sedicenti professori che hanno offerto a persone ingenue e spesso disperate una soluzione ai loro mali più facile e meno dolorosa di quella proposta dalla scienza ufficiale. E i risultati, ovviamente, non sono mai stati quelli sperati.

Professor Burioni, siamo a Roma alla presentazione del suo ultimo libro. Di cosa parla e perché ha sentito il bisogno di scriverlo?

«Il libro parla delle bugie in medicina e delle conseguenze gravissime che queste possono avere sulla salute e anche sulla vita delle persone. Racconta dieci storie di persone che hanno creduto a verità non provate dalla scienza, e quindi a bugie, ed hanno avuto conseguenze molto gravi: non di rado, la morte. Si parla del siero Bonifacio, della Cura di Bella, di Stamina, della medicina germanica e di tante altre cose. Come detto, sono storie, non si parla quasi per niente di vaccini e serve ad allargare l’orizzonte di quello che ho scritto in questi mesi».

capture 083 09052020 120943Il gelato non è solo buono, ma anche sano. Ecco 8 motivi per cui fa bene alla salute.

A elencarli è la biologa Elvira Tarsitano, componente della Commissione Permanente di Studio “Igiene, Sicurezza e Qualità” dell'Ordine Nazionale dei Biologi.

  1. È un alimento equilibrato dal punto di vista nutrizionale ed energetico.
  2. In un gelato alla crema c'è tutto (proteine, zuccheri e grassi), per questo può sostituire un panino o un primo piatto.
  3. È facile da digerire.
  4. Le proteine del gelato sono omogeneizzate, quindi risparmiano lavoro ai succhi gastrici e lasciano lo stomaco in fretta.
  5. Il gelato alla frutta contiene vitamine e sali minerali e fa digerire: stimola i succhi gastrici.
  6. Può essere mangiato anche dai diabetici, perché contiene soprattutto saccarosio, che alza la glicemia meno di un piatto di patate.
  7. Gli zuccheri, i grassi, le proteine e i sali minerali presenti nel gelato stimolano l'attività muscolare senza appesantire.
  8. I grassi del gelato sono "a catena corta". L'organismo li assume rapidamente e li può utilizzare subito come fonte di energia, proprio come fa con gli zuccheri.

capture 080 09052020 112803Prevenire è meglio che curare, recita un vecchio adagio

Prendersi cura della propria persona non vuol dire solamente fare attenzione al look, al taglio e magari concedersi qualche seduta extra dall’estetista. La vera cura viene da dentro e si chiama prevenzione. È molto importante, ogni anno, fare una serie di controlli di routine per verificare di essere realmente in salute e diagnosticare eventuali patologie quando sono ancora allo stadio embrionale.

Controlli non specialistici

Che cosa sono? Sono piccoli esami di routine, noti anche come check-up, che consentono la prevenzione di alcune malattie e aiutano a migliorare lo stile di vita. Nelle donne con più di 25 anni andrebbero ripetuti ogni 2 anni.
Quali sono questi esami?

Molte persone “soffrono” di piedi freddi, a qualsiasi temperatura e in qualunque periodo dell’anno. Di norma, ci viene da pensare che non ci sia niente di strano, semplice fisiologia. Invece a volte i piedi freddi possono nascondere una condizione di salute più grave! Vediamo insieme quali potrebbero essere le cause dei piedi freddi.

Che cosa provoca i piedi freddi?

Ci sono diverse cause di piedi freddi, la più semplice è una mancanza di calore, ma non solo:

  • Scarsa circolazione – La scarsa circolazione è una delle cause più comuni di piedi freddi poiché il sangue (caldo) può non riuscire a raggiungere regolarmente i piedi e li rende così più freddi rispetto al resto del corpo. I problemi di circolazione possono essere conseguenza di una condizione cardiaca in cui il cuore si sforza di pompare il sangue attraverso il corpo ad un ritmo abbastanza rapido, oppure possono essere il risultato di uno stile di vita troppo sedentario.
  • Anemia – L’anemia è la diminuzione di emoglobine nel sangue, che si manifesta quando si ha una carenza di globuli rossi, ed è un’altra causa comune di piedi freddi. Può verificarsi anche negli individui sani, soprattutto se c’è stato un recente e significativo cambiamento nella dieta.
  • Diabete – Il diabete di tipo 1 e di tipo 2 può causare danni ai nervi, dando al paziente la sensazione di avere i piedi freddi. Questa sensazione è spesso accompagnata da intorpidimento o formicolio. In questo caso, è importante rivolgersi subito al proprio medico.
  • Ipotiroidismo – L’ipotiroidismo è una condizione medica in cui la tiroide lavora poco e non produce abbastanza ormone tiroideo, interferendo così sul metabolismo del corpo che controlla sia il battito cardiaco che la temperatura del corpo.

capture 049 07052020 103447Le escursioni in montagna sono un pieno di salute: l'aumento dei globuli rossi nel sangue hanno un effetto energetico per il corpo

La montagna è salute, si intuisce anche andando a sole poche centinaia di metri di altitudine, ci si sente molto meglio in mezzo ai paesaggi naturali respirando a pieni polmoni l’aria meno inquinata. Gli occhi si perdono verso l’orizzonte e ci si accorge di vedere molto più nitidamente. Il nostro corpo lentamente si adegua al ritmo e ai suoni della natura, se poi si sale di altitudine ci accorgiamo che, pur diventando più faticoso procedere, lentamente ci adattiamo al nuovo ritmo e abbiamo la sensazione di avere riserve di energia inaspettate.

È scientificamente dimostrato che quando diminuisce l’ossigeno disponibile, il nostro organismo compensa aumentando la percentuale di globuli rossi nel sangue, con un effetto energetico. Si sente la voglia di proseguire sempre più intensamente, la stanchezza si avvertirà solo il giorno dopo quando i muscoli faranno male ma, se abbiamo il carattere di non fermarci, gradatamente miglioreranno il loro tono. Camminare è uno dei modi più facili, più economici e più efficaci per esercitare il proprio fisico e gestire il peso. Camminare a ritmo sostenuto in montagna è fonte di salute perché migliora le prestazioni del cuore, dei polmoni e la circolazione, abbassando la pressione sanguigna.

La montagna è salute psichica nel momento in cui avviene il contatto con il suo ambiente naturale e la riscoperta del territorio, della sua fauna e della sua flora. Ci aiuta a concentrarci, ci rende più creativi e aiuta a curare la depressione, migliorando l’autostima, l’agilità mentale e la consapevolezza di sé. Più si sale più aumenta la luminosità e il sole di montagna lentamente curerà la nostra depressione invernale e ci alimenterà di vitamina D. La montagna è salute anche nel momento in cui lo sforzo fisico del camminare ci aiuta a bruciare i grassi superflui e gli zuccheri in eccesso.

Può sembrare la scusa ideale per chi è pigro, ma secondo le ultime ricerche dormire fa bene al nostro organismo. Fa bene alla pelle, al cervello, agli occhi ed evita la depressione. Come mai? Ecco le risposte delle più recenti ricerche scientifiche.

Svegliarsi il mattino dopo un sano sonno ristoratore può davvero fare la differenza: si riesce ad affrontare la giornata con maggiore concentrazione, energia ed equilibrio. Certo non bisogna esagerare, ma è evidente che dormire fa bene: rigenera i nostri tessuti muscolari e permette finalmente ad una parte del cervello di riposare.

Dormire fa bene al cervello

Il Journal of Sleep Research ha pubblicato un nuovo documento che conferma scientificamente quanto noi avevamo già ipotizzato: dormire fa bene eccome! Il sonno, oltre ad essere essenziale per riattivare le nostre centraline fisiche per spingerci ad affrontare le sfide di ogni giorno, aumenta e migliora il valore dei comportamenti cognitivi.

La ricerca ha analizzato il comportamento di un campione di individui controllando il numero di ore di sonno. E’ stato provato che il gruppo a cui veniva chiesto di dormire 10 ore per notte rispondeva meglio alle sollecitazioni cognitive e ai test psico-fisici a cui sono stati in seguito sottoposti.

Dopo la prima settimana è stato chiesto ad entrambi i gruppi di dormire soltanto 3 ore per notte per un’altra settimana. Dopo la seconda settimana, è stato chiesto loro di rispondere ad esercizi cognitivi per testare gli effetti della mancanza del sonno ed è risultato che:
Coloro che nella prima settimana avevano dormito di più hanno avuto risultati migliori e i tempi di recupero del sonno erano più rapidi a differenza del secondo gruppo che aveva dormito “come da abitudine”.

capture 352 04052020 103804Per esperienza personale diretta (di quando ero bambina), ho sempre sostenuto che si impara di più in un giorno di viaggio che in dieci di scuola. Ehm. Non ditelo ai miei figli. E magari nemmeno alla mia mamma maestra, ma per me è così ed è sempre stato così. Viaggiare apre la mente e non solo. Lo staff del meta-motore di ricerca di case e appartamenti per vacanze HomeToGo si è rivolto a medici, esperti e genitori che viaggiano con i più piccoli per capire quali sono gli effetti delle vacanze sullo sviluppo dei bambini identificando le aree di crescita coinvolte. Lo staff di esperti ha confermato quello che io sostengo da sempre: viaggiare fa bene ai bambini.

In particolare, come è mostrato nell’infografica qui sotto, gli effetti generati sullo sviluppo dei bambini dall’essere in vacanza sono molteplici e decisamente interessanti.

capture 337 03052020 105454Anche la quarantena fa male alla salute

Solitudine, depressione, mancanza di esercizio fisico e i conflitti e le violenze che contribuisce a generare – o esasperare – possono essere pericolose quasi quanto la malattia

Man mano che un numero sempre più alto di paesi adotta misure di quarantena per affrontare la pandemia da coronavirus, cresce il numero di persone che si trovano a fare i conti con gli effetti secondari e indiretti di questo regime di autosegregazione. Medici ed esperti avvertono che per gli individui particolarmente fragili questi rischi possono essere persino superiori a quelli causati dal contagio.

Gli effetti psicologici che può avere l’isolamento e la mancanza di contatti sociali sono molto noti: rabbia, stress, ansia, depressione. Più a lungo dura l’isolamento e più dure sono le sue condizioni. Questi sintomi andrebbero considerati una reazione normale a una situazione eccezionale: insomma, non allarmatevi se il vostro partner o coinquilino ha un attacco di panico. In questo momento è una reazione che può accadere.

capture 330 02052020 171238Il sole e il caldo fanno bene perch? stimolano nell'organismo la secrezione di diversi ormoni benefici. Lo dicono alcuni specialisti in medicina. Cerchiamo dunque di trascorrere questa fase dell'estate con serenit?, ponendoci al riparo solo dagli eccessi.

Se nell'ambito meteorologico in Italia si contano circa 60 milioni di scienziati, in quello medico la percentuale è parimenti alta. Insomma siamo tutti professori. Da qui nascono 60 milioni di teorie diverse, molte delle quali attinenti alla propria sfera personale e che descrivono un fenomeno come noi lo vorremmo e non com'è in realtà, generando il tal modo una vera babilonia di pareri.

Questa premessa per anticipare che anche in ambito medico esistono diverse correnti di pensiero. Argomento di estrema attualità: il sole e il caldo fanno bene o male alla nostra salute?

Premesso che il gran caldo risulta dannoso soprattutto per anziani e bambini, i quali devono assolutamente evitare di esporsi direttamente all'aria aperta nelle ore cruciali della giornata e nelle fasi di picco dell'estate. Secondo gli oncologi, l'eccessiva esposizione al sole può nuocere in quanto predispone all'insorgenza dei melanomi, i temibili tumori della pelle. D'altra parte però il sole, se preso con le dovute protezioni e nelle giuste dosi è assolutamente benefico. Il professor Natale Cascinelli, già direttore dell’istituto dei Tumori di Milano, spezza una lancia a favore del sole; l'esposizione ragionevole ai raggi solari, o comunque alla luce diurna, favorisce la produzione della preziosa vitamina D che il nostro organismo non riesce a sintetizzare solo con le sue forze.

Il momento della scelta del luogo dove andare in vacanza rappresenta una delle migliori occasioni per definire, con familiari e amici, un periodo di serena condivisione di tempi e di viaggi, di meritato riposo o di svago.

Ognuno propone una meta e, trovata quella più condivisa dal gruppo, il gioco è fatto.

Esistono, tuttavia, premesse alla scelta che vanno ben oltre la semplice preferenza per una vacanza al mare piuttosto che ai monti, e tra queste le limitazioni imposte da problemi relativi al proprio stato di salute.

Non solo una permanenza ad alta quota in montagna sarà da scartare nel caso in cui ci si trovi a combattere con una pressione arteriosa elevata, difficile da controllare, o nel caso in cui la persona sia affetta da insufficienza respiratoria (in montagna l’aria, per quanto certamente più pulita e non inquinata, contiene una minor quantità di ossigeno!), ma ciò di cui si dovrà necessariamente tener conto è che un paziente con asma bronchiale allergico difficilmente potrà divertirsi o riposarsi soggiornando dove siano presenti allergeni fonte dei suoi problemi respiratori (vedi anche “Pollinosi ” e “Malattie allergiche delle vie aeree”).

La morte della mamma di Niki che non esitò a trasferire la sua vita, quella di suo marito e di suo figlio in una barca pur di vincere l’asma congenita del bambino, è una storia che ha commosso l’opinione pubblica e che rimanda all’attenzione un dato fornito dall’Oms, L’organizzazione mondiale della Sanità. Si stima che al mondo sono tra i 100 e 150 milioni di persone che soffrono d’asma, quasi 200mila nuovi casi nuovi ogni anno, in parte imputati ai processi di urbanizzazione e a volte per l’eccessiva igiene. Ma è proprio vero che il mare fa bene per combattere l’asma? Prima di rispondere a questa domanda cerchiamo di capirne qualcosa di più.

Asma: Cos’è e quali sono le cause

L’asma è una malattia infiammatoria polmonare che si manifesta con un caratteristico respiro sibilante, dispnea,  oppressione toracica e tosse (le c.d. crisi asmatiche). Le cause possono essere molteplici, anche genetiche ma non ereditarie (ma aumentano i fattori di rischio). E’ prevalentemente di natura allergica, scatenata soprattutto dall’inquinamento urbano, polveri sottili, acari, fumo di sigaretta, pollini nell’aria, presenza di animali domestici.

Asma: è vero che il mare fa bene?

 

Nel 2003 la famiglia di Bellinzago costruì una goletta in giardino allo scopo di vivere in mare per consentire al figlio di avere una vita normale. Quello di mollare tutto per i propri figli è un atto estremamente nobile e coraggioso ma non è l’unica soluzione drastica per curare l’asma. Oltre ai farmaci, vaccini antiallergici specifici, broncodilatatori, i medici consigliano di passare lunghi periodi in mare o in montagna, almeno per alcuni tipi di asma come quella bronchiale o allergica ai pollini.

Con l'arrivo della bella stagione si può uscire a fare sport all'aria aperta. Vi spieghiamo perché fa bene.

L’inverno, quest’anno particolarmente rigido in quasi tutta Italia, sta lentamente lasciando il posto alla tanto attesa primavera, che porta con sé più ore di luce e temperature più miti. Per molti questo vuol dire semplicemente cominciare a pensare al “cambio di stagione”, mentre per noi runners significa poter finalmente uscire a correre senza doverci coprire come degli eschimesi, liberi di assaporare l’aria che comincia a diventare tiepida e di godere degli odori che la natura al suo risveglio ci regala. Ma cosa più importante, significa non essere più costretti a fare lunghe sedute di allenamento in palestra sul tapis roulant. Anche chi si sente appesantito dal lungo inverno, trascorso all’insegna della sedentarietà, decide in questo periodo che è l’ora di rimettersi in forma, di indossare maglietta, pantaloncino e scarpe da jogging e uscire a correre.


Ma perché fa bene correre? E soprattutto, perché è meglio farlo all’aria aperta?

Rispondiamo in ordine a queste due domande.

Premesso che se non abbiamo mai fatto attività sportiva, prima di cominciare a correre, dobbiamo essere sicuri di essere nelle condizioni fisiche adeguate, magari consultando un medico. L’elenco delle motivazioni per le quali la corsa è un’ottima attività per la nostra salute è lunghissimo, ma ci limitiamo qui ad elencare le principali. Innanzitutto, la corsa ci aiuta a scaricare lo stress e la tensione quotidiana causati dall’aumento degli ormoni dell’adrenalina e della dopamina prodotti dal nostro organismo. Correre fa si che vengano prodotte più endorfine, le quali hanno proprietà calmanti, portando sensazioni di euforia o sonnolenza, con l’effetto di sentirci felici e sereni.

capture 289 29042020 152738Lunghi periodi di quarantena possono determinare un aumento dei casi di ansia, paura (del contagio) e disturbo post-traumatico da stress. I consigli per venirne fuori senza conseguenze

Già da ieri, più di qualche esperto ha gettato la maschera: «Le misure restrittive? Alcune potrebbero essere prolungate oltre il 3 aprile». Un’apertura che evidenzia quanto sempre più concreta sia l’ipotesi che, se l’epidemia provocata dal Coronavirus non dovesse ridimensionarsi, la quarantena venga prorogata. La misura di sanità pubblica è necessaria, ma pone anche un altro interrogativo: quali potrebbero essere le conseguenze sul piano psicologico? «Per prevederle, possiamo basarci su alcune analoghe esperienze: anche piuttosto recenti - afferma Andrea Fiorillo, ordinario di psichiatria all’Università della Campania Luigi Vanvitelli -. Nel breve potrebbe rilevarsi un aumento dei disturbi depressivi, dell'ansia e del disturbo post-traumatico da stress. Più difficile è invece anticipare gli effetti a lungo termine, che dipenderanno anche dalle condizioni di partenza dei singoli italiani».

capture 285 29042020 125311Dall'atteggiamento all'alimentazione i consigli degli Health Coaching

Paura, anche panico perchè no e rivoluzione delle proprie abitudini, cambiamenti forzati dall'emergenza coronavirus: #IoRestoACasa. Ma come affrontare questo periodo in casa al meglio? Non è facile perchè non siamo abituati a stare cosi tanto tempo costretti tra quattro mura, a coabitazione forzata con gli altri familiari, dividendoci spazi, tempi, interrompendo routine. E poi non è facile perchè siamo angosciati: lo stare a casa insomma non è voluto, non è vacanza. “Bisogna lavorare sul proprio atteggiamento con piccoli gesti quotidiani, così da non farsi sommergere dalla paura” suggeriscono gli Health Coach certificati Antonio Pipio e Romina Corbara.
In base al decreto del Presidente del Consiglio entrato in vigore martedì 10 marzo e valido almeno fino al 3 aprile non ci si potrà muovere dalla propria abitazione, se non per uno dei casi previsti: motivi di natura lavorativa, motivi di salute o situazioni di necessità (ad esempio, per fare la spesa).
Si tratta di una situazione unica nel suo genere per la stragrande maggioranza delle persone, che si trovano in questi giorni ad essere ancora del tutto impreparati su come gestire una simile situazione, cercando da un lato di destreggiarsi con lo Smart working dall’altro mantenendo una parvenza di abitudinarietà o creandone una nuova. In una situazione come quella attuale, la parte razionale di ognuno di noi è messa in seria difficoltà poiché la moltitudine di input che ci colpiscono portano il nostro cervello a vivere in uno stato di vero e proprio “tilt”. Il panico, l’insicurezza, l’incertezza e l’instabilità bloccano le persone dal capire lucidamente cosa sia meglio fare per il loro bene. Tale processo poi è agevolato da un’emozione in particolare: la paura. Questa se non controllata può sfociare in poco tempo in ansia e poi in angoscia minando la nostra lucidità. Come affrontare quindi questo momento di “pseudo quarantena” forzata per il bene comune? Come trasformare le emozioni come angoscia, l’ansia e tristezza in stati d’animo più funzionali al nostro equilibrio psicofisico emotivo?

capture 286 29042020 130118Nei giorni del del lockdown, la chiusura quasi totale del paese, dobbiamo attenerci alle disposizioni e limitare all’essenziale le uscite. Sono consentite soltanto le spese per i beni essenziali e di prima necessità, e solleva molti interrogativi etici e sanitari anche il delivery del cibo: spesso i fattorini lavorano in assenza di dispositivi di protezione individuale, e molti di noi stanno scegliendo di non utilizzare il servizio di consegna a domicilio di pasti pronti come pizza o panini. Riscopriamo la cucina, dunque, e il piacere di preparare piatti appetitosi per la famiglia, complice anche il maggiore tempo a nostra disposizione.  Conciliando l’esigenza di alimentarci con la minore disponibilità di cibi freschi, mettendo mano alla dispensa o agli avanzi che abbiamo in frigo. Scopriremo una serie di ricette golose, facili e sfiziose. Dall’antipasto al dolce.

RICETTE DA FARE IN QUARANTENA

Ecco qualche esempio di cosa cucinare con quello che si ha in casa, dall’antipasto al dessert.

FOCACCIA CON POMODORINI

Uscendo poche volte a settimana, la prima cosa che può andare buttato è il pane, che non possiamo avere fresco tutti i giorni. Il rischio dello spreco è altissimo, ma se abbiamo dieci minuti possiamo preparare questa focaccia facilissima, da farcire con pomodorini. Che, in frigo, non mancano mai. Servita calda insieme a del formaggio, o a quadretti fredda, è perfetta come antipasto e per l’aperitivo.

capture 246 27042020 102000I 15 cibi che tengono in forma il cervello

Sei in periodo di esami o di studio intenso? Oppure fai un lavoro intellettualmente impegnativo? Allora devi sapere che grazie alla sana alimentazione puoi favorire la salute del tuo cervello e garantirti una mente sempre sveglia e attiva.

Basta che scegli dei cibi ricchi di quelle sostanze che hanno effetti neuro-protettivi e che migliorano i segnali tra le cellule neuronali. I dominatori incontrastati di queste sostanze sono gli acidi grassi “buoni” omega-3 ma esistono anche particolari antiossidanti che aiutano il tuo sistema nervoso a mantenersi in forma e a contrastare l’insorgenza di malattie neurodegenerative. Tutte queste sostanze benefiche sono presenti proprio in questi 15 cibi che aiutano il cervello.

1. Pesce azzurro

Il pesce azzurro, specialmente lo sgombro e la sardina, è l’alimento che contiene in assoluto più omega-3. Questi acidi grassi aiutano il cervello a mantenersi giovane e reattivo, hanno una potente azione antinfiammatoria e riducono il livello di colesterolo-LDL (il colesterolo “cattivo”) e dei trigliceridi nel sangue.

capture 245 27042020 101547Esporsi al sole è necessario in ogni stagione perché è così che possiamo fare il pieno della vitamina D, fondamentale per il nostro benessere. Ecco per quanti minuti esporci a seconda del periodo dell'anno

Il sole fa bene alle ossa, il sole fa male alla pelle. Ecco due dati di fatto che sembrano apparentemente inconciliabili. Se da un lato l’esposizione alla luce del sole aiuta il nostro organismo a produrre vitamina D, preziosa per rinforzare le ossa e il sistema immunitario, dall’altro lato invecchia le cellule della pelle favorendo il melanoma. Insomma, qual è il giusto rapporto tra sole e vitamina D?

Sole e vitamina D: come prendere solo i vantaggi?

A dare una chiara indicazione ci pensano i ricercatori dell’Università Politecnico di Valencia, in Spagna. Gli esperti hanno provato a stimare esattamente i minuti di esposizione che permettono di fare scorta di vitamina D senza rischiare pericolose scottature.

capture 199 24042020 112610Cosa e come mangiare per ridurre i fattori di rischio patologico e combattere lo stress

Un’alimentazione varia ed equilibrata è alla base di una vita in salute. Un’alimentazione inadeguata, infatti, oltre a incidere sul benessere psico-fisico, rappresenta uno dei principali fattori di rischio per l’insorgenza di numerose malattie croniche. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), circa 1/3 delle malattie cardiovascolari e dei tumori potrebbero essere evitati grazie a una equilibrata e sana alimentazione.

I ritmi frenetici della vita quotidiana ci hanno fatto un po’ perdere l’abitudine di sederci a tavola il tempo necessario per godersi un pasto bilanciato in tutte le sue componenti, preferendo sempre di più i cibi “mordi e fuggi”, spesso privi di ogni elemento nutritivo e difficili da digerire a pranzo, spostando all’ora di cena il consumo di pietanze più corpose. Queste abitudini sottopongono lo stomaco a un carico eccessivo con la conseguenza di una digestione più lenta e laboriosa che porta spesso sonnolenza, gonfiore e senso di pesantezza.

capture 143 21042020 142811L’essere umano ha bisogno di passare alcune ore al giorno all’aria aperta e a contatto con la natura.Privarsene vuol dire allontanarsi dalla nostra genesi e ci provoca disagio e perdita di equilibrio…respirare sul mare in montagna o in un parco verde ci dona serenità’ e positività’

 

 

capture 138 21042020 104235I 5 motivi per cui fa bene prendere il sole, con i consigli pratici su quanto e come prenderne senza danneggiare la nostra pelle.

Il sole è una medicina naturale e, come ogni medicina, va usata con gradualità e nelle giuste dosi. Sarà perché mi piace sentire il caldo sulla pelle appena i primi raggi di sole squarciano il grigio delle nuvole, sarà perché sono consapevole che il ritmo di vita che ci siamo imposti impedisce di apprezzare le meraviglie che la natura, ogni giorno e gratuitamente, ci offre, ho pensato di parlare ancora una volta di quello che il perfetto connubio sole-luce ci offre in fatto di salute.

Fino a qualche decennio fa questi benefici effetti erano scontati: i nonni lavoravano la terra, gli adulti si muovevano a piedi, i bambini scorazzavano in bicicletta e giocavano per strada. L’industrializzazione, che tanto ha modificato, peraltro per molti aspetti anche in meglio, il nostro stile di vita, ha fatto dell’uomo uno stanziale-pantofolaio-casadipendente, a cui anche l’esposizione al sole va prescritta come fosse una medicina.

capture 094 19042020 115551Stare tutto il tempo a casa ha conseguenze negative sul nostro benessere psico-fisico. Quali?

«Un uomo che non parla a nessuno e a cui nessuno parla è come un pozzo che nessuna sorgente alimenta:

a poco a poco l'acqua che vi stagna imputridisce ed evapora»

Oriana Fallaci.

Isolamento sociale e dal mondo

Sono diversi motivi per cui una persona decida di isolarsi dal mondo e vivere un ritiro sociale.

Ma perchè non si ha voglia di vedere nessuno?

Ovviamente prima fra tutto vi è l’isolamento sociale o paura delle relazioni o di mettersi in gioco in qualsiasi settore, ma potrebbe essere un sintomo anche di alcune patologie come la depressione, l’apatia, la clinomania o la cosiddetta sindrome di Hikikomori.

Vediamo più da vicino le diverse casistiche che coinvolgono una sintomatica in cui non si riesce più ad uscire di casa, isolandosi socialmente da tutto ciò che può fare paura e rinchiudendosi in quella che rappresenta un rifugio sicuro, ossia la casa.

I polmoni sono il punto di ingresso per l'ossigeno nel nostro corpo, ma anche di uscita per le sostanze tossiche. Impariamo a prendercene cura, anche attraverso l'alimentazione.

“Forse non tutti sanno che…” i polmoni  hanno due funzioni fondamentali: lo scambio di anidride carbonica (scarto del nostro metabolismo), con ossigeno (il carburante di tutte le nostre cellule), e di conseguenza la purificazione dell’organismo, con l’eliminazione dei “gas di scarico”, che sono tossici se si accumulano nel corpo, proprio come avviene per la nostra automobile.

Nei nostri polmoni, insieme all’aria, arrivano anche particelle inquinanti, altre molecole pericolose, e virus che si insinuano dal naso o dalla bocca. In condizioni di buona salute, i polmoni hanno i loro meccanismi di difesa contro queste molecole o microorganismi.

Per mantenere in buona salute i polmoni, e di conseguenza tutto il corpo, servirà aria pura (se ancora ne esiste sul pianeta…) e una corretta alimentazione. Sì, esistono dei cibi che possono aiutare la salute dei polmoni.

Vediamo quali sono i 10 migliori alimenti per i polmoni.

capture 053 17042020 095244"Non possiamo più permettere che i nostri medici, i nostri operatori sanitari, siano mandati a combattere a mani nude contro il virus. E' una lotta impari, che fa male a noi, fa male ai cittadini, fa male al Paese". Lo dichiara Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri, la Fnomceo, che sul suo portale - da oggi listato a lutto - pubblica i nomi dei camici bianchi caduti per la Covid-19 in Italia.

Un triste elenco che verrà aggiornato via via. Anelli lancia un appello al ministro della Salute, Roberto Speranza: "Diamo atto che il ministro ci è sempre stato vicino, sin dall'inizio del suo mandato e in modo ancor più intenso durante questa epidemia - riconosce il numero uno della Fnomceo - Confidiamo quindi nel suo intervento, sicuri che non lascerà soli i suoi medici, i suoi professionisti, il capitale umano del suo e nostro Servizio sanitario nazionale. Chiediamo dunque il suo intervento per fermare queste morti, questi contagi inutili, perché prevedibili, e dannosi perché mettono a rischio l’intera comunità".

"Ci sentiamo dimenticati, poco considerati, come dimostra anche l'ultimo Decreto legge" sull'emergenza coronavirus, "che prevede giusti sostegni per molte categorie, ma nulla prevede per supportare e riconoscere l'impegno degli operatori sanitari", sottolinea Anelli.

capture 004 15042020 102059Svolgere attività fisica moderata, almeno tre ore alla settimana, è fondamentale per preservare la buona salute del cuore e per ridurre il rischio di soffrire di malattie coronariche

Il cuore è il muscolo più importante del corpo e spesso non gli dedichiamo le cure che si merita, almeno fino a quando qualcosa non funziona più come dovrebbe. Le malattie cardiache sono una delle cause principali di morte di tutto il mondo. Per evitare questi problemi di salute, vi consigliamo di mantenere sano il vostro cuore.

Ma come si fa? Ve lo spieghiamo in questo articolo.

capture 111 13042020 184926La vitamina D è importante, in particolare, per il sistema immunitario e la salute delle ossa, per cui è raccomandata anche dal Ministero della Salute per la prevenzione dell’osteoporosi e del rachitismo dei bambini. Infatti, aiuta l’organismo ad assorbire il calcio, importante per la costituzione del tessuto osseo.
Questa sostanza raggruppa, in realtà, la D1, D2, D3, D4 e D5, ed è particolare in quanto per produrla e sintetizzarla abbiamo bisogno della luce solare. In un individuo adulto e sano, bastano, infatti, tra i 10 e i 20 minuti di esposizione solare al giorno per fare il pieno giornaliero di questo prezioso nutriente (fabbisogno e accumulo dipendono da età e condizione).

Tuttavia, oggi è sempre più diffusa la carenza di vitamina D a causa delle nostre abitudini quotidiane che ci portano a passare sempre meno tempo all’aria aperta. Le cose peggiorano durante la stagione invernale, quando il brutto tempo tende a tenerci chiusi in casa. Tuttavia, possiamo accumularla anche attraverso la dieta, per cui può essere utile come apportare vitamina D con gli alimenti.

capture 086 13042020 103418Ogni tanto dovremmo ringraziare il nostro fegato! Quest’organo vitale è fondamentale per espellere le tossine ed eliminarle dal nostro corpo, oltre a svolgere centinaia di altre funzioni. La principale funzione del fegato è quella di convertire le tossine in rifiuti innocui che vengono espulsi dal corpo in modo sicuro attraverso feci e urine.

Probabilmente non lo sai ma il fegato compie più di 400 funzioni! Tramite la cistifellea si occupa della digestione dei grassi, è il responsabile della riserva di vitamine e minerali essenziali come il ferro e le sostanze nutritive assorbite nell’intestino e non per ultimo si occupa dello smantellamento delle molecole di alcool o altre sostanze… Solo queste “poche” funzioni epatiche posso facilmente farti intuire quanto il fegato sia importante per la salute, per questo motivo non dovremmo sovraccaricarlo di lavoro per non correre il rischio di renderlo lento e intossicato.

Come vengono trattate le sostanze tossiche dal fegato

Il fegato compie il lavoro di disintossicazione in due fasi, nella prima vengono utilizzati vari enzimi per trasformare le tossine liposolubili in sostanze più gestibili per l’organismo. Nella seconda fase, con l’intervento di altre molecole, viene aumentata la solubilità in acqua delle tossine per facilitarne l’eliminazione.